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La prima volta che incontrai Stefania, Claudio e le loro figlie nel mio allevamento di Peveragno, fu perché stavano cercando un buon cane da guardia che sapesse farli sentire più al sicuro nella loro bella casa situata nell’entroterra ligure, zona sempre più presa di mira dai ladri, ma che nello stesso tempo, potesse dimostrarsi altrettanto affidabile con ogni componente della famiglia.
Provenivano da un’esperienza negativa vissuta con una coppia di cani da pastore del Caucaso, ma non è di questo che voglio parlare perché io non conobbi personalmente quei soggetti e ad oggi non posseggo una grande esperienza sulla razza. A dire il vero, ne acquistai alcuni una decina d'anni fa, ma poi, per vari motivi, decisi di non allevarli, anche perché non volevo disperdere le mie “energie” cinofile ormai concentrate sul pastore dell’Asia centrale da lavoro: trovo che sia già molto impegnativo capire a fondo una razza, figuriamoci due!
La cosa che però mi fece rimanere sbalordito è che quando Stefania e Claudio vennero da me, mi dissero che l’allevatore, pur avendone a disposizione, gli sconsigliò caldamente di adottare dei pastori dell’Asia centrale in quanto non idonei per la guardia (?!).

A suo tempo, tutto questo mi sembrò incredibile, visti i risultati che stavo ottenendo con i miei soggetti, ma ebbi poi occasione di sentire in futuro la stressa versione raccontata anche da altri cinofili.
Senza entrare in merito alla differenza fra le due razze, né tanto meno scendere in paragoni che ritengo privi di significato, poiché ho visto molti soggetti di entrambe le razze, nonostante già adulti, andare a scodinzolare festosi ad un estraneo che si presentava al cancello, per dovere d’informazione cinofila, vorrei specificare che:
- non è possibile che un pastore dell’Asia centrale sia meno idoneo alla guardia di un pastore del Caucaso, poiché quest’ultimo è una derivazione del primo, quindi non si spiegherebbe da dove avrebbe preso il suo carattere. Le origini del PAC risalgono ad un po’ di migliaia d'anni fa, quelle del Caucaso sono molto recenti;
- è vero che un soggetto di pastore del Caucaso di forte carattere si possa manifestare più idoneo di un'altro di PAC più debole, ma questo vale per tutte le razze; com'è possibile che alcuni pastori del Caucaso si manifestino più territoriali e meno legati al padrone, in quanto nelle regioni d’utilizzo, dove si praticò principalmente la pastorizia stabile, non si manifestò mai così indispensabile quel legame cane-padrone che caratterizzò invece nei secoli i cani dei pastori nomadi dell’Asia centrale. Infatti, per chi lascia tutt’oggi le pecore al pascolo incustodite, si dice sia più idoneo il pastore del Caucaso in quanto risulta ancora più autonomo del suo antenato;
- è verissimo che i moderni pastori dell’Asia centrale hanno ormai conservato poco del loro temperamento originale e che probabilmente vari incroci occulti e mirate selezioni finalizzate innanzitutto alla morfologia, li abbiano così tanto snaturati da farli diventare simili a molti dei nostri molossi europei;
- non va però mai dimenticato che l’autentico cane da Pastore dell’Asia centrale, quello più leggero, ma con un temperamento senza confronti, è il “padre” di tutti i cani da protezione di bestiame, come anche di tutti gli altri molossi occidentali ormai molto più famosi di lui. E proprio per la sua storica evoluzione incontrollata, simile a quella di ogni meticcio, non può avere rivali come rusticità ed istinti primari, in quanto si evolse spontaneamente, per migliaia di anni, secondo i più estremi principi di sopravvivenza e lungo continue transumanze dei pastori nomadi dell’Asia centrale, costretti a percorrere migliaia di chilometri ogni anno per la necessità di nutrire il bestiame.
Detto questo, tranne che in pochi casi isolati, la maggior parte dei cani da pastore sviluppano spontaneamente la loro territorialità molto più nei confronti dei loro simili o di altri animali predatori, poiché antagonisti per il cibo e la riproduzione, mentre dimostrano naturale indifferenza nei confronti dell’essere umano, visto lo storico rapporto mutualistico creatosi fin dai tempi più remoti fra uomo ed animale.
Ma quando si tratta di dover compiere una selezione storica dei riproduttori per ottenere dei risultati mirati, tipo la guardia della proprietà, non vi sono dubbi che un “tessuto” genetico così diversificato e poco compromesso, com’è ancora quello del cane da pastore aborigeno dell’Asia centrale, non vi sono dubbi che si dimostri il MIGLIORE IN ASSOLUTO.
Il mio attuale Afgan, unico autentico cane aborigeno che posseggo nel mio allevamento, pur non dimostrandosi al pari di altri miei guardiani, possiede delle risorse caratteriali senza paragoni!
Nel mio penultimo libro “UN GUARDIANO IN FAMIGLIA”, dove ho anche raccolto una cinquantina di esperienze dirette dei miei clienti,

Claudio citò testualmente: “Devo dire che la prima volta che con mia moglie e le mie figlie abbiamo visitato l’allevamento “Il Turkmeno”, ci siamo impressionati un po’ in quanto non ci era mai capitato di vedere cani così determinati ed incorruttibili con gli estranei. Anche se Ezio ci fece vedere come invece erano affettuosi con lui, decidemmo di non optare per un maschio di prima scelta caratteriale bensì per un soggetto che potesse crescere un pochino più moderato nei suoi interventi di difesa”.
Infatti, Stefania e Claudio, nonostante avessi cercato di convincerli in ogni modo che con i miei cani, non avrebbero mai dovuto affrontare gli stessi problemi precedentemente accaduti con le loro figlie, non “osarono” portarsi a casa un mio maschio di 1a scelta caratteriale, poiché non gli pareva possibile che si sarebbe poi dimostrato così altrettanto docile con i famigliari.
Tant’è che il loro primo cane fu “Orso”,

un cucciolo di 2a scelta caratteriale che si sta comunque difendendo molto bene come attento guardano. In effetti, Orso si dimostrava già pieno di qualità fin da cucciolo, ma essendo nato da un padre di mia selezione, considerabile pari al 4° livello FICG ed una madre che avevo importato e che non eccelleva nella guardia, io non me l’ero sentita di “promuoverlo” di 1a scelta, nonostante le sue giovani attitudini fossero entusiasmanti.

Orso è uno dei tanti cani che oggi fanno un’ottima guardia, pur essendo stati da me ceduti come cuccioli di 2a scelta caratteriale e che forse, per molti, sarebbero già il non plus ultra, ma chi ha provato a crescere i miei cuccioli di 1a, capirebbe subito qual’è la differenza.
Nonostante tutto, l’acquolina in bocca per i miei guardiani di 6° Livello, a Stefania e Claudio, gli era ormai rimasta, …eccome gli era rimasta!
Dopo due mesi, mi richiamarono dicendomi: “Adesso vorremmo mettere una femmina con Orso, ma questa volta la vogliamo di 1a scelta caratteriale, anzi, se vuoi esagera pure, perché la desidereremmo bella tosta!”.
Ed io ho esagerato!

Mi era nata una cucciolata di Tejen x Annibal e quando capita che i figli di questi due fenomeni della guardia, riescono ad ereditare la determinazione della madre e le energie del padre, risultano cani di impareggiabili caratteristiche. Tejen nacque da Burka x Kimè, come Annibal dal mitico Timur accoppiato con Elba, ormai passati entrambi a miglior vita.
Se i discendenti di questi grandi cani, presentano caratteristiche più simili a Burka e ad Elba, ovvero le nonne, si ottengono dei cuccioli molto simili a Masai, ottimi guardiani, ma con una maturazione più lenta ed un comportamento più pacato, capace comunque di impressionante determinazione in caso di reale necessità. Anche se spesso, chi non li conosce a fondo, tende erroneamente a sottovalutarli.
Se invece si manifestano di più simili ai nonni, ovvero la determinazione di Kimè si miscela all’energia che possedeva Timur, soggetto di un’intelligenza quasi preoccupante, ci si trova a possedere dei cuccioli che crescono con un impeto pari ad un fiume in piena!
Questo fu il caso di PUMA, oggi una femmina di grande carattere e di una bellezza straordinaria.

Fin dai primi giorni, i suoi proprietari mi telefonarono dicendomi che la “iena”, così fu subito battezzata, rappresentava la vera disperazione del molto più pacato Orso che non sapeva più come “liberarsene”.
Lei voleva lottare in continuazione, competere in ogni cosa, prevalere in qualsiasi situazione.
Furono parecchie le circostanza che Stefania e Claudio mi chiamarono “disperati” perché PUMA le aveva prese di santa ragione da Orso che oltre ad essere un po’ più vecchio, era anche in possesso di un’autentica genealogia di cani da lupi, quindi pazientava fin quando poi la puniva duramente.

Loro mi chiedevano spesso cosa poter fare per tutelare sia il maschio che meritava un po’ di pace, come PUMA che stava ormai rischiando troppo per la sua incolumità. Io continuavo a consigliare di non occuparsi minimamente di quanto avveniva, era tutto normale, ma un po’ l’apprensione di Stefania che si sentiva la "mamma" dei due “adolescenti”, un po’ la grande passione di Claudio per tutti gli animali, continuavano a recarsi dal loro veterinario per "riparare" i continui danni fra i due.

Qualcuno sostiene che io dia spesso ai miei clienti delle risposte crude, mal digerire, a volte antipatiche e controcorrente, troppo lontane da quanto sembra logico pensare, vista la cinofilia pubblicizzata attualmente in ogni luogo, quindi anche Stefania e Claudio si erano “ridotti” a correre prima dal veterinario per curare PUMA (senza dirmi nulla), per poi chiamarmi e farmi “accettare”, con la loro inconfondibile gentilezza, quanto avevano appena fatto a dispetto dei miei consigli.
Fin quando, un bel giorno, si “rassegnarono” a darmi ascolto, ovvero lasciare che PUMA potesse subire tutte le relative sofferenze del suo comportamento improprio nei confronti del maschio. In poche parole che "se la sbrigassero da soli", come fecero sempre nei secoli i cani dei pastori che lavoravano nei pascoli dell’Asia centrale, ovviamente senza l'intervento di nessuno.
Quando due cani conviventi e di sesso opposto litigano, sanno benissimo quando, come e quando mordersi, sono loro i cani, non noi! Non solo è profondamente errato dividerli, ma se il maschio morde a fondo la femmina è perché intende lasciarle una sofferenza prolungata nei giorni, tanto da farle subire le conseguenze del suo errato comportamento nei confronti di una legittima gerarchia prevista dalla Natura. Quella è la sua femmina, non la nostra!
E per quanto possa sembrare corretto e umanamente più accettabile preoccuparci subito di curare la “parte lesa”, tutto questo non è altro che un ulteriore errore, in quanto la minore sofferenza del soggetto sottomesso, lo indurrà a riprovarci ancora prima del previsto, con la conseguenza di motivare il dominante a rincarare ancora di più la punizione. Quindi, separare il maschio dalla femmina quando litigano e curare con troppa premura le ferite di uno dei due soggetti, non rappresenta altro che penalizzare il soggetto che invece vorremmo proteggere.
Sarebbe molto utile che tutti i proprietari di cani, seguissero le stesse modalità che il poeta e filosofo libanese Gibran Kahlil Gibran, scrisse agli inizi del ‘900 in questa ormai nota poesia, riferendosi a noi genitori:
I vostri figli non sono figli vostri...
sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perchè la loro anima abita la casa dell'avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l'arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L'Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell'infinito e vi tiene tesi con tutto il suoi vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell'Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l'arco che rimane saldo.
Ed anche con i nostri cani, applicando alcuni di questi principi, tante cose si risolverebbero da sole secondo un percorso spontaneo e naturale.

Adesso, PUMA ha ormai più di 2 anni ed è diventata una VERA femmina di "vecchio stampo", solo ad osservarla nei suoi atteggiamenti pare di vederla correre fra le pecore, nei pascoli del Karakum Desert in Turkmenistan, dove la vita è dura per tutti e solo i migliori di questa razza riescono a sopravvivere.

PUMA è diventata una guardiana molto affidabile, una femmina audace come poche altre sue simili, impavida di ogni cosa, quasi sprezzante del pericolo e pronta a sacrificare la sua stessa vita pur di proteggere quanto sta custodendo. Vederla al cancello così tanto motivata nel difendere cosa gli appartiene è quasi commovente, lei ci mette l'anima!
Ed è proprio per produrre cani così che io mi levo ogni mattina e svolgo la mia attività con grande entusiasmo. Il resto della cinofilia mi piace anche, ma passa tutto in secondo piano.
Sarà perché noi uomini siamo costretti a vivere un’esistenza piena di compromessi e sottomissioni che amo così tanto il carattere irruento e spavaldo dei miei guardiani. Sempre così veri, sinceri e determinati nelle loro azioni.

PUMA ha prodotto da poco una cucciolata di cui si stanno già vedendo i risultati, magari ne farà altre e con gli anni si placherà anche lei, perché prima la maturità e poi la vecchiaia, quietano tutti senza risparmiare nessuno, ma questo rappresenterà una grande tristezza perché è proprio nella sua irruenza che si manifesta la parte migliore della Natura che ci circonda.

Con la sua famiglia, PUMA è invece molto dolce come tutti i miei cani che seleziono da anni, ma questo, per me, non rappresenta più nessuna novità, visto che in loro scorre un autentico sangue di antichi ed autentici cani da pastore, molto equilibrati e sempre pazienti con pecore ed agnelli.
Credetemi, non è facile ottenere femmine di questo temperamento, specialmente così affettuose con chi le gestisce, concludo quindi citandovi un altro passaggio che Stefania e Claudio scrissero sul mio libro:

“Con noi e le nostre tre figlie sono entrambi molto affettuosi, sinceramente non capiamo perché certi cani da guardia continuino ad avere la nomea di cani pericolosi per la famiglia, a noi risulta invece il contrario, ovvero che proprio queste tipologie di cani che darebbero la loro vita pur di difendere il nucleo famigliare, sappiano realmente cosa significa amare il padrone”.
Cliccare QUI per visionare il Filmato di PUMA.
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