IL CANE PASTORE TURKMENO
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01/11/2012 - URAL e Orio : …un binomio perfetto, quando il sentimento supera la teoria!



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Nonostante sia ormai poco diffuso anche in Asia centrale, il mantello tigrato è una pigmentazione prevista per il pastore dell’Asia centrale, anzi, alcuni pastori aborigeni mi raccontarono di come venissero tenuti molto in considerazione i soggetti che un tempo nascevano con quella colorazione. Sinceramente non saprei dire quale relazione esista fra colore del mantello e carattere del cane, forse nessuna, ma devo ammettere che a noi cinofili, amanti di questa razza, fa sempre piacere credere nelle leggende medio-asiatiche.

Quando ero in Turkmenistan ne incontrai alcuni, ma non molti, un bell’esemplare (nella foto qui sotto) lo immortalai proprio nel Karakum Desert nei pressi del Mane Baba Mausoleum e credo che da questi soggetti siano poi derivati nei secoli tanti attuali molossi che presentano un simile mantello.

 

 

Una sera, in un villaggio ai confini dell’Iran, un anziano pastore mi raccontò che, quando la pastorizia era completamente nomade e tutta la famiglia si coricava la notte con le pecore, il cane tigrato era considerato quasi un dono della provvidenza in quanto si pensava che riuscisse ad incutere più timore al micidiale predatore di quelle zone, ovvero il leopardo. Si racconta che a volte durante le razzie i leopardi scegliessero volutamente i bambini, piuttosto che gli agnelli, per i loro pasti e che allora essistesse la credenza, specialmente delle donne, di volere sempre un cane con il mantello tigrato, per maggiuore protezione della prole. Etologicamente non credo che oggi questa versione troverebbe alcun riscontro scientifico ma a volte, se non diventa un’abitudine, credo sia anche bello credere a ciò che non sempre si riesce a dimostrare.

Cosa posso dire io al rigurdo, senza tener conto delle leggende, è che due delle mie milgiori femmine, Burka e Tundra,  hanno parte del mantello tigrato, come posso confermare che tutti i cuccioli cche mi sono nati con lo stesso mantello hanno sempre dimostrato un buon caratttere e ottima predispozione alla guardia.

 

Uno di questi era URAL, un figlio di IRAN e se oggi quel cane è il miglior Amico di Orio, un simpatico odontotecnico in pensione che vive nei pressi di Massa Carrara, il merito è della figlia Vanna e della moglie Annamaria che fecero di tutto per condurlo da me in allevamento, un sabato mattina di cinque anni fa.

 

Vanna mi aveva chiamato alcune volte, dicendomi di aver visitato il mio sito e di aver capito che la tipologia di cani che allevavo poteva essere ideale per i suoi genitori che abitavano in bella villa con ampio giardino e che iniziavano ad inquietarsi per alcuni furti messi a segno in quella zona.

Ricordo che mi aveva detto: “Mio padre è molto scettico sui cani da guardia in quanto dice che i cani di carattere come c’erano una volta ormai non esistono più, quindi non sarà facile convincerlo, ma io vorrei tanto che lui prendesse uno dei suoi cani”. Io risposi semplicemente: “Credo che saranno i miei cani a convincerlo, comunque quando verrete qui parleremo di tutto”.

 

Arrivarono un sabato mattina su un bel fuoristrada e Orio si convinse quasi subito che i miei cani erano quello che lui stava cercando, entrammo subito in sintonia, per simpatia reciproca, ma rimaneva comunque molto scettico  che io sarei riuscito a scegliergli il cucciolo ideale per le sue esigenze, praticamente sosteneva, da veterano cacciatore, che imbattere il cucciolo giusto non era altro che fortuna e lui con i cani non era mai stato troppo fortunato.

 

In quei mesi io avevo svezzato URAL e mi ero accorto ampiamente delle sue qualità, era già un cucciolo molto intraprendente, leader nei confronti dei fratelli, coraggioso e con evidenti predisposizioni alla guardia. Come morfologia e mantello era bellissimo, sembrava addirittura un cucciolo di peluche.

Io cercai di superare tutta la sua diffidenza spiegandogli al meglio cosa prevedevo per il futuro di quel cane, ma non credo che lui diede troppo retta alle mie parole, in quanto allora considerava gli allevatori tutti uguali. Ad un certo punto mi prese da una parte e mi disse in un mezzo dialetto locale: “Senti Romano, per farla brave, tu mi hai già raccontato un sacco di cose ma io credo che con i cani sia più che tutto questione di fortuna, ho visto che quel cucciolo piace anche a mia figlia, dimmi cosa vuoi e trattami bene che me lo porto a casa, poi anche se non viene buono come dici tu, intanto noi gli vorremo sempre bene lo stesso!”.

 

Io cercai di spiegare ad Orio come avrebbe dovuto allevarlo, lui con la sua faccia da sornione mi rispose: “Si, si, non preoccuparti, ho capito!”. Ma si vedeva palesemente che avrebbe poi fatto come gli pareva.

 

Ci sentimmo alcune volte al telefono, specialmente con la moglie che i primi tempi temeva che il cane potesse crescere aggressivo anche con loro, specialmente con i nipotini che spesso venivano a trovarla, ma poi la situazione si tranquillizzò, anche vedendo il grande affetto che dimostrava URAL con tutti i famigliari e quindi tutto procedette regolarmente.

 

Quando URAL ebbe un po’ più di un anno mi invitarono ad andarlo a vedere, nel frattempo Orio mi aveva già chiamato alcune volte dicendomi di esser molto soddisfatto del cane che gli avevo dato ma, rimanendo sempre nella sua convinzione, mi aveva ribadito più volte: “Romano, il cane che mi hai dato è eccezionale, sono proprio stato fortunato ad imbattere un buon soggetto!”. Ed io, ogni volta che lui mi parlava di fortuna, pensavo: “Chissà se un giorno potrà mai credere che un buon guardiano si possa già anche individuare a poche settimane?”.

 

Ricordo che appena arrivai in quella casa mi accorsi subito che il cucciolone aveva tutte "le carte in regola" come avevo previsto, non era chiuso nel suo recinto di servizio ma Orio l’aveva legato vicino a casa tanto da farmelo vedere più facilmente 

 

 

Non vi erano dubbi che il cane fosse già un ottimo guardiano e lo dimostrava senza mezzi termini. Dissi ad Orio: “Adesso io esco in strada, tu liberalo che voglio vedere cosa fa".

 

Appena URAL fu slegato non pensò ad altro che venirmi a cercare e come mi vide vicino alla recinzione mi si scagliò contro con una prepotenza impressionante, allora non ero ancora attrezzato per girare dei filmati e quindi mi limitai a scattargli qualche fotografia che vedete qui sotto. Il cane "spingeva" già parecchio per la sua giovane età! Peccato non avere quel filmato.

 

 

 

Poi volli scattare qualche foto con Orio e URAL per vedere qual’era il loro rapporto e mi accorsi piacevolmente che erano in perfetta sintonia,

 

 

URAL sembrava un altro cane, si sedeva a suo comando, gli dava la zampa e dimostrava di ascoltarlo con molta devozione oltre che a volergli un bene dell'anima.

 

Io mi ero raccomandato di non farlo mai avvicinare al tavolo quando la famiglia mangiava, ma Orio, come al solito, mi disse: “Caro Romano, tu non sai che cane mi hai dato, lo so che mi hai detto di chiuderlo quando mangiamo ma questo è di un'intelligenza che tu non puoi immaginare. Quando io mangio, lui si siede vicino a me, io gli do qualche pezzo di grissino, dopo lui è contento e sta lì bravo a guardarmi!”.

Era tutto al contrario di quanto gli avevo spiegato ma con il suo URAL stava funzionando e quindi smisi di intromettermi fra di loro.

 

Poi passarono un paio d'anni e ci sentimmo poco fin quando un giorno Orio mi telefonò per dirmi che URAL si sentiva poco bene e nessuno riusciva a diagnosticare esattamente cosa aveva, si pensava avesse contratto qualche strana malattia virale, forse in seguito ad aver ingoiato un topo o un altro animale infetto. Ricordo che con voce molto triste mi disse: “Cosa ti avevo detto? Io non sono mai stato fortunato con i cani. Adesso che ne avevo trovato uno come volevo io, finisce ancora che mi muore giovane!”.

 

Fortunatamente invece URAL è ancora vivo oggi e pur dovendo sottoporsi ad una cura che non potrà mai sospendere, il cane continua a stare bene e fare il suo lavoro di guardiano. Certamente non è più quello di allora, prima esprimeva una potenza che aveva stupito anche me, una di quelle foto che gli avevo scattato quel giorno, non ebbi mai il coraggio di pubblicarla sul sito tanto che faceva impressione con tutta la sua dentatura ben in vista. Purtroppo la sua cura, nonostante prescritta da un buon veterinario, l'ha spento parecchio di carattere, ma in ogni caso credo sia molto meglio averlo in vita un po' meno prepotente che non vederlo più laggiù a correre in quel giardino.

 

Nonostante Orio non volesse prendere un secondo cane, dopo alcuni tentativi mi ha ascoltato e adesso si è aggiunta una giovane femmina, figlia di OrsaAnnibal, per aiutare URAL a fare la guardia in quella proprietà.

 

 

Anche perché, poco tempo fa, i ladri cercarono di entrare una notte su un lato di quel grande giardino recintato ed fu proprio URAL a metterli in fuga. Però, viste le sue precarie condizioni di salute, avevo pensato che con una femmina “doc” al suo fianco se la sarebbe potuta cavare molto meglio nel suo ruolo di guardiano, specialmente fra qualche anno che si avvicinerà la sua vecchiaia.

 

Anche questa volta ho dato a Orio una femmina come lui diceva che “è solo questione di fortuna” ma adesso ha cambiato idea ed è d’accordo che un allevatore, se vuole e sa fare il suo mestiere, può capire fin dai primi mesi quali saranno i futuri risultati di un cucciolo, infatti è molto soddisfatto anche di quella femmina e non manca mai di ringraziarmi. Addirittura mi ha già chiamato per dirmi: "Questa è ancora meglio di URAL!". Ed io, prima o poi, pubblicherò anche il suo filmato.

 

Però questa storia, per me, ha un significato molto particolare, che va aldilà dell’ennesima dimostrazione che i cani che affido alle famiglie normalmente funzionano come avevo promesso. Io vorrei invece far capire meglio a tutti che l’amore ed il sentimento che una famiglia prova per un cane è la cosa più importante in assoluto, per ottenere un buon rapporto di fiducia con questa tipologia di cani che io allevo.

 

Se dicessi che Orio ha sempre applicato cosa ho cercato di insegnargli, direi una bugia, se affermassi di essere completamente d’accordo che il cane vada coperto alla sera con una copertina, come fa tutte le sere la moglie Annamaria con URAL, perchè lo tratta realmente come fosse il suo bambino, nessuno mi crederebbe. Ma è talmente grande l’amore vero che quella famiglia ha per i suoi animali che loro pian piano si sono adeguati a condividere qualsiasi cosa e contraccambiano con quel tipico affetto che solo cani autentici come questi sanno dare al loro padrone.

 

Più il cane è VERO e più è difficile ingannarlo sui sentimenti, a volte vendo soggetti a persone che per ansia di prestazioni sono sempre in bilico fra volersi affezionare, se il cane funzionerà come loro desiderano, oppure disfarsene se invece non corrisponderà alle loro aspettative. Questo atteggiamento, per cani sensibili e profondi come l'autentico pastore dell'Asia centrale, non funziona, anzi è la loro rovina psicologica, in quanto riescono a percepire subuto il senso di sfiducia che prova il padrone nei loro confronti.

 

Quando ultimamente sono andato a trovare Orio e gli ho portato la cucciola, ho visto fra lui e URAL un binomio più che perfetto. Sembravano due vecchi amici d'infanzia, praticamente come avessero la stessa età e fossero cresciuti insieme.

 

 

La fiducia che ha quel cane nel suo padrone è immensa, lo segue senza mai scomporsi, gli sta al fianco per proteggerlo da chiunque voglia avvicinarsi

 

 

e dove si direziona Orio, il cane lo segue volentieri senza opporsi mai.

 

Tutto questo non si ottiene leggendo un manuale o frequentando chissà quali corsi di sofisticata cinofilia, ma dimostrando negli anni al cane, giorno dopo giorno, che lui fa parte della nostra vita e che noi siano i suoi Veri Amici dei quali lui si potrà sempre fidare, allora anche lui diventerà spontaneamente il nostro migliore compagno di vita. 

 

Basta osservare il rapporto che riescono ad instaurare molti “barboni” di strada con il loro cane, non credo proprio che siano mai andati a scuola di etologia o letto una sola pagina di libro, ma i risultati che ottengono dai loro animali è a dir poco strabiliante.

 

Solo coloro che posseggono già uno dei miei cani possono capire che "cuore grande" abbiano queste "guardie del corpo" a 4 zampe, non scambiateli mai per semplici "sistemi di sicurezza", loro sono innanzitutto e rimarranno per sempre animali molto sensibili alle vostre attenzioni. E' proprio nell'affetto che saprete regalargli ogni giorno, che troveranno la motivazione per difendervi in caso di necessità. 

 

Non dovete mai dimenticare che io posso solo impegnarmi a selezionare l'animale più idoneo alle vostre necessità, ma poi sarete voi a doverlo crescere bene e ad amarlo com'è necessario!

 

Cliccare QUI per vedere il Filmato di URAL

 

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