IL CANE PASTORE TURKMENO
sikurt - sicurezza abitativa anticrimine
 
18/03/2014 - NIKITA: …quando è il cane a restituire la serenità!



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Prima di parlarvi di questa giovane femmina, vorrei riportare una parte del racconto che i suoi attuali proprietari, scrissero un anno fa sul mio libro “UN GUARDIANO IN FAMIGLIA”:

 

“Ci è successa una cosa incredibile, abitiamo in una villetta sulle alture di Cogoleto in provincia di Genova, dove per la nostra sicurezza abbiamo installato grate antintrusione, videocamere e antifurto, tutto questo perché desidereremmo vivere tranquilli almeno quando siamo in casa nostra, ma a quanto pare tutto questo non stava bastando.

La settimana prima di Pasqua ci è arrivata una notizia che ci ha gelato il sangue, una banda di malviventi aveva organizzato un colpo presso la nostra abitazione, con tanto di foto scattate ad ogni angolo della casa e quindi abbiamo capito chiaramente che stavano per mettere a segno il colpo che sarebbe avvenuto a breve, nonostante noi avessimo preso tutte le accortezze possibili per difendere la nostra incolumità.

Inizialmente la nostra idea è stata quella di vendere la casa e trasferirci da un’altra parte molto meno isolata e più rassicurante”.

 

Nel racconto non è stato citato un particolare molto significativo, ovvero che per la paura di cadere vittima di questa rapina ormai progettata dai malviventi, i due genitori e la bambina, hanno lasciato la loro abitazione entro 24 ore per trasferirsi con alcuni effetti personali da un amico che abita in centro paese e che io ho avuto modo di conoscere poche settimana fa. In quell’appartamento ci sono rimasti “accampati” fin quando non hanno avuto in giardino una mia femmina di 14 mesi che io avevo occasionalmente disponibile.

 

Voi vi chiederete: “Perché non si sono rivolti alle forze dell’Ordine?”.

Perché nessuno di loro era a conoscenza di chi erano gli autori del progetto criminoso e quindi nulla sarebbe stato preso in considerazione. Come al solito!

 

Una sera di alcuni anni fa, stavamo guardando la televisione in salotto, quando sentii il mio Kimé ad abbaiare e ringhiare con un’insolita esasperata aggressività, si scagliava contro la recinzione con una tale forza che pareva volesse frantumarla. Io mi accostai alla finestra e vidi un balordo che abita non troppo lontano da casa mia, ormai famoso ai Carabinieri locali della zona come alcolizzato, che eccitato dall’alcol, era posizionato di fronte alla mia recinzione con un cane di grossa taglia al guinzaglio e con una sbarra di ferro in mano. Urlava frasi sconclusionate e picchiava contro la rete. Kimè era diventato una furia.

 

Io uscii in cortile, conoscevo il tipo e non lo ritenevo poi così tanto pericoloso, barcollava già da solo e sarebbe caduto inerme al primo colpo. Lo invitai ad andarsene ma lui, insultandomi, mi invitava a prendere uno dei miei cani e di combattere contro di lui, forse aveva visto un film sui gladiatori quando era ragazzo!

Io ritornai in casa ma il balordo non cessò nella sua impresa, Kimè era esasperato, Burka non osava manco più avvicinarsi in quanto lui l’aveva già redarguita prepotentemente. Dopo poche ore io avrei dovuto partire per il Sud a potare alcuni cani, avevo la necessità di dormire, mia moglie era molto spaventata in quanto l'accaduto si era già ripetuto una volta precedente, anche se in forma meno plateale. Per due notti io non ci sarei stato e lei sarebbe rimasta a casa da sola con le mie due figlie.

 

 

Non è che il tipo sarebbe mai riuscito entrare, conoscevo molto bene Kimè, in ogni caso lei aveva paura. Provai ad uscire, senza nulla in mano, ero sicuro della bonarietà del suo povero cane, come l’incapacità del tipo di rendersi pericoloso, anche se armato di una spranga di ferro che faceva roteare, intanto che barcollava. Mi urlava contro ogni cosa, ma nello stesso tempo ad ogni mio accenno di reazione, lui indietreggiava, per poi avanzare nuovamente quando mi voltavo.

Nello stesso tempo non volle andarsene ed io non trovai altra soluzione che chiamare i Carabinieri per far valere il diritto di vivere in pace almeno in casa mia. Fu in quell’occasione che capii cosa significa avere necessità di essere protetto dalle Forze dell’Ordine, vivendo in una casa isolata ai piedi di una montagna.

 

Sinceramente, non immaginavo che il servizio della caserma locale non fosse operativo di notte e mi rispose la centrale di Cuneo che dista a circa una mezz’ora di auto dalla mia abitazione. Mi fecero spiegare l’accaduto, mi chiesero le mie generalità, il mio indirizzo e poi conclusero dicendomi che non appena ci fosse stata una pattuglia disponibile, l’avrebbero inviata a fare un sopraluogo. Nel frattempo, mi consigliarono di rimanere chiuso in casa con la famiglia e di non uscire in strada!

Per fortuna, dopo un po' di tempo, l’ubriaco si stufò di picchiare contro la recinzione e si avviò urlando verso casa che dista poche centinaia di metri dalla mia.

Passò un bel po’ di tempo, la situazione si era ormai calmata, io stavo convincendo mia moglie che non vi erano pericoli reali e che nessuno avrebbe potuto entrare nella nostra proprietà, quando sentii nuovamente i cani ad abbaiare inferociti. Erano i Carabinieri che mi chiedevano cos’era successo e se conoscevo la persona. Io gli diedi le rispettive indicazioni, loro andarono nel cortile del potenziale aggressore e lui iniziò ad infierire anche contro di loro in quanto ancora completamente eccitato dall'alcol. Gridava ogni tipo di insulto ad un tono di voce così forte che si sentiva benissimo dal cortile di casa nostra.

Poco dopo, i Carabinieri vennero a chiederci di deporre contro di lui e se potevamo testimoniare che lui aveva insultato anche loro. Ci dissero che prima o poi, saremmo stati convocati dal Tribunale, cosa che fortunatamente non è ancora accaduta. Il tipo rimase nel suo cortile come nulla fosse accaduto e loro se ne ritornarono in caserma, anzi chiesero a me se lo avevo provocato in qualche modo tanto da scaturire quella reazione. Ed io, nonostante la stima che possa deporre in ogni corpo militare, mi sono comunque reso conto che in caso di reale difficoltà, nessuno può aiutare un cittadino a salvarsi la pelle!

 

Per mille motivi, le Forze dell’Ordine possono fare ben poco per proteggere la nostra vita in caso di reale necessità e chi lo ha già sperimentato personalmente, sa a cosa mi sto riferendo. L’episodio che vi ho appena raccontato, in fondo non è stato nulla di grave, ma poteva trasformarsi in una vera tragedia di quelle che si sentono spesso al telegiornale. Potevano andarci di mezzo i miei famigliari e nessuno sarebbe potuto intervenire con tempestività in loro protezione.

Una decina di giorni fa, ho visto una delle tante trasmissioni televisive che con una telecamera nascosta, metteva addirittura in risalto l’indifferenza della gente nei confronti di un uomo che strattonava una donna in pieno centro città. Chi spera quindi nella collaborazione dei vicini di casa, potrebbe dover affrontare grandi delusioni, anche perché è palesemente comprensibile che non tutti, aldilà delle parole, abbiano realmente il coraggio di intervenire in caso di bisogno.

 

 

Il cane da guardia non è la soluzione totale a tutti i problemi di sicurezza di una famiglia, ma rappresenta senza dubbi un ottimo deterrente, assolutamente superiore a qualsiasi altro rimedio.

Quando la famiglia è in casa, è solo il cane da guardia che può fare qualcosa di reale per proteggerla fisicamente da chi manifesta cattive intenzioni.

 

Quando mi accadde ciò che vi ho appena raccontato, Kimè intuì subito il mio nervosismo e s’interpose immediatamente fra me ed il potenziale pericolo, non appena io cercai di avvicinarmi alla recinzione per parlare con l’ubriaco, lui me lo impedì in ogni modo.

 

 

Addirittura non esitò ad appoggiare il suo corpo contro le mie gambe per obbligarmi a rimanere in quella posizione, ringhiando al mio potenziale aggressore con un tono che impressionava anche me.

 

Un buon cane da protezione familiare è l’unica soluzione che ci permette di vivere in casa al sicuro di essere realmente protetti.

 

La prima volta che incontrai Roberto e la moglie, erano molto spaventati, anzi spaventatissimi. Avevano ormai deciso di vendere la loro casa appena costruita e ritornare in un appartamento di città, pur di non dover affrontare il pericolo terrore di trovarsi qualcuno in casa da soli, come stava per accadere.

 

Esisteva però un altro ostacolo, altrettanto difficile da superare, ovvero il grande timore che la moglie provava nei confronti di un cane di grossa taglia, per lo più di forte carattere, visto che faceva parte della famigliola, una bimba di soli 7 anni.

 

 

Purtroppo questa è una credenza diffusa perché della vecchia cinofilia non è rimasto più nulla, pare che ormai i cani possano solo più essere o dei paciocconi senza qualità, oppure aggressivi contro i famigliari. Di tutto il resto non se ne vuole più parlare. Abbiamo alle spalle una storia ultramillenaria di pastori e contadini che allevarono tutti i loro figli senza problemi, in mezzo a branchi di cani di fortissimo carattere, pronti a schierarsi conto ogni sorta di predatore, ma nessuno non vuole più ricordare. Oggi, chiunque veda un cane che fa il suo lavoro di guardiano, lo confonde con un cane potenzialmente pericoloso per i famigliari, quando invece sono sempre quei cani apparentemente docili con tutti, allevati in casa come figli, a risultare poi i protagonisti delle peggiori tragedie. Un cane equilibrato ha un così grande interesse istintivo di andare d’accordo con la sua famiglia che se i proprietari non commettono in modo perpetrato errori madornali, è molto difficile che possano accadere incidenti. La realtà attuale è invece rappresentata dalla più completa ignoranza cinofila che ha ormai invaso tutti i possessori di cani e purtroppo anche molti professionisti del settore. Basta fare un giro sui forum che si trovano su internet e su cosa viene oggi scritto sulle pagine di Facebook, per capire quanto l’uomo ed il cane si siano allontanati rispetto ad un tempo, nonostante si voglia far credere l’esatto contrario. La maggior parte di chi si propone oggi come esperto di cani, abita in un palazzo di città e ne ha posseduti al massimo un paio che hanno sempre vissuto fra il salotto e la cucina di casa. Ma la cinofila è ben altra cosa!

 

 

Roberto era già possessore di un bel bassottino che portava spesso alle esposizioni di bellezza ed in quell’ambiente ne aveva viste e sentite di tutti i colori, quindi le raccomandazioni sull’affidabilità del cane che gli avrei assegnato, mi erano state ripetute decine di volte.

 

Cose che io ascolto sempre con molto rispetto nei confronti dei miei clienti, ma che nello stesso tempo ritengo praticamente superflue, perché nella mia vita non mi è mai capitato di crescere un cane che si sia poi dimostrato poco affidabile, né con me, né con la mia famiglia. Tenendo presente che spesso porto a casa anche soggetti di grossa taglia e con carattere molto forte, quindi potenzialmente aggressivi poiché già adulti e con possibili vizzi caratteriali acquisti nel tempo da una cattiva gestione. Ma non ho mai incontro nessuna difficoltà al riguardo, anzi, in poco tempo, se il cane è sano di mente, diventiamo subito amici. Debbo invece dire che quell’equilibrio che molti cercano oggi, in modo quasi spasmodico nei confronti del loro cane, purtroppo lo riscontro sempre meno negli stessi proprietari che hanno ormai un’idea del cane completamente fuori da ogni logica animale ed è proprio per questo che ogni anno organizzo almeno due sessioni del mio Corso Base sul Cane da Guardia. Prima è necessario capire chi è il cane che vive al nostro fianco, solo dopo si può allora pensare di ottenere quello che si vuole da lui.

 

In quel periodo avevo in allevamento NIKITA che aveva poco più di un anno, ma che dimostrava già un buon carattere, tanto che stavo quasi pensando di tenerla per me. Non l’avrei mai ceduta a chiunque per varie ragioni, ma rendendomi conto di quanta necessità immediata aveva la famiglia di Roberto di potersi sentire più al sicuro, decisi di proporgliela.

 

Roberto, dopo aver incontrato i miei cani da guardia, né fu subito entusiasta ed al solo pensiero di poterne avere uno simile che proteggesse la sua famiglia, si dimostrò molto interessato ad adottarla. Con un cane simile, vedeva nuovamente possibile abitare quella casa vista mare, costruita con tanti sacrifici, ma che momentaneamente era stata abbandonata per motivi di sicurezza e “scambiata” con un piccolo appartamento situato nel centro abitato.

La moglie, invece, continuava ad essere molto titubante e piena di domande che a non sempre ottenevano da me la risposta desiderata, in ogni caso scelse di accettare la decisione del marito, tant’è che ci accordammo per la consegna.

 

 

Il giorno che portai NIKITA in quella che sarebbe stata la sua nuova dimora, in provincia di Genova, dove avrebbe avuto un grande giardino a disposizione e la compagnia di un “marito” poco più grosso della sua testa, trovai ad accogliermi Roberto che mi annunciava sorridente: “Questa sarà la prima notte che dormiremo nuovamente nella nostra casa!”.

 

Non so se riuscite a fare bene mente locale su cosa significhi avere così tanta paura di vivere nella propria dimora, tanto da decidere di abbandonarla!

 

 

Dopo meno di 24 ore, ricevevo da quella famiglia due fotografie via mail: una che riprendeva NIKITA che si faceva grattare la pancia dalla moglie di Roberto e dalla bambina, l’atra mentre stava invece abbaiando ad un estraneo che si era appena avvicinato alla loro proprietà.

 

 

Questa è la GRANDEZZA degli animali che ho ottenuto con la mia selezione!

 

In breve tempo, l’entusiasmo di Roberto salì alle stelle, visto che NIKITA aveva restituito a tutta la famiglia la serenità necessaria per "riabitare" la loro casa, l'amore per quel cane lo spinse a partecipare a tutti i miei corsi di specializzazione e diventarne oggi un Ispettore Federale e Consulente Cinofilo per cani da Guardia FICG.

(Credo che il vero successo della nostra Federazione Italiana Cani da Guardia, sempre più affermata nel tessuto cinofilo italiano ed ormai anche estero, sia proprio l’entusiasmo con cui la stanno diffondendo i suoi membri di spicco, basato esclusivamente sui concreti risultati che ognuno di loro ha riscontrato convivendo con i propri cani da guardia. Chi un po’ geloso di questo grande affiatamento che si è ormai creato fra i soci della FICG, ci ha simpaticamente etichettati “quasi una setta”, proprio perché siamo molto uniti e con l’unico obiettivo di diffondere la nostra cultura sul cane da guardia vero, un animale così meraviglioso che può cambiare la vita di una famiglia in pochi giorni).

 

 

Poi Roberto, travolto dall’entusiasmo della sua esperienza personale ed abituato per carattere a pensare in grande, ha voluto addirittura fondare una sua nuova attività chiamata REALSIKURT

 

 

dove, con la sua esperienza di falegname serramentista, abbinata a quanto ha ormai imparato sui cani da guardia, propone un servizio di consulenza e realizzazione di piani di sicurezza abitativa anticrimine a 360°.

 

 

In pratica, tutti molto entusiasti di NIKITA, oggi una femmina di 2 anni, tanto dolce con chi conosce, quanto capace nel suo lavoro di guardiana.

 

A NIKITA, si è poi aggiunto Masai, figlio di Burka x Annibal,

 

 

un mio splendido maschio di 2 anni che diventerà presto molto forte, ma che essendo un VERO Alfa, si sta ancora dimostrando un po’ lento nella sua maturazione, pur lasciando già intravvedere molto bene la sua chiara predisposizione alla custodia del territorio. Masai è un cane di grandi qualità, ma è anche un fratello di Skorpion, quindi non l’avrei mai potuto utilizzare come stallone, se non marginalmente e quindi l’ho “imprestato a vita” al mio amico Roberto per aumentare la sua serenità. A suo tempo, ebbi molte proposte d’acquisto per Masai, tra l'altro anche molto bello esteticamente, ma non mi sentii mai moralmente pronto a cederlo. Preferito invece saperlo in quel grande giardino, accudito da un’ottima famiglia ed in compagnia di NIKITA, una femmina con i fiocchi.

 

 

NIKITA è l’esempio lampante di come un cane da guardia possa restituire la serenità che a volte una famiglia perde per i tanti malfattori che oggi infestano la società del nostro paese.

 

Nessuno come una coppia di buoni cani da guardia, può consentirci di vivere tranquilli, giorno e notte, all’interno della nostra abitazione che spesso ci siamo conquistati con grandi sacrifici.

Sarà anche vero che forse ci rovineranno un po’ il giardino e che da cuccioli ci rosicchieranno quello che dimentichiamo all’esterno della casa, ma non credo si possa paragonare tutto questo al benessere psicofisico che se ne ricava sapendo di poter vivere al sicuro!

 

Cliccare QUI per vedere il filmato di NIKITA.

 

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