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07/03/2012 - KARAKELL: …qualcuno credeva che mi stessi sbagliando!



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Circa un anno fa nacque una cucciolata di Tejen x Annibal, una di quelle era KARAKELL.

La chiamai così perché la sua testa nera mi ricordava il mitico GARA-KELLE (Kara-kelle: testa nera). Però decisi di togliere la “e” finale, tanto per non mettermi anch’io in quella scia speculativa di chi ha sempre giocato sull’equivoco dei nomi che presenziavano sui pedigree.

Gara-kelle fu uno solo, un grande, unico nella storia, nulla a che vedere con i vari "Kara-kelle" russi che furono sfornati in seguito e che tutti pensano ancora oggi che siano parenti di quel grande guerriero.

Io conobbi personalmente Mr. Atageldy il proprietario del grande Gara-Kelle, ancora oggi è rispettato da tutti in Turkmenistan, innanzitutto per le qualità combattive del suo cane, non più facilmente riprodotte in futuro.

 

Alcuni mesi dopo andai nel deserto del Karakum, in Turkmenistan e raccontai ad alcuni pastori questa mia iniziativa di togliere la “e” finale dal nome della mia femmina. Tutti si misero a ridere a crepapelle, come a volte si vede in quei vecchi film degli indiani quando i bianchi provano a pronunciare una parola senza saperne lo strano significato. La mia guida mi disse che come l’avevo pronunciato io, significava “testa pelata”, tutti ridettero a crepapelle ed io non capii mai se era vero o semplicemente si stavano divertendo prendendosi gioco di me, così diverso da loro e proveniente dal lontano occidente “emancipato”.

In quei luoghi sono così poche le distrazioni che anche un stupidaggine come la mia poteva servire a dimenticare la realtà, quindi mi sentii comunque gratificato dall’evento e non mi preoccupai troppo di approfondire l’argomento.

 

Con o senza la “e”, Karakell aveva solo pochi giorni di vita quando, entrando una sera nella capanna dove avevo sistemato la madre per il parto, emise un “tenero” abbaio per avvisare della mia presenza indesiderata. La cosa non si ripeté molte altre volte ma già quella mi bastò per capire chi sarebbe diventata in futuro.

 

Una sera mi chiamò Mauro da Trieste per dirmi che un suo carissimo amico stava cercando un buon cane da guardia e che visto il forte carattere dei miei soggetti, lui pensava che una femmina potesse già risultare più che sufficiente ad occuparsi del giardino di quella casa indipendente. Si raccomandò di fargli fare bella figura e di scegliere un’ottima cucciola.

Io avevo riservato Karakell come mia futura fattrice ma, com’è già successo altre volte, decisi invece di “sacrificarmi” e di cederla per soddisfare il desiderio di un amico.

 

Mi incontrai con quella famiglia che dopo aver ascoltato le mie teorie sulla guardia scelse invece un buon cucciolo maschio che avevo allora disponibile e, contro ogni mia previsione, volle già anche abbinargli subito una piccola compagna.

In quel caso non era più necessario puntare tutto su Karakell, in quanto avrebbero già potuto contare su un gran maschio e quindi gli feci scegliere fra lei ed un'altra femmina nero-bianca che dall’aspetto si dimostrava ancora più gradevole, oltre a dimostrare anche lei un ottimo carattere. Loro scelsero quella più scura e quindi Karakell ritornò fortunatamente nei miei progetti di riproduzione.

 

Poi venne il mio caro amico Nino da Londra che cercava una coppia di cuccioli molto forti, ed io proposi nuovamente questa mia ultima rimasta in abbinamento ad un altro cucciolo che era il migliore della cucciolata.

Dopo pochi giorni fu però necessario un diverso abbinamento di soggetti e ancora una volta Karakell non si mosse dal mio allevamento.

Pensai quindi che quella cucciola era nata per stare con me e quella fu la mia decisione definitiva.

 

Per svariati motivi io non riuscii ad occuparmi molto di Karakell durante il suo primo anno di crescita, mi limitai a nutrirla e portarla qualche volta in passeggiata, lei diventò "signorina" rimanendo sempre in una grande recinzione, in compagnia di un’altra femmina coetanea con la quale giocava tutto il giorno.

 

Anche se io conoscevo benissimo le sue rare qualità di guardiana e ricordavo la sua prematura reazione che aveva avuto quella sera, Karakell non diede mai grandi segni di insofferenza quando venivano dei visitatori in allevamento.

 

Spesso arrivavano amici e clienti e vedendola così indifferente mi dicevano; “E di quella che te ne fai?” Io rispondevo: “Me la sono riservata come fattrice, ma adesso non è ancora il momento di metterla al lavoro!”.

Loro mi guardavano con un’espressione meravigliata ed i più confidenti esclamavano: “Quella? Ma se non muove un’unghia! E' difficile che possa diventare come gli altri”.

 

Ed io li congedavo con un sorriso.

 

La realtà era che lei stava crescendo in una recinzione confinante sia con il padre Annibal che con l’autorevole madre Tejen e quindi non aveva ancora mai osato dire la sua. Situazione che spesso si crea quando uno dei miei cuccioli, anche se fortissimo di carattere, è costretto a maturare in compagnia di un altro soggetto adulto e quindi dominante.

Non poche volte i proprietari continuano a chiamarmi per mesi, esternandomi la loro preoccupazione che il cucciolo non corrisponda a quanto io promisi al momento dell’acquisto, ma è la Natura che ha stabilito una necessaria scala gerarchica fra gli animali da branco che occupano lo stesso territorio (..non io), viceversa non ci sarebbe la possibilità di sopravvivenza per nessuno.

 

Anche se gli amici più cari non osarono mai dirmelo esplicitamente, furono molti quelli che cedettero che io con Karakell avessi preso un abbaglio, solo perché ad un anno non accennava ancora nessuna reazione nei confronti di chi entrava in allevamento.

 

Poi venne il momento che io decisi di metterla al lavoro, la tolsi dalla retroguardia e l’abbinai ad un maschio come Kayman che, a dispetto della sua imponente corporatura, ha il grande pregio di essere molto tollerante con le femmine che lo coadiuvano nella guardia.

 

Bastarono poche ore a Karakell per capire il motivo per cui l’avevo cambiata di postazione e già a fine giornata non era più d’accordo che nessun estraneo si avvicinasse alla proprietà che stava custodendo. Che femmina!

Per una cucciolona di soli 13/14 mesi è ancora prematuro che si sappia già imporre con grinta ad un estraneo minaccioso, ma Karakell è invece già molto riluttante a chiunque non conosca.

E’ molto attiva nel suo lavoro di guardia e sempre attenta a quanto capita fuori della recinzione, pattuglia il suo territorio senza distrarsi mai.

Inutile dire che con noi è come una cucciola di pochi mesi e che stravede per le mie figlie, questa è sempre stata una costante per tutti i cuccioli che abbiamo cresciuto fino ad ora, indipendentemente dal loro temperamento caratteriale.

 

Spesso il mondo cinofilo mi diverte molto, a me piace lasciare che la gente parli, parli e ancora parli, …a volte lo fanno addirittura per anni consecutivi ed alle mie spalle, credendo che l’esperienza di chi alleva cani da molti anni si possa sostituire con la lettura di qualche rivista. Un anno fa qualcuno disse che questa femmina non sarebbe mai diventata caratterialmente quello che io stavo prevedendo.

 

Il mio sorriso di allora significava quanto vedrete in questo filmato.

 

Non credo proprio che mi stessi sbagliando, Karakell diventerà una mia fattrice di tutto rispetto e per lei ho già addirittura trovato lo “sposo” giusto!

 

Buona cinofilia a tutti!

 

Cliccare QUI per vedere il FILMATO

 

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