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Alcuni anni fa, nella casa dove oggi vive DAKAR, entrarono i ladri e fu così che conobbi Vanda e Alberto, i suoi attuali proprietari.
Erano le 12,00 circa, fortunatamente in casa non c’era nessuno in quanto entrambi erano al lavoro e qualcuno decise di entrare per impossessarsi dei loro gioielli, qualche oggetto di valore ed un po’ di denaro.
La casa, nonostante avesse altre abitazioni adiacenti su quasi tutti i lati, era dotata di un ottimo antifurto, collegato sia con le Forze dell’Ordine che con il cellulare del padre che abitava a poca distanza nello stesso paese. Tutto funzionò perfettamente tant’è che l’allarme iniziò a suonare, arrivarono entro una decina di minuti sia il genitore che i carabinieri, ma i ladri erano ormai entrati forzando con un palanchino la persiana chiusa ed una porta nel retro della casa, avevano preso cosa gli serviva e di loro non vi era più traccia. Ovviamente, come capita sempre, nessuno era intervenuto pur sentendo l’allarme a suonare incessantemente né aveva notato qualcosa di sospetto.
L’accaduto lasciò una traccia indelebile in quella famiglia, specialmente in Vanda che iniziò ad avere molta paura che l’episodio potesse nuovamente accadere. Solo il giorno prima, alla stessa ora, lei si trovava a sbrigare dei lavori al piano superiore ed aveva addormentato il bimbo al pian terreno, quindi il furto avrebbe potuto avere conseguenze molto più traumatiche in quanto lei si sarebbe trovata sola ad incontrare i malviventi.
Allora mi occupavo ancora come attività prevalente di sicurezza abitativa anticrimine globale, e quindi oltre a proporre i miei cani da guardia, installavo ogni tipo di rimedio contro furti e rapine in villa, con particolare attenzione per i serramenti blindati.
Io consigliai infatti di adottare una coppia dei miei cani da guardia da tenere sempre liberi in quel capiente giardino e di proteggere con le blindature specialmente il piano superiore dov’era situata la zona notte.
La proposta non venne accettata perché a quel punto, dopo l’episodio accaduto di recente, la famiglia desiderava ritornare A vivere con la massima serenità in quella casa e quindi mi richiedeva una protezione ancora più radicale che le garantisse la totale irraggiungibilità dai malviventi.
Si decise quindi di fare una blindatura completa composta da persiane blindate, che sarebbero state chiuse la notte e durante il giorno in assenza dei proprietari, e da ulteriori grate all’interno che avrebbero permesso alla famiglia di sentirsi al sicuro anche di giorno quando erano in casa.
Fu un lavoro lungo e complesso, ma al termine la casa fu resa completamente impenetrabile su tutte le aperture.
La famiglia iniziò quindi a rilassarsi ed avere la certezza che in sua assenza l’abitazione sarebbe stata molto più al sicuro e quando tutti erano in casa la sera, nessuno non sarebbe più riuscito ad entrare senza il loro consenso.
C’è da dire che nel frattempo l’idea di avere anche un cane da guardia in giardino non era mai stata scartata, anche perché non si poteva ignorare la possibilità di trovarsi qualcuno nascosto dietro al siepe ad ogni rientro, come nemmeno di sentirsi sicuri in giardino ogni volta che si usciva per le regolari faccende domestiche.
Ma a questo punto subentrava un altro problema, ovvero che Vanda aveva paura dei cani quasi quanto dei ladri!!
E posso assicurarvi che non sono poche le persone che, come lei, essendo state morsicate nell’infanzia da un cane, anche di piccola taglia, si portano dentro per tutta la vita questo terrore, quasi fobia, nei confronti di quell’animale domestico che è invece nato per essere il più grande amico del suo padrone.

Vanda volle leggere tutti i miei libri e li rilesse più volte, spesso mi faceva numerose domande su come potesse essere gestito un “animalaccio cattivo” come sono i miei cani e ricordo quando un giorno mi disse con estrema semplicità: “Io vorrei un cane che facesse bene la guardia ma che non mi venisse troppo vicino, perché io non me la sento di affrontare questa situazione, vorrei che capisse invece che io gli vorrò sempre bene ma lui dovrebbe rimanermi a distanza, fin quando io non mi sentirò pronta ad interagire con lui”. Ed io mi grattai la testa, accorgendomi che anche gli ultimi capelli stavano per scomparire…
Se non fosse perché avevo capito il suo profondo desiderio di possedere un cane, sia per sentirsi più protetta che per sconfiggere il suo timore nei confronti di questo animale, se non avessi letto negli occhi del marito lo stesso grande desiderio, credo che avrei desistito già fin dalle prime battute, in quanto non faccio mai nulla per forzare l’adozione di un mio soggetto.
Poi venne Natale di due anni fa, Alberto decise di regalare uno dei miei cuccioli alla moglie ed a me che piacciono sempre le nuove sfide, accettai di prendermi l’incarico di trovare un cane “speciale” per le loro esigenze.
Sapevo che non sarebbe stato facile, anche se confidavo molto nei progressi che avrebbe fatto Vanda, fra l’altro biologa, non appena avesse percepito, tramite l’esperienza diretta, la reale affidabilità di questi cani che allevo da tempo.
Il pastore dell’Asia centrale, se è autentico e non “tagliato” con altri molossi per renderlo più massiccio, possiede una sensibilità ed astuzia indescrivibile che lo porta a capire come adeguarsi ad ogni situazione. Quasi come il lupo, il suo antenato. Molti credono che il cane intelligente sia quello facilmente addestrabile, cosa assolutamente non vera, basti pensare se è più intelligente una persona che si lascia guidare dal volere di altri oppure agisce di testa sua. Non è facile farsi ascoltare a bacchetta da uno di questi cani, perché loro sono molto riflessivi e si chiedono sempre se quanto gli stia per essere comandato è la miglior cosa, sia per loro che per chi gliela sta intimando, anzi, spesso è proprio l’autorevole tono di voce e la tensione che percepiscono nel loro padrone a non convincerli ad obbedire.
Quando io interagisco con i miei cani utilizzo dei mugolii, quasi come fossi un demente, ma è proprio così che loro mi accontentano sempre in cosa io voglia ottenere. E se voi studierete a fondo il lupo, potrete notare quanti ne facciano fra di loro per far scendere le frequenti tensioni del branco.
Il pastore dell’Asia centrale non è quindi adatto per chi vuole ridurre il cane alla pari di un servo che deve solo eseguire senza mai pensare, ma se si necessita di un cane che deve possedere grande equilibrio e relativa capacità di interazione con la persona che lo gestisce, è sufficiente non imporsi mai con la violenza e si noteranno in questo animale doti straordinarie che solo chi le ha già provate potrà capire a cosa mi stia riferendo.
Il mio amico Adriano, medico pediatra e famoso cardiologo infantile, possiede da poco un mio cucciolo. Nonostante sia cinofilo da circa cinquant’anni ed abbia diviso la sua vita con cani di varie razze, spesso mi chiama per esternarmi la sua meraviglia per quanti attributi innati possegga questa razza. L’altro giorno mi diceva: “Questo cucciolo che mi hai dato potrebbe essere paragonato ad una cellula staminale, dentro di lui c’è tutto!”.
Ma la mia difficoltà più grande era riuscire a conciliare le doti, quasi opposte, che avrebbe dovuto possedere il cane ideale da inserire in quella famiglia, ovvero un soggetto che avesse potuto fare una buona guardia ma che nello stesso tempo non fosse risultato troppo ispettivo nei confronti della sua padrona.
Il problema è che il cane da guardia, proprio perché fortemente territoriale, è molto ispettivo sugli odori che portano a casa i suoi padroni, come necessita di controllare sempre lo stato d’animo di chi appartiene al suo branco. Quindi ogni volta che si rincasa, per lui è normale venire in contro ed interagire con il suo padrone, come ogni volta che si esce in giardino lui può avere grande interesse ad avvicinarsi per raccogliere tutte le informazioni che ritiene necessarie per una buona convivenza, atteggiamenti che Vanda avrebbe preferito non fossero avvenuti troppo frequentemente. Quindi da un lato sarebbe stato ideale un cane molto più apatico di un mio pastore, ma nello stesso tempo non era un simile soggetto che si sarebbe potuto occupare con successo della guardia di quella proprietà.
Dovetti quindi scegliere cosa prediligere: o un cane più spinto nella guardia, ma che avrebbe messo in sicura difficoltà la sua proprietaria, oppure un cane meno reattivo ma che fosse stato molto pacato nelle suo modo di interagire con il padrone. Certo è che se quel cane avesse mai accennato ad un solo ringhio verso la sua padrona, la situazione sarebbe precipitata in pochi istanti e probabilmente io avrei dovuto riprendermi il cane, cosa che Alberto aveva già preventivato e si era fatto garantire la mia collaborazione nell’eventuale ricollocazione presso una nuova famiglia.
Ma io non volevo fallire, perché conoscevo quella famiglia e il cuore grande dei miei cani, dovevo solo riuscire ad individuare il soggetto giusto adatto loro.
Ci pensai un po’ e decisi che l’ideale sarebbe stato un cane a lentissima maturazione, magari con una componente un po’ più marcata di cane da pecore e meno da guardia, possibilmente già demotivante a prima vista per il suo aspetto, tanto che la sola presenza avesse potuto giocare il suo ruolo di deterrente.
Avevo importato da poco alcuni cuccioli che provenivano da una linea di sangue selezionata per essere impiegata dai pastori della Transilvania come ottimi cani da lupo e sapevo che i genitori erano ottimi.
Timur – Il padre di DAKAR.

Tanto per capirci il padre dei cuccioli era lo stesso del mio Annibal mentre la madre era invece figlia di un cane molto conosciuto nell'Est europeo per il suo straordinario equilibrio.
Il nonno materno di DAKAR.

Uno dei pochi cani da pastore dell’Asia centrale che vidi con i miei occhi ad occuparsi di allevare una cucciolata di gattini, accettare che loro gli dormissero sulla schiena per ore, raccogliere delicatamente alcuni pulcini nell’aia e riportarli alla madre, giocare con i conigli e tanti altri comportamenti che dimostravano un equilibrio straordinario. Non si trattava di un guardiano molto determinato a respingere l’intruso ma, specialmente con il calare della notte, sapeva comunque far bene il suo mestiere.
DAKAR con i fratellini a casa mia.

In quella cucciolata c’erano 4 maschi di cui uno era già molto predisposto ad una guardia efficace, un altro era molto sicuro di se ma non lo vidi mai ad emettere un solo abbaio, un terzo era molto diffidente ma anche molto caparbio (non accettò mai di andare al guinzaglio) e l’ultimo si distingueva per la sua attitudine di trovare sempre un buon accordo con i fratelli, pur non temendoli e di prestare molta attenzione a quanto gli capitava intorno: questo era DAKAR.
Un cucciolo di bella morfologia e di un colore molto particolare, dal mantello sembrava più un Kangal che un Pastore dell’Asia centrale, tanto che ne parlai dettagliatamente, a suo tempo, in questo articolo.
DAKAR appena arrivato nella nuova famiglia.

L’arrivo di DAKAR in quella famiglia fu motivo di grande gioia per Alberto, quanto di preoccupazione per Vanda che avendo pochissima fiducia nei cani, temeva ancor di più per la sorte dei suoi due bambini. Però fu proprio DAKAR che insegnò rapidamente a loro che dei “buoni” cani ci si può fidare, tant’è che specialmente il bimbo più piccolo ruppe subito il ghiaccio e si mise a giocare con il nuovo arrivato senza troppi problemi.
Nonostante fossero stati letti e riletti più volte tutti i miei libri, Vanda ed Alberto parteciparono anche al primo Corso Base sul cane da guardia che io organizzai, visto il loro interesse di acquisire ogni altro dettaglio su come gestire correttamente il cucciolone che stava crescendo a vista d’occhio.
DAKAR con la sua proprietaria.

Se dovessi dire che oggi Vanda ha già cancellato ogni timore nei confronti del suo cane, direi una bugia ma posso assicurarvi (e lo vedrete nel video) che i progressi sono stati ENORMI, anzi STRABIGLIANTI, più di quanto avessi previsto. Oggi Vanda interagisce con DAKAR senza troppe esitazioni, anche se un po’ di timore è ancora rimasto. Dal canto suo DAKAR si sta dimostrando veramente un cane di un equilibrio senza limiti. Posso dire di aver visto in lui uno dei pochi miei cani a preferire le coccole della sua padrona ad panino pronto per essere trangugiato (come vedrete nel video che vi ho allegato), solitamente io consiglio di non stare mai troppo vicino al cane nel momento del pasto, ma DAKAR concede qualsiasi eccezione alla sua padrona, come avesse capito che con lei si debbono fare grandi eccezioni..
In un recente pranzo, di cui sono stato ospite della famiglia, Vanda mi ha “confessato” che è ormai convintissima che DAKAR la ami profondamente, tant’è che mi ha addirittura raccontato di aver versato lacrime di commozione, quando DAKAR si approcciò a lei, per la prima volta, con un’inspiegabile dolcezza.
DAKAR durante un’azione di guardia.

Vedendoli così reattivi contro gli estranei, sono ancora pochi che comprendono come questi cani possano essere altrettanto eccezionali con i loro padroni. E’ così tanta la disinformazione cinofila in Italia, spesso alimentata da tornaconti economici di molti operatori del settore, che quando le famiglie adottano uno dei miei cani, spesso non credono ai suoi occhi di quanto affetto sappiano regalare ai loro padroni e fortunatamente si uniscono tutti al nostro “movimento” che vuole promuovere animali autentici e non bambocci di pezza senza precisa identità.
Alberto è invece partito con il vento in poppa, fosse per lui ci sarebbe già anche una femmina in quel giardino e magari dei prossimi cuccioli, per adesso mi ha detto che aspirerebbe a partecipare al prossimo corso da Ispettore federale organizzato dalla nostra Federazione Italiana Cani da Guardia.
E DAKAR?
Oggi ha due anni, è un cane bellissimo, forte come un toro, arti dritti, fisico possente ma slanciato e se ne sta laggiù in quel cortile ogni giorno ad aspettare i suoi padroni che tornino la sera dal lavoro, abbaiando con il suo vocione a chiunque si azzardi ad avvicinarsi a quella recinzione.
DAKAR sempre concentrato sulla guardia.

Il "nonno" lo passa a trovare ogni giorno per tenergli un po’ di compagnia (sono ormai diventati amici inseparabili) e tutto procede bene.
Anche se si sta già dimostrando un impeccabile guardiano e la sua stazza ed il suo sguardo cupo, lo aiutino nel suo lavoro di deterrenza, la maturazione di DAKAR è ancora molto lontana. Oggi il suo comportamento è ancora appena da adolescente (la sua attuale maturità non è superiore ad un ragazzo di 12/14 anni) e non escludo addirittura che possa diventare "uomo" solo dopo il quarto anno d’età.
Sua madre appartiene ad una generica di autentici cani da pecore
La madre di DAKAR.

ed una lentissima maturazione è voluta appositamente dai pastori che necessitano di più soggetti capaci di convivere in armonia, anche se di ugual sesso.
In ogni caso, anche se DAKAR non è uno dei cani più spinti che ho prodotto in questi anni con la mia personale selezione, se la sta già cavando molto bene nella protezione del suo territorio ed il meglio deve ancora arrivare!
DAKAR al cancello d’entrata.

Mi sento molto orgoglioso di questo traguardo ottenuto, nella mia vita di cani forti ne ho fatti tanti e ne farò ancora, ma il più grande pregio di DAKAR è quello di essere riuscito ad abbattere gran parte della reticenza che manifestava un tempo la sua padrona e di consentire a quella famiglia di avere il cane da guardia ideale che gli serviva per vivere più serena.
E poi, chissà che dopo questa esperienza positiva, non sarà proprio la sua padrona a dirmi un giorno: “Adesso mi sento pronta, portami uno dei cani più forti che hai!”. Non sarebbe la prima volta che mi succede nella mia storia di allevatore!
In questa occasione DAKAR ha svolto anche un’evidente mansione di Pet-Therapy, in quanto riavvicinarsi ad un animale che prima si temeva fortemente, significa aver superato un ostacolo acquisendo maggior fiducia in se stessi. E gran parte di questo merito va sicuramente riconosciuto al cane.
E questo non è poco per una razza che molti continuano a "spacciare" maldestramente per cani inadatti alla famiglia!
Cliccare QUI per visionare il Filmato di DAKAR.
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