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CHEMUKH : …che femmina ragazzi!
Non credo esista una persona al mondo, come il mio amico Leonardo di Firenze, che abbia desiderato e dovuto aspettare così tanto uno dei miei cani da pastore dell’Asia centrale.
Fu uno dei primi in assoluto che iniziò a chiamarmi e scrivermi ripetutamente non appena pubblicai il mio sito.
S’innamorò subito della razza e specialmente del carattere dei miei cani, Leonardo sognava fin da piccolo di poter avere un cane da guardia forte, un “amico” al quale affidare la custodia della casa con la garanzia che nessuno entrerà mai senza il tuo permesso. La moglie invece desiderava un cane festoso, giocherellone e buono con tutti ed aveva molta paura per il bimbo di pochi anni e per un altro in previsione, quindi non fu facile trovare un accordo.
Passarono alcuni anni prima che Leonardo mi chiamasse un giorno e mi annunciasse con l’emozione di un bambino: “Forse ci siamo, credo di aver convinto mia moglie a venir a vedere i tuoi cani e se riesci a convincerla che non ci saranno problemi per i bambini, forse avrò anch’io il cane che desidero da sempre”.
Un giorno arrivarono ed io non dimenticherò mai l’entusiasmo di Leonardo non appena vide il “vecchio” Kimè che allora era ancora nel pieno delle sue forze e bastava un suo sguardo per raggelarti l’animo. Ricordo anche però lo sguardo preoccupato della moglie che volle da me ogni garanzia.
Si raggiunse quindi l’accordo che non appena sarebbe nato il secondogenito in arrivo, Leonardo avrebbe realizzato il suo sogno. Lui voleva un maschio, possibilmente il più forte che non fosse mai esistito, la moglie invece una femmina possibilmente la più mansueta, anche se era concorde sull’utilità di un buon cane da guardia, vista la posizione un po’ isolata della nuova casa con giardino appena ultimata.
Per Leonardo furono i mesi più lunghi della sua vita, in quanto il desiderio si stava avverando ma quel giorno pareva non arrivasse mai, mi scriveva o telefonava ogni settimana con passione ineguagliabile, voleva in continuazione nuove fotografie dei miei cani, filmati che io non avevo, cercava ogni sera su internet immagini di cani da pastore dell’Asia centrale presenti in tutto il mondo. Conosceva ogni allevamento della razza in ogni parte del pianeta, molto più di me.
Nello stesso tempo dimostrò sempre un’ammirazione per il mio lavoro di selezione senza confronti e sinceramente non credo di aver mai avuto un fan come lui, fu sempre Leonardo ad acquistare la copia numero “1” di tutti i miei libri e a leggere i miei articoli non appena pubblicati, spesso addirittura ancora prima delle ultime correzioni.
Poi arrivò il giorno che il grande Iran si accoppiò con Orsa, io lo annunciai sul sito ed allora mi chiamò per dirmi che forse il cane della sua vita sarebbe stato proprio di quella cucciolata, cercò di ancora di convincere la moglie per un bel maschiaccio potente ma invece dovette giungere ad un compromesso di accontentarsi solo di una femmina, ma sarebbe dovuta essere di fortissimo carattere.
Non appena nacquero i cuccioli ebbi buone speranze di accontentarlo in quanto le femmine erano parecchie mentre di maschi uno solo.
Leonardo mi chiamava spesso supplicandomi di mettere da parte per lui la femmina più forte, visto che avrebbe dovuto fare le veci di un maschio in quella casa isolata sulle colline toscane.
Quella cucciolata fu speciale, le femmine diventarono tutte ottime guardiane ma due in particolare si dimostravano da subito cucciole sensazionali.
Una era la più robusta, la più alta e più bella morfologicamente, era di tre colori come un autentico “alabai” e di carattere ne aveva “da vendere”. A soli 60 gg faceva già la sua “piccola guardia” al territorio.
Una mattina mia figlia Sofia pensò di stuzzicarla con un piccolo pizzicotto sulla coda, la cucciola si girò di scatto ringhiando e non ancora soddisfatta la seguì per alcuni metri nel prato con i denti da latte ben esposti.
Aveva già allora un comportamento serio e determinato come un cane adulto, nonostante fosse comunque molto affettuosa ed equilibrata e dopo pochi mesi non permetteva più a nessuno di avvicinarsi né alla casa né alla famiglia quando la portavano in passeggiata al guinzaglio.
Leonardo la volle chiamare Chemukh, come una “famosa” lupa “alfa” di colore nero che fu in passato oggetto di studio di alcuni biologi americani.
Il secondogenito di Leonardo nacque molto vivace e considerò subito Chemukh la sua principale compagna di gioco. Io sapevo che i miei cani erano molto affidabili con i bambini, li avevo collaudati di persona con le mie figlie (molte volte portai a casa soggetti adulti di 2/3 anni e dopo pochi giorni giocavano con loro come le avessero conosciute da sempre), ma era anche vero che per quella famiglia era la prima esperienza con cani di carattere ed io avevo scelto per lui una femmina molto “spinta” addirittura di più di alcuni miei cuccioli maschi.
Ma tutto filò più che liscio nonostante la vivacità del bimbo, ogni mese mi arrivavano delle fotografie quasi commoventi di quella femmina che, nonostante fosse diventata il “terrore” del vicinato, si faceva abbracciare, baciare e pasticciare dal piccolo, quasi come fosse stato il suo cucciolo.
Devo dire che fu proprio Chemukh, così spinta di carattere e riluttante a qualsiasi persona esterna alla famiglia, a convincermi che i cani da pastore non hanno rivali come cani da famiglia, indipendentemente dal loro carattere.
Quando un cane è equilibrato, non conta il temperamento che dimostra con chi non conosce e non c’è alcuna relazione fra l’aggressività che impiega nel difendere la sua proprietà dagli estranei con il pericolo che la stessa potrebbe riversarsi sui familiari, semmai è ormai stato dimostrato ampiamente il contrario.
Sono molti invece gli incidenti già accaduti a danno dei bambini, da cani che, apparentemente senza carattere, permettono a tutti gli sconosciuti di entrare in casa, per poi dimostrarsi ingiustificatamente aggressivi con le parti più deboli della famiglia.
Essere gelosi del proprio branco e del territorio dove si vive è una caratteristica genetica naturale ereditata dal lupo, innegabile antenato di ogni nostro cane domestico, quindi ogni tentativo di alienazione di questa caratteristica porterà solo ed inevitabilmente ad evidenti carenze sull’equilibrio del cane moderno.
E’ stato ormai sperimentato da anni che i lupi di un branco sono particolarmente uniti e pacifici fra di loro solo quando sentono la presenza di altri branchi rivali ai margini del territorio in cui vivono, cosa che in assenza li porta ad essere molto aggressivi fra di loro.
Tempo ero già stato a vedere Chemukh quando aveva poco più di un anno e si dimostrava già una “grande” cucciolona di carattere, l’ho rivista pochi giorni fa che è ormai una femmina matura. Che femmina ragazzi!
Chemukh è diventata una guardiana addirittura oltre le mie aspettative (vorrei averla nel mio allevamento) e non credo che ne esistano molte altre di simili, pur cercandole in tutta l’Asia centrale.
Ottima struttura su arti ineccepibili, impareggiabile determinazione ed equilibrio, con un carattere da non credere!
Quando individua l’estraneo si concentra sulla difesa del territorio senza pensare più ad altro, come invece non esista di fermarsi non appena si avvicina il suo amato proprietario.
Chemukh è altamente istintiva, ha l’astuzia e la diffidenza di un lupo con il coraggio di un leone e questo la porta a penetrare attraverso l’animo delle persone che la circondano e ad amare veramente solo chi la ama dal profondo del cuore.
Anzi vi dico una cosa, senza temere competenti smentite: se i centro-asiatici continueranno ancora per un po’ di anni a trascurare il carattere dei loro cani e non si ravvedranno presto da questa nuova tendenza di rincorrere solo più il denaro e quanto richiede oggi il mercato delle esposizioni, ovvero cani enormi senza molta sostanza, dovranno presto venire qui in Italia per ritrovare il “GRANDE CANE” che “persero” per strada.
E femmine come Chemukh gli faranno brillare gli occhi, ricordandogli quando Ashgabat, oggi la GRANDE e ricca capitale dorata del Turkmenistan, era solo un povero villaggio di pastori nomadi, ma con dei cani UNICI AL MONDO che avrebbero segnato la storia della cinofilia mondiale.
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