Da quando è mancato il mio Kimè, nonostante Skorpion lo stia già rimpiazzando egregiamente come guardiano di casa, tutte le mie attenzioni sono ormai rivolte ad IRAN, suo figlio più anziano.
IRAN ha ormai passato la decina d’anni ma la sua integrità fisica e caratteriale sono ancora strabilianti. Con gli sconosciuti è sempre stato intransigente come il padre mentre con le femmine si dimostrò sempre un vero gentiluomo. Al contrario di Kimè non dimostrò mai grande interesse nel sottometterle e ci convisse sempre molto serenamente, purché non lo disturbassero quando doveva mangiare.
Nonostante io abbia già fatto svariati viaggi in Asia centrale, non saprei dire con esattezza da dove derivi originariamente quella linea di sangue. Ho incontrato cani simili ma non identici in Turkmenistan, ai confini dell’Iran.
E’ proprio in quel luogo, vicino al villaggio di Nohur, nell’ sud-ovest del Turkmenistan, che ho conosciuto un vecchio pastore nomade, proveniente dal confine afgano, che aveva un bellissimo maschio aborigeno con le stesse frange sulle zampe anteriori di cui era provvisto il mio Kimè ed ha mantenuto anche suo figlio IRAN. A detta di quel pastore, i cani con quella ormai rara caratteristica avrebbero conservato ancora molto dell’antico lupo, probabilmente quello lanuto del Tibet (animale che oggi molti confondono con la leggenda del mitico mastino del Tibet, anche se in realtà il termine mastino non significherebbe affatto una testa più massiccia e poco lupoide, quanto semplicemente riferito allo storico impiego del cane…. ).
Infatti IRAN ha ancora più di Kimè alcuni atteggiamenti del canide selvatico tipo il bere preferibilmente acqua piovana nelle pozzanghere piuttosto che nel secchio, strofinarsi con la schiena a terra ogni volta che entra in un nuovo territorio, raspare sulle quattro zampe quando è arrabbiato, etc…
In questo mio ultimo viaggio incontrai nel Karakum Desert un cane molto simile ad IRAN però con la testa ancora più lupoide, struttura leggermente più leggera e lunghezza di pelo meno accentuata.
Mi viene quindi da pensare che potrebbe essere una miscela fra queste due morfologie e non sicuramente un remoto incrocio con un pastore del Caucaso come qualche sedicente intenditore fece, anni indietro, circolare la voce nell’ambiente cinofilo, solo perché non aveva mai visto prima dei cani di questa razza con il pelo più lungo. E’ invece molto probabile il contrario, ovvero che i pastori del Caucaso presero origine proprio da queste tipologie di cani da pastore dell’Asia centrale a pelo molto più lungo.
Ne è anche assolutamente d’accordo il più grande esperto di razza del mondo Kakish Kyarizov al quale ho mostrato alcune fotografie di Kimè e di IRAN, in occasione di questa mia ultima visita, quando gli ho regalato una copia del mio 2° libro.
Mr. Kyarizov ha apprezzato molto la mia “vecchia” femmina Ara, che oltre ad essere stata la madre del mio attuale Taleban ed anche nonna di Burka risulta essere la sorella della madre di IRAN.
Lui mi disse: “Questa è una tipica femmina di cane da pastore aborigeno del deserto che un tempo si incontrava spesso al fianco dei pastori nomadi”. Infatti io che ho avuto la fortuna di conviverci, Ara mi regalò delle indimenticabili emozioni grazie alla sua estrema astuzia e rusticità, anche se la guardia sull’uomo non era proprio il suoi mestiere, mentre la madre di IRAN, molto più piccola e nera, e passata alla storia come femmina di grande carattere.
Ma da dovunque provenga il mio IRAN e le sue 2 sorelle di altra cucciolata: Tundra e Tejen, attualmente mie pregiate fattrici ..sono veramente dei grandi cani di carattere superlativo, direi quasi il fiore all’occhiello della razza, per tipicità aborigena. Io che ho ormai visto migliaia di cani di questa razza, in tutto il mondo, posso affermare di aver incontrato solo pochissime altre femmine al loro livello caratteriale, sia come dominanza sugli altri cani che come spirito difensivo del territorio.
Anche le caratteristiche che sto vedendo in Lucky, la figlia “fortunata” di Iran e Neera, nonostante sia ancora giovanissima, posso già dire che sono superiori a quanto avevo previsto. Oggi la lascio giocare con altri cuccioli e non le ho ancora assegnato un territorio da custodire, ma vi assicuro che quando avverte un pericolo vero ha già una determinazione impressionante nell’andare ad abbaiare senza conoscere il minimo timore; nel suo piccolo è la fotocopia caratteriale del padre, oltre ad assomigliargli molto fisicamente.
A proposito di non conoscere timore, è proprio l’episodio di oggi che mi ha fatto venire voglia di scrivere questo articolo, in quanto certi cani non finiranno mai di stupirmi per il loro coraggio.
Nel primo pomeriggio è venuto da me un ragazzo albanese ottimo boscaiolo, al quale ho chiesto di tagliare un albero che quest’inverno era caduto a ridosso di una recinzione posta sul confine fra la mia proprietà e quella del vicino. Quella recinzione è praticamente adiacente al recinto dove vive da anni il mio IRAN.
Al nostro sopraggiungere, come il solito, IRAN ha iniziato ad abbaiare e ringhiare nei confronti di questo ragazzo che non conosceva, ma fino lì nulla di particolare.
Non appena l’operaio ha avviato la motosega, LUI ha avvertito un pericolo reale ed invece di allontanarsi voleva battersi, senza alcun timore, contro quell’uomo munito di quell’attrezzo rumoroso.. Più il rumore era assordante e potenzialmente dissuasivo ed intimorente, più lui attaccava l’estraneo alla recinzione, nonostante non sia più un “giovanotto”.
Nel frattempo io sono andato in casa a prendere la mia macchina fotografica per girare questo breve filmato che voglio tenermi come ricordo di un cane come IRAN, tanto da non potermi dimenticare mai come sono i veri guardiani!
Ho poi chiesto a quell’operaio, un po’ imbarazzato, di provocarlo con la motosega in funzione ma IRAN non ha mai avuto un solo attimo di esitazione, era pronto a qualsiasi scontro.
Sono questi episodi che mi hanno fatto innamorare dei miei cani, loro rappresentano la protezione totale del territorio che custodiscono e per il quale sarebbero disposti a sacrificare la vita pur di impedire ad un estraneo di entrarci. IRAN non ha avuto addestramenti né, purtroppo, particolare socializzazione da piccolo ma, quando avverte un pericolo reale, non conosce paura. Certamente è figlio di Kimè che quando arrivavano i temporali con lampi e fulmini, invece di starsene al riparo come faceva Burka, lui correva ringhiando nel giardino cercando di azzannare le scariche luminose dei fulmini. Nessun tuono né abbondante precipitazione lo fecero mai desistere, tenendo presente che ai piedi della montagna i temporali non sono certamente una passeggiata!
Devo dire che, dopo tali prove di integrità naturale dei miei cani da guardia,
se non l’avessi ancora fatto, inizierei nuovamente a scrivere il mio primo libro intitolato: GUARDIANI SI NASCE! ( …e non si diventa con nessun addestramento particolare!)