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Occupandomi di cani da guardia, ormai da molti anni, le cose che mi raccontano più spesso le persone che giornalmente mi contattano, hanno quasi sempre lo stesso filo conduttore: nella loro vita ebbero la fortuna di possedere casualmente un ottimo cane da guardia che in seguito, non riuscirono mai più a rimpiazzare, nonostante ci provarono in tutti modi, sia acquistando soggetti appartenenti alle varie razze pubblicizzate come le più predisposte, che ricorrendo ad addestratori con l'obiettivo di correggere la poca efficacia dei loro cani.
Per contro, non passa mese senza che mi contattino altri proprietari di cani, disperati per l’inaspettata aggressività ed insofferenza nei confronti degli estranei, manifestata dai loro animali da compagnia che vivono in pochi metri quadri di un appartamento di città.
A tutto questo, potrei anche aggiungere l’innumerevole numero di soggetti che ho già incontrato nella mia vita, appartenenti alla razza che allevo, completamente indifferenti all’essere umano sconosciuto che si avvicina alla loro proprietà. Come altrettanti invece selezionati per la caccia, il soccorso e la compagnia che non permettono a nessuno di poter entrare nel loro territorio.
In pratica, succede spesso che chi non vorrebbe possedere un cane da guarda, se lo trova scomodamente fra i piedi e chi ne avrebbe la reale necessità, non riesce mai ad individuarlo!
Quando ero alle prime armi, per individuare fra i cuccioli il futuro guardiano, provai anch’io a seguire i soliti consigli che molti “esperti” cinofili elargivano sui loro libri, ovvero: guardare il cane che mangia per primo, quello che si dimostra più sicuro, quello che si avvicina allo sconosciuto senza timore, l’altro che invece si allontana, chi non si lascia capovolgere facilmente, il più dominante, chi reagisce o meno ai pizzicotti, il più grande, il più piccolo e via discorrendo fino all’infinito….
E constatati gli scarsi risultati ottenuti, mi domandai spesso se, chi aveva scritto quell’ammasso di fesserie, avesse mai avuto la fortuna di possedere un vero cane da guardia, se conoscesse la grande differenza esistente fra un cane da guardia ed un cane da difesa o se erano state alcune coincidenze a convincere l’autore di quando aveva scritto, sicuramente in buona fede, ma senza il minimo riscontro pratico, tanto da poterne stabile una teoria.

Chi, ha avuto la fortuna di possedere casualmente un buon guardiano in giardino, magari meticcio, addirittura adottato in un canile, trovato casualmente in strada, oppure ricevuto in regalo da amici, etc., non si rende conto di quanto sia raro imbattersi in un buon cane che sappia fare a dovere e con equilibrio il sorvegliante della casa e della famiglia. Il problema si presenterà poi solo quando dovrà rimpiazzarlo!
Voi non immaginate quante persone, per la necessità di possedere una coppia di efficienti guardiani, si sono ormai riempiti il giardino di cani di ogni razza che la guardia non la faranno mai, ma in compenso sono diventati grandi consumatori di crocchette, clienti fedeli delle cliniche veterinarie ed altro ancora.
Pochi giorni fa, un amico mi ha raccontato di un suo conoscente che ha interpellato un comportamentalista per avere una consulenza sul suo cane che non sta facendo la guardia, pur essendo considerato uno di quelli addirittura pericolosi (..forse se ti pestano un piede, vista la stazza). Il professionista è arrivato, ha maneggiato un po’ il cane e poi ha dichiarato: “Non si preoccupi, al suo cane non manca nulla, prima o poi inizierà a fare la guardia!”. Ed il proprietario, molto più rincuorato, ha pagato e ringraziato il buon profeta. Peccato che pochi giorni prima, gli erano appena entrati i ladri in casa, si erano presi cosa gli serviva ed il cane si era dimostrato per nulla turbato di quanto accaduto, oltre a non aver minimamente reagito allo stesso professionista, persona estranea entrata nel territorio del cane. Chissà cosa significa per molti, possedere un cane che faccia la guardia!?
Non avete idea in quanti stiano ancora cercando quel cane "speciale" che sappia giocare a nascondino con i compagni di scuola dei figli, accetti tutti gli amici di casa che vengono a pranzo, ma poi si trasformi improvvisamente in Nembo Kid, non appena se ne presenti la necessità. Questo è il frutto dei media e della voluta disinformazione per vendere più cani alle famiglie, le stesse preferite dai ladri!
Un buon guardiano può capitare a chiunque e si può anche adottare da adulto quando non esistono più dubbi sulle sue capacità, certamente per i primi periodi, è necessario non commettere errori!
Uno o due cani adulti, particolarmente diffidenti ed aggressivi nei confronti dell’estraneo, si possono trovare in qualsiasi allevamento di qualsiasi razza esistente al mondo, ma se l’obiettivo è quello di riuscire a prevedere su un cucciolo la sua predisposizione alla guardia e cosa potrà saper fare da adulto, allora il discorso diventa molto più complesso e tutto può diventare il contrario di tutto.
E bene sapere che da due cani molto mediocri, può anche nascere eccezionalmente un grande guardiano, fu il caso del mio Taleban e che da una coppia di infallibili cani da guardia, possono nascere soggetti poco predisposti a tale scopo, come quelli che scarto ad ogni mia selezione.
Molti si chiedono se sia più importante il carattere del padre o della madre. Se sia da preferire la diffidenza o il coraggio e in che misura vadano miscelati. Quanto incida l’ambiente dove vivono i genitori ed il luogo dove verrà cresciuto il cucciolo, se sia giusto socializzare il nuovo arrivato, oppure sarebbe meglio tenerlo isolato. E mille altre domande che si continua a porre chi nel giardino desiderava tanto una coppia di guardiani, mentre oggi si ritrova con degli allegri paciocconi, nonostante le tante promesse fatte dall’allevatore al momento dell’acquisto. Ma spesso la verità fa male e quindi è meglio vivere di illusioni, adottando cuccioli tanto intelligenti che cresceranno al totale servizio del padrone, praticamente come quelli dei film. Intanto poi, non appena i bambini se ne saranno affezionati, abiteranno quella casa fino alla vecchiaia, anche se completamente inutili alle finalità dell’investimento, in fondo c’è di peggio!
Io che ho sempre avuto, fin da piccolo, la passione di studiare il carattere del cane, specialmente riferito alla sua attitudine di saper fare la guardia, non potete immaginare quante volte, convinto di aver trovato la chiave giusta del successo, mi sono ritrovato a sbattere la testa contro una realtà che era ben diversa da quella che avevo previsto, con la grande incombenza di buttare all’aria tutti i miei inutili studi precedenti e dover ricominciare da zero.
Oggi produco cani da guardia per mestiere e fortunatamente ho molti clienti soddisfatti, se dovessi svelarvi la chiave del mio successo, potrei dirvi solo che tutto è partito da quando ho iniziato a studiare i ruoli di branco che posseggono i cuccioli quando nascono, sempre diversi uno dall’altro.
Indipendentemente dalla qualità dei genitori, la natura dota ogni cucciolo di ruoli molto differenti e nulla potrà fare chi crede di poter modificare il futuro carattere di un cane. Utilizzare stalloni e fattrici predisposti alla guardia, significa solo ottenere più soggetti con caratteristiche migliori, ma non ASSOLUTAMENTE dei discendenti omogenei. Come cita il titolo del mio libro: “Guardiani si nasce!” E qualsiasi altro condizionamento sull’animale, potrà solo portare ad eclatanti insuccessi anche se ad opera del più sapiente addestratore o comportamentalista, come non sarà mai possibile insegnare artificialmente ad un cane la gelosia del suo territorio che dovrebbe invece possedere come istinto primario.
Tutto parte invece dal ruolo di branco che viene assegnato al cucciolo da Madre Natura. In base a molti dei miei studi fatti sull’argomento, supportati da un’esperienza pratica a contatto di migliaia di cuccioli, il carattere del futuro vero guardiano è una caratteristica che il cucciolo deve già possedere nel DNA al momento della nascita.
A questo punto, il discorso diventerebbe molto complesso e forse poco interessante per chi non desidera altro che possedere un buon guardiano in giardino che sappia difendere la casa e la famiglia, dall’attuale pericolo delle intrusioni, ma l’unica cosa che voglio ancora precisare è che in ogni cucciolata, nascono solo pochissimi veri guardiani, mentre tutti gli altri non saranno altro che mediocri difensori, qualora si presentasse la reale necessità di intervenire.
La Natura prevede in ogni regolare branco di canidi, un soggetto Alfa per entrambi i sessi, votati alla riproduzione, uno o due beta “attaccanti” che possono sacrificarsi per difendere il branco, altri che segnalano semplicemente il pericolo e cercano di dissuadere e provocare il nemico, ma senza mai attaccare, alcuni che servono solo come numero, ma non hanno compiti precisi ed infine chi vive per farsi mordere da quelli più nervosi, con lo scopo di calmarli.
E’ ovvio che come accade in un branco di lupi, quando uno dei membri decide od è costretto a vivere da solitario e deve cercare di sopperire a tutti i ruoli, anche il cane cercherà di impersonare le varie funzioni, indipendentemente dalla sua indole essenziale, ma la differenza che esiste fra un soggetto e l’altro nello svolgere il compito di guardiano, rimane sempre eclatante. L’Alfa tenderà ad essere molto riflessivo prima di scontrarsi con un estraneo, il Beta o “attaccante” è nato per aggredire il nemico e lo farà anche molto prematuramente senza troppi ripensamenti. Chi è stato concepito per fare solo il dissuasore, non sarà mai capace di mordere con forza l’intruso, come il “numero” non troverà troppa motivazione a respingere chi sta per entrare nel territorio. L’Omega o “soggetto calmante”, correrà abbaiando contro l’estraneo, ma addirittura con lo scopo di pizzicarlo e diventare lui la vittima di un’aggressione (non per avere la meglio).
Se non si studiano questi ruoli che sono presenti geneticamente negli elementi di una cucciolata, tenendo conto anche di quelli nati ma non sopravvissuti, non si può far altro che affidarsi alla fortuna o alle solite leggende cinofile legate alle razze, sistema ultimamente sempre più diffuso!
Quando voi scegliete un cucciolo che vi piace per il suo aspetto fisico, sapete forse a quale ruolo di branco appartiene? Magari il più bello ed il più grande è proprio quello scelto dalla Natura per prendere botte da tutti, senza portarne troppe conseguenze e voi vorrete impiegarlo come guardiano? Se non vi soddisferà, lo porterete quindi ad addestrare, quando lui è invece nato con lo scopo di farsi punire da quelli che lo minacciano?
Se vivete in appartamento, vorrete forse costringere un Beta ”attaccante” ad accettare e scodinzolare ai vostri amici della Domenica?
Se vi portate a casa un semplice “segnalatore”, sperate che morderà l’estraneo che sta per entrare nella vostra proprietà? Oppure vorrete che il vostro Alfa, votato a riprodurre la specie e quindi molto auto-conservativo, sarà capace di scagliarsi fin da giovane contro la recinzione, quando vede avvicinarsi un estraneo?
A tutto questo, va anche aggiunto che ogni cucciolo, quando si troverà da solo e separato dal suo branco originario, reagirà in modo molto diverso rispetto al disagio di essersi distaccato forzatamente dai suoi compagni o peggio ancora alla presenza di eventuali altri soggetti più anziani, già presenti nel nuovo territorio.
Sarebbe bello acquistare un cucciolo qualsiasi e solo perché appartenente ad una razza raccomandata, vederlo subito maturare come un guardiano ideale, ma purtroppo non è così!

Dopo un anno che Diego aveva adottato YEKEMEN, mi scrisse una lettera che esprimeva tutta la sua demoralizzazione, in quanto il cucciolone non dava segni di volersi occupare del suo territorio.
Nonostante avessi immortalato con un filmato la reazione del cucciolo a soli 60 gg., durante uno dei miei test, in quell’occasione Diego mi allegò un altro video, ben diverso, di come reagiva YEKEMEN alla prova che lui aveva appena fatto, mettendosi d’accordo con un amico (cosa che io sconsiglio sempre). Nella ripresa si vedeva l’estraneo che arrivava in auto al cancello della casa, scendeva dall’abitacolo ed il cane, invece di dirigersi verso di lui, come tutti avrebbero auspicato, aveva fatto un paio di passi, si era fermato ed aveva girato lo sguardo verso la finestra da dove Diego lo stava spiando, senza far latro. E quella rappresentava la prova “schiacciante” che Diego mi poneva sotto il naso, con estrema educazione, tipica del suo carattere, ma a palese dimostrazione che purtroppo con lui avevo fallito.
Con un qualsiasi altro cliente insoddisfatto, avrei semplicemente proposto di riprendermi il cane indietro, rifondando la spesa sostenuta, tanto da porre fine all’incomprensione, ma per lui ebbi un occhio di riguardo. Ricordavo bene quanto desiderava e necessitava di un buon cane da guardia per difendere la sua famigliola che viveva in un rustico ristrutturato adiacente ad una strada statale di forte passaggio, tipica zona dove i ladri entrano spesso a rubare nelle proprietà come fossero degli Apache!
Non ero nemmeno rimasto indifferente alla scelta intrapresa quando aveva deciso di affrontare la spesa per un buon cane da guardia, in quel momento aveva dovuto preferire l’animale ad un comodo divano su cui sedersi la sera per guardare la televisione, quindi non vi erano dubbi che ne aveva veramente bisogno!
La mia riposta, risultò quasi una provocazione per Diego che forse si aspettava una dimostrazione di rammarico per avergli sbagliato cane, ricordo che gli dissi: “Il filmato mi è piaciuto molto, YEKEMEN diventerà un ottimo cane da guardia, è un Alfa estremamente forte di carattere, dovrai però ancora aspettare un po’ di tempo”. Poi replicai: “Se vuoi possiamo accelerare i tempi, ma non è la soluzione migliore”.
Non è mai ottimale cercare di accelerare la spontanea maturità di un cane, anzi la considero una scelta da scartare sempre, ma conosco anche molto bene la diffidenza dei miei conterranei piemontesi, specialmente quelli di Cuneo e quindi m’immaginavo lo stato d’animo di Diego, allora non ancora un amico ma solo un comune cliente. Probabilmente stava pensando: “Credo di aver speso male i miei soldi, questo mi sta raccontando un sacco di storie, tanto per guadagnare un po’ di tempo!”.
Non ricordo bene se mi recai subito sul posto o la settimana successiva, in compenso non potrò mai dimenticare l’immediata reazione di YEKEMEN, passò in pochi istanti dalla sua totale indifferenza alla totale avversione nei miei confronti, pur essendomi solo limitato a provocarlo da lontano. E da quel giorno, YEKEMEN non conosce più amici tranne i componenti della sua famiglia che rispetta e serve con devozione nel suo efficiente lavoro di guardia.

Alcuni giorni fa sono ritornato in quella proprietà, limitandomi a filmare la sua reazione nei confronti di chi si avvicina troppo al territorio.
Non sempre gli Alfa si manifestano buoni guardiani, anzi, spesso preferiscono che siano gli altri a difenderli in prima istanza, poiché ritengono poco prudente compromettere la loro incolumità, indispensabile per la riproduzione della specie. Sono cani con un grande istinto auto-conservativo, dotati di un’intelligenza incredibile, quasi preoccupante per i proprietari, visto che decidono sempre loro come agire e senza mai lasciarsi influenzare da altri componenti del branco (sono dei Leader). Ma se si è in grado di conquistare la loro fiducia, si sanno rapportare con il resto del branco “umano” con una delicatezza che nessun altro sa esprimere e quando decidono di attaccare l’estraneo che sta per invadere la loro proprietà, non lo fanno mai solo per provarci, l’obiettivo dell’Alfa è quello di avere sempre la meglio.
E’ molto difficile individuarli da cuccioli, in quanto già in quel momento si manifestano estremamente misteriosi, possono anche fingersi sottomessi o più reattivi di altri, pur di non farsi riconoscere troppo facilmente. L’Alfa non si pone il semplice obiettivo di vincere una scaramuccia fra cuccioli, bensì quello di dominare in futuro l’intero branco e se in quel momento ritiene qualcuno più forte fisicamente di lui, si lascia sottomettere fin quando non ha acquisito tutte le informazioni indispensabili per capire come fare a prevaricare definitivamente. Non sempre mangia per primo, a volte lascia la precedenza agli altri se crede che quel cibo non sia il migliore per lui. In Natura, l’Alfa mangia specialmente alcune parti della preda. Se è vero che non ama mai esporsi troppo ai pericoli, è altrettanto vero che non conosce paura, può imparare subito ad andare al guinzaglio se si fida ciecamente di chi lo vuole condurre, come può rifiutarsi fino alla stregua, se lo considera a priori pericoloso per la sua sopravvivenza. Più che notare il suo comportamento risulta sempre più facile capire come si relazionano gli altri cuccioli con lui. Spesso è di una statura media, né troppo piccolo, né troppo grande, l’ideale per passare inosservato. E molti altri aspetti ancora che non sempre saltano all’occhio nei primi giorni d'osservazione.
Ho imparato sulla mia pelle a dire sempre: “Credo che quello sia l’Alfa”. E non: “Sono certo che quello sia un Alfa”. A volte mi interessa distinguere un Alfa da un Beta, anche se entrambi si stanno dimostrando molto sicuri di loro stessi, proprio per non incombere in grossolani errori di valutazione sulle tempistiche di maturità del cane come futuro guardiano. L’Alfa è quasi sempre il più lento nel suo sviluppo caratteriale, specialmente se nel territorio esistono già altri cani che possono sostituirlo nel lavoro di guardia o che potrebbero sopraffarlo per la loro anzianità e/o corporatura. Preferisce sempre aspettare prima di essere in grado di dominarli definitivamente, come la sua dominanza sul branco non è mai troppo fisica, bensì fatta di strategie che inducono tutti a seguirlo e proteggerlo.
Erroneamente, molti cinofili ritengono l’Alfa un soggetto indicato solo a persone con grande esperienza cinofila, invece non è così, in quanto lui è abituato a convivere bene con chi ha meno esperienza di lui, è nato per essere un Leader e decidere per gli altri, basta che non lo si induca a comportamenti poco naturali alla sua indole di capobranco. Non è sicuramente indicato a chi lo vuole addestrare per la difesa personale, visto che preferisce essere difeso. Un padrone che lo porterà spesso al campo d’addestramento per farlo minacciare ripetutamente dal figurante, non avrà vita facile con lui e presto nasceranno gravi problemi di incompatibilità. E’ anche un pessimo cane da combattimento, anche se può rivelarsi il più micidiale nelle sue reazioni, perché non riesce ad accettare le sconfitte che rappresentano il palese fallimento del suo ruolo gerarchico stabilito alla nascita dalla Natura.
Io credo che l’Alfa sia l’essenza della vita di tutti i canidi, visto che normalmente è lui a riprodurre la specie e quindi ritengo normale che sia un animale di difficile interpretazione, ma rappresenta il cane più affascinate che si possa possedere.
Ho trovato YEKEMEN non troppo diverso da come l’avevo valutato più di due anni fa, quando lo definii un “cucciolone con il turbo” non mi sbagliai, anche se oggi, ancora più di allora, mi ha dimostrato di non volersi scontrare troppo con chi non conosce, attenzione però a non farsi mai trovare nella proprietà dove lui vive e intende sopravvivere!
Come tutti gli Alfa, anche YEKEMEN considera la minaccia dell’estraneo un GRAVISSIMO affronto personale ed un REALE pericolo da cui difendersi per sopravvivere, quindi se attacca è estremamente determinato ed efficace nelle sue reazioni.
Il solo fatto che l’abbia provocato a gesti dall’esterno della proprietà, è stato sufficiente per farlo rimanere molto turbato per tutto il resto della giornata (così mi ha confermato Diego).
Durante il giorno, anche se YEKEMEN non si sottrae a presentarsi al cancello per mostrare i suoi denti a chi si avvicina alla proprietà, non è mai così incentivato ad interessarsi su quanto accade sulla strada che dista a meno di una cinquantina di metri dal suo territorio, ma non appena scende la notte, pattuglia instancabilmente l’intero territorio come fosse una sentinella militare.
Due anni fa, in quella casa è anche arrivata Isfara, una bella femmina, figlia di Burka x Annibal, “forse” un Alfa anche lei.

Con YEKEMEN non ha sicuramente vita facile. Anche se lo ha già superato in altezza, perché proveniente da altre genealogie, lui la sottomette con un semplice sguardo. Basta che si avvicini che lei si annulla completamente. Abbia già anche lei agli estranei, ma solo quando YEKEMEN è chiuso nel suo recinto che si trova dall’altra parte della casa, diversamente non osa reagire dalla tanta dominanza del suo maschio.
Considero Isfara una femmina di una bellezza straordinaria, anche lei molto rustica come dev'essere un cane da pastore dell'Asia centrale da lavoro.

Con i suoi famigliari, YEKEMEN si è sempre comportato in un modo esemplare, sia con la moglie che con i bambini (come potrete vedere nel filmato allegato qui sotto). Oltre a proteggerli in ogni attimo della giornata, si dimostra anche molto affettuoso. L’Alfa è tanto astuto da non volersi mai sottomettere ad altri cani che appartengono al branco, ma sa farlo invece volentieri con la famiglia che lo detiene e lo nutre, poiché elementi indispensabili alla sua sopravvivenza e riproduzione della specie.

Guardare YEKEMEN a passeggiare nel suo giardino, mi ricorda i miei viaggi nell'Asia centrale più tribale,

ne ho incontrati parecchi sulle alture del KIRGHIZISTAN dove questi “cagnacci”, non molto alti di statura ma rustici e frugali all’inverosimile,

determinatissimi nella difesa delle greggi, rappresentano l’unica reale salvezza che posseggono i pastori locali contro i continui attacchi dei predatori.

La genetica che possiede oggi Diego in giardino, sarà sicuramente utile a riprodurre cani da pastore dell'Asia centrale veri, come quelli che ancora oggi, lavorano in quel continente a protezione degli animali, senza mai avanzare pretese dai loro padroni. Non per nulla mi sono "tenuto" vicino a casa due soggetti di simile valore.

Diego è un ingegnere informatico che colgo l'occasione di ringraziare per l'utile collaborazione che mi offre costantemente nella correzione dei miei articoli, senza di lui, ci sarebbero sempre molti più errori (quando scrivo sui cani, la mia mente torna in Asia centrale e la disattenzione prende il sopravvento). Mi aiuta spesso anche a risolvere i continui problemi che incontro con il computer, quelli che per me rappresentano ostacoli insuperabili, per lui sono banalità, purtroppo l'informatica ed io, non siamo mai riusciti ad andare troppo d'accordo.
E' anche ormai diventato un Ispettore della Federazione Italiana Cani da Guardia e Consulente Cinofilo per Cani da Guardia, vi assicuro che di cani ne capisce parecchio e la sua attuale cultura cinofila è stata frutto di una grande umiltà e di una meticolosa applicazione delle regole necessarie per crescere al meglio un cane come YEKEMEN.
Cliccare QUI per visionare il Filmato di YEKEMEN.
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