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Ogni volta che una famiglia s’avvicina ai miei cani da guardia per necessità di sentirsi protetta e decide di acquistare un cucciolo, si ripete quasi sempre la stessa sequenza di episodi.
Inizialmente prevale l’entusiasmo di aver trovato chi alleva ancora animali di forte carattere, rustici come un tempo e capaci di fare il loro dovere di guardiani, senza la necessità di mille cure superflue, tipiche della maggior parte dei soggetti che si incontrano oggi, indipendentemente dalla razza d’appartenenza. Però, non appena visti all’opera i miei cani da guardia in allevamento, sopraggiunge la paura di non saperli gestire, la preoccupazione che qualche famigliare possa subire aggressioni, il rapporto con i parenti, gli amici, gli ospiti, i vicini di casa, etc.
Di norma, le persone vengono prima da me in cerca di quel cane che non hanno mai trovato altrove, per poi andare subito a farsi consigliare dal veterinario, dall’addestratore sottocasa, dal comportamentalista o dai soliti amici che pur avendo solo un pupazzetto che dorme sul divano del salotto, con l’ausilio di internet, oggi si autoproclamano esperti cinofili con almeno un "Master" in comportamento canino.
Ed è solo quando riesco a superare questi ostacoli, ovvero ottenere il parere favorevole da chi non ha mai posseduto uno dei miei cani e quindi non ha la minima idea di come siano, che il cliente mi ricontatta (magari dopo un anno) e decide di perfezionare l’acquisto. Perché, nonostante sia io la persona che li allevo, li studio, li seleziono e ci convivo con la mia famiglia da molti anni, di norma i consigli decisivi debbono sempre provenire da terze persone.
Dovendo poi scegliere il soggetto, è sempre preferito un cucciolo il più piccolo possibile, molti lo vorrebbero quasi adottare appena nato, in quanto esiste la convinzione popolare che più è piccolo, meglio si legherà al proprietario, cosa assolutamente non reale, anzi, in certi casi è l'esatto contrario, specialmente in presenza di bambini di pochi anni, ma il nostro è un paese dove la cinofila s’impara dagli amici o navigando su internet in cerca degli ormai popolari social network di cui il web straripa e sui quali, noi occidentali, ci stiamo trasformando nei primi “tuttologi” della storia, non esiste più un ignorante! Ormai, chiunque di noi può dire la sua su qualsiasi argomento!
Quando il cucciolo arriva a casa, suscita la curiosità dei vicini, dei parenti ed amici che faranno visita alla famiglia e che immancabilmente hanno sempre qualche accorgimento da suggerire, non esiste parentela dove non ci sia un “esperto” di cani che elargisce raccomandazioni, abbia un amico educatore cinofilo, etc. Qualcuno di questi vuole accarezzarlo, farselo amico, invitarlo a giocare con il suo cane che si è portato con se per l’occasione e quando i proprietari del cucciolo annunciano la mia “ricetta” per crescerlo bene, pochissimi degli ospiti sono d’accordo poiché è completamente impopolare, diversa da quanto si trova scritto sulle riviste cinofile ed esclude tutti da ogni collaborazione.
L’animaletto appena arrivato avrebbe tanto bisogno di starsene almeno una settimana senza vedere nessuno per "smaltire" l'incertezza del cambio di branco, scoprire con calma il suo nuovo territorio, acquisire i suoi punti di riferimento e la fiducia nei neoproprietari. Invece, nella stessa occasione che io arrivo con la bestiola, magari dopo un viaggio di molte ore, puntualmente a quell’ora, tutti i parenti che (a sentir loro) dovranno poi "appartenere al branco" del cane (come si fossero improvvisamente trasformati in quadrupedi) sono lì ad aspettarmi, con circa un centinaio di domande a testa relative ad ogni dubbio che hanno maturato parlando con chiunque sapesse qualcosa sull’argomento.
Dopo pochi giorni, invece, tutti s'accorgeranno che il nuovo ospite, è un semplice cucciolo in crescita, tenero e bisognoso di tanto affetto da parte dei nuovi padroni e non sicuramente quel “killer” descritto da chi a suo tempo si era seduto in cattedra per istruire la famiglia su ogni dettaglio cinofilo. Ed è proprio da quel momento che inizia la “rovina” del futuro guardiano.
Ormai constatato che il cucciolo è innocuo, quasi più nessuno continua ad attenersi scrupolosamente alle regole che io consiglio al momento della consegna e pian piano, prende vita un tipo di gestione molto più comoda. I figli fanno entrare gli amichetti ed invece di chiudere il cucciolo nel box di servizio, si limitano a tenerlo per la collottola, lo stesso viene lasciato da solo in giardino ed accarezzato dai vicini di casa che informatisi sulla razza, desiderano "appartenere anche loro al branco", spesso dandogli addirittura del cibo quando la famiglia è assente. La postina “amante” degli animali lo accarezza attraverso le sbarre, la cameriera cerca di farselo amico in ogni modo, il giardiniere lo accarezza e se poi, si va a fare una bella passeggiata domenicale e s’incontrano persone desiderose di accarezzarlo, glielo si acconsente perchè pare troppo scortese doverglielo negare. E così, pian piano, tutto s'affloscia, il cucciolo raggiunge i 18 mesi e spesso non inizia ancora a dimostrarsi come tutti desidererebbero, perchè se prima lo si voleva adottare il più "piccolo" possibile, oggi si pretenderebbe che lui potesse raggiungere al più presto la maturità, tanto da rendersi utile al fine per cui si decise di adottarlo.
Le telefonate che io ricevo sono sempre le solite: “Noi abbiamo applicato alla lettera tutto quanto ci ha detto, nessuno ha sgarrato, ma il cane non fa ancora la guardia come vorremmo!”.
E probabilmente non la farà più fin quando la sua maturità di cane adulto lo renderà indipendente da ogni azione errata di chi l’ha gestito durante la crescita, perchè solo in quel momento maturerà istintivamente l'esigenza di custodire quel territorio dove vive ed intende riprodursi. Età nella quale capirà anche molto bene se il suo padrone si è comportato da “Leader” o come un semplice compagno di branco che non conterà mai nulla per lui. Spesso sarà proprio in quel periodo che avverranno gli incidenti fra il cane, ormai “uomo” e chi lo ha cresciuto senza regole precise. Come in pratica avviene con i nostri figli!
E’ ovvio che è sempre colpa dell’allevatore quando il cane non funziona, ma questo era già previsto, si tratta di una regola fissa per chi fa il mio mestiere!
E’ comunque anche vero che esistono molti “cagnari” capaci di promettere qualsiasi cosa, pur d’incassare poche centinaia di euro e pagare l'ultima bolletta scaduta, quindi la legittima diffidenza nei confronti di chi vende cani è sempre molto elevata.
Ma se il cucciolo, realmente predisposto a diventare un buon guardiano, come promesso al momento della vendita, ve lo dimostrerà solo dopo i 4 anni d’età, la colpa sarà solo la vostra e da attriubuire SEMPRE ad una gestione inadeguata! Questo non dimenticatelo mai.
Francesco è un amico di vecchia data, adottò due dei miei cani da guardia già alcuni anni fa. Chi conosce la moglie, sa quanta paura avesse di qualsiasi cane che esistesse al mondo, anche se cucciolo ed oggi rimarrebbe invece molto sbalordito nel vederla come sa maneggiare i suoi "leoni" senza più alcuna reticenza.

L’autentico cane da pastore non è secondo a nessuno come affidabilità coi famigliari, caratteristica che mantiene sempre invariata anche quando, da adulto, si manifesta invece molto irruento contro chi non consce. Basta guardarlo negli occhi per capire che di lui ci si può fidare, sempre così sincero ed estroverso ogni volta che lo si avvicina.

Sapete cosa dice oggi la moglie di Francesco? “Tutti gli altri cani continuano ancora a farmi paura, ma dei miei mi fido ciecamente, come fossero dei figli!”. E si tratta di due soggetti ormai diventati molto forti di carattere e determinati nelle loro azioni che non risparmierebbero nulla, ma proprio nulla, a chiunque tentasse di entrare in quella proprietà.

Francesco fa l’assicuratore e con l’aiuto dei figli, gestisce alcune agenzie nel torinese, è una persona molto precisa, direi quasi pignolo e cavilloso come quelle regole che si trovano scritte in piccolo dietro le polizze.
Ama i cani di forte carattere, audaci come probabilmente lo è sempre stato lui in molte scelte della sua vita, a volte è addirittura troppo impaziente nel vederli crescere e poter constatare la loro bravura, è una persona molto esigente con tutti e in ogni cosa che intraprende, ma ha una grande qualità: mi ascolta sempre con estrema attenzione in ogni suggerimento che gli do ed escogita ogni sistema per poterlo applicare nel migliore dei modi.

Quando si prova a possedere un mio cane da guardia, spesso ci s’innamora pazzamente com’è accaduto a me e s’inizia prima con uno, poi un altro e a quel punto sembra che una coppia possa bastare, ma poi se si dispone dello spazio necessario, prende sopravvento “la malattia” e si va avanti, perché ogni soggetto ha una sua caratteristica diversa, sia morfologica che caratteriale e non ci si stuferebbe mai di osservarli.
Infatti, non appena Francesco ebbe l’occasione di acquistare un pezzo di terra di fronte a casa, mi chiamò subito, dicendomi: “Magari mi allevo ancora una coppia di cani, è meglio avere la riserva!”.

Cosa che io approvo e condivido, perché se ci si abitua alla serenità di vivere con un guardiano adulto che ti protegge in ogni momento della giornata, non è poi così facile poterci rinunciare improvvisamente e ricominciare con un cucciolo di pochi mesi. Ma, sotto a queste considerazioni, si nasconde sempre un po' la scusa per possederne altri, perché se un cane offre ottime soddisfazioni ed una coppia sarebbero l’ideale, non v’immaginate cosa significhi possederne un banco e farne parte come Leader, ci si sente veramente qualcuno nella vita!
Anche se questo è un discorso che forse non tutti capiranno, probabilmente si tratta solo di una "malattia” che ti coglie e ti accompagna fino alla fine.

Era appena nata una cucciolata dai due cani che Francesco possedeva già e lui si era scelto una femmina quasi tutta nera. Questa volta desiderava, per sfizio, possederne una coppia che avessero un mantello il più scuro possibile e mi aveva chiesto di individuargli un buon maschio che appartenesse alla dinastia di Annibal e che presentasse queste caratteristiche, oltre ovviamente ad un forte carattere.

Io stavo crescendo MALIK ed alcuni suoi fratelli appartenenti ad una cucciolata nata da due ottimi guardiani che si trovano tutt'ora vicino a Trieste.

MALIK dimostrò subito la sua grande determinazione fin dal primo giorno che entrò nel mio allevamento, aveva solo due mesi, ma agiva già come un capo, nessun fratello osava scontrarsi con lui per il cibo, in compenso non si esponeva mai troppo con abbai di segnalazione.
Lo sottoposi a svariati test caratteriali per capire meglio la sua eventuale “stoffa” da guardiano e capii presto che sarebbe diventato un ottimo cane, anzi un vero guerriero, ma i suoi risultati si sarebbero fatti aspettare. Imparò subito ad andare al guinzaglio ed io iniziai le mie solite passeggiate di routine, indispensabili alla socializzazione del cucciolo e utili per consentirmi di capire a fondo il loro reale carattere. Nulla era in grado di stupire MALIK, non si scomponeva mai di fronte a qualsiasi novità e proseguiva il suo percorso al guinzaglio senza dimostrare il minimo timore per cosa gli potesse accadere.

In base alla mia esperienza, questi soggetti diventano molto determinati da adulti nelle loro azioni di protezione, ma un minimo errore di gestione durante la crescita, può far tardare moltissimo il momento che inizieranno a dimostrare quanto valgono.

Si tratta di cani molto riflessivi e con uno spirito di autoconservazione assai elevata, a volte non si tratta di veri e propri "Alfa", ma semplicemente di cani altamente istintivi, capaci di adattarsi a qualsiasi situazione e reagire di conseguenza.

Proposi MALIK a Francesco, chiarendo che i risultati sarebbero stati eccellenti, ma probabilmente si sarebbero fatti aspettare più del previsto. Lui ci pensò un po' di giorni (come fa di solito) e poi accettò l’adozione.
Io ho una clientela che mi soddisfa molto su come detiene i “miei” soggetti, ma non tutti sono sempre favorevoli ad attrezzarsi come io prescrivo, qualcuno economizza sulle attrezzature, altri sottovalutano alcuni aspetti invece molto importanti per la crescita del cane, in ogni caso tutto funziona abbastanza bene. Devo però ammettere che solo pochi si manifestano così pronti e disponibili ad apportare qualsiasi modifica strutturale che io ritenga necessaria per una migliore crescita dei cuccioli.
Un giorno dissi a Francesco: “Sarebbe meglio che i cani non……..” E lui, in pochi giorni, costruì una recinto ad hoc. “Esiste il pericolo che i passanti si fermino per strada e….”. Francesco chiamò subito il fabbro e fece innalzare una sorta di paratia scorrevole per evitare l’inconveniente. “E’ preferibile che il cucciolone non sia troppo…”. E lui apportò un altro importante cambiamento nell’arco di pochi giorni.

Questo mi motivò ad incentivarlo, suggerendogli: “Ti ho detto che MALIK avrà una maturazione lenta, ma con un po’ di accorgimenti ed una gestione particolare, potrebbe stupirci tutti con effetti speciali!". A questo punto, non vi dico cosa fece e costruì Francesco pur di poter accelerare la maturità caratteriale del suo cucciolone in crescita!

Infatti, MALIK oggi è solo un cucciolone di 14 mesi, ma le sue prestazioni sono già più che eccellenti, addirittura molto più precoci di cosa avrei mai potuto immaginare nemmeno io. E meno male, ...viceversa avrei atto una brutta figura, cosa sempre possibile per chi lavora con gli animali!
Non è sufficiente chiamarmi spesso al telefono per dirmi che il cane non fa ancora la guardia e poi non partecipare nemmeno al mio Corso Base, dove s'imparano molti dettagli indispensabili alla corretta crescita e gestione del cane.
Francesco è un esempio lampante di quanto sia importante seguire i miei consigli per ottenere i risultati desiderati.
Spero veramente che lui possa diventare a breve uno dei nostri Consulenti Cinofili per Cani da Guardia FICG, perché la sua "precisione" potrà essere molto utile a chi invece prende tutto alla leggera, per poi pretendere rapidi risultati.

Per cosa riguarda MALIK, pur essendo ancora molto giovane, è già diventato un grande cane di quelli marchiati "Il Tukmeno".
Un anno e pochi mesi, non sono nulla per un guardiano, dovrà ancora fare molto strada, ma ormai non vi sono più dubbi su come potrà diventare da adulto.
Praticamente quello che avevo previsto io, quando aveva solo 2 mesi, ma che grazie ad una corretta e meticolosa gestione, possiamo già ammirare oggi, invece di aspettare alcuni anni!
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