IL CANE PASTORE TURKMENO
sikurt - sicurezza abitativa anticrimine
 
03/07/2014 - KIME’ II: ...quando è il Medico ad ammalarsi, …di cani!



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IL TURKMENO - www.pastoredellasiacentrale.com - 349 33 35 668

Se invece di sforzarci a far diventare il cane un essere simile a noi ed obbediente ai comandi, ci limitassimo a rispettarlo nella sua natura così tanto diversa da quella dell’uomo, è probabile che riusciremmo ad imparare molto dalla sua capacità, quasi divina, di affrontare la vita senza troppe pretese, né preoccupazioni per il futuro. La nostra convivenza con lui potrebbe offrirci grandi benefici e credo che nulla potrebbe spiegare meglio la reale “pet therapy” che questo splendido animale può regalare a chiunque voglia migliorare la sua esistenza.

 

Vivere con il mio branco di cani è stata, senza dubbi, una delle esperienze più costruttive che abbia avuto occasione di trascorrere in questi miei primi cinquant’anni di vita, ma io non ho mai interferito una sola volta nei loro comportamenti, come non li ho mai sgridati, né addestrati a fare qualcosa di particolare. Mi sono sempre limitato a fornir loro il pasto quotidiano e a curarli quando ne vedevo l’impellente necessità, per il resto ho solo sempre cercato di offrirgli degli spazi idonei dove potessero vivere sereni.

Ho invece trascorso molto del mio tempo ad osservarli e vi posso assicurare che sono animali straordinari di cui l’uomo non ha ancora capito quasi nulla sulle loro dinamiche di branco ed interazioni sociali, la loro genialità è proprio quella di essere così tanto “misteriosi con semplicità”.

Al contrario di cosa avviene fra gli uomini, non ho mai incontrato un solo cane che sapesse atteggiarsi per quello che non era, anzi ho letto spesso nei loro occhi la mortificazione di dover diventare cosa il padrone desiderava.

 

Il prezioso servizio di guardia che sanno offrire i miei cani a chiunque li adotti da cuccioli, è il solo frutto della loro indole naturale. Sono forti, coraggiosi, veri e gelosi del poco che gli appartiene: un po’ di cibo quotidiano per sopravvivere ed una femmina con cui accoppiarsi.

 

Conobbi Adriano, o meglio il Dott. Cipriani, medico cardiologo pediatra, “specializzato” nel trattamento di patologie cardiovascolari congenite, alcuni anni fa.

 

 

Seguiva ormai da tempo, tramite il sito, il mio modo di allevare il cane da Pastore dell’Asia centrale, selezionato per la guardia della proprietà e protezione familiare.

La passione per i cani e gli animali in genere lo aveva sempre coinvolto sin da bambino e ancora prima di iniziare con i miei pastori, si era già premunito di un po’ di “quadrupedi” che gironzolassero per casa: una vecchia Rottweiler, un Jack Russell, un’American Staffordshire Terrier, un meticcio e forse altri ancora.

 

Poi arrivò la grande occasione della sua vita, ovvero quella di acquistare un antico casale ristrutturato in Umbria, a Città della Pieve (PG), dove poter passare i fine settimana con la sua famiglia, lontano dal traffico romano e dalla pesante routine quotidiana che un mestiere come il medico comporta.

 

 

In effetti doveva essere una casa per il relax, ma siccome Adriano e la moglie Rosa sono due persone molto ambiziose, forse anche un po’ troppo, da una semplice dimora pensata per i week-and, ne hanno invece creato un magnifico e spazioso B&B con piscina che li ha ormai coinvolti anima e corpo, ma con un particolare: che invece di permettergli il meritato riposo, li vede al lavoro anche ogni fine settimana.

 

 

Adriano, quando riesce a togliersi il camice bianco, si veste da contadino, sale sul trattore ed inizia a tagliare l’erba nei vari ettari di terreno che circondano il caseggiato, mentre Rosa, non appena dismessi i panni della “segretaria personale del Dottore”, si “fionda” in cucina e prepara laute colazioni, con torte fatte in casa che vi raccomando, per gli ospiti che albergano all’ormai mitico “San Carlo B&B – Country Resort” - www.sancarlobeb.it .

(Prima ho sottolineato “anche un po’ troppo ambiziosi” perché sembra impossibile che due persone possano fare così tanto lavoro, da sole o con poco aiuto, in ogni attimo della loro vita).

 

La proprietà dove si trova il casale è caratterizzata da scorci di una natura a dir poco fiabesca, nel periodo che fioriscono le ginestre sembra di entrare in un mondo surreale, ma è ovviamente molto isolata dal resto del paese perché si trova ai confini di boschi dove prolificano molti animali, addirittura i lupi che a volte si sentono ululare di notte.

 

 

Adriano è spesso fuori per lavoro e Rosa, nonostante non provi troppa paura nel rimanere da sola, necessitava inevitabilmente di maggior sicurezza cosa che gli attuali cani non sapevano offrirle, né per indole, né per com’erano stati cresciuti nel precedente contesto romano.

 

 

Ed è stato così che in uno dei pochi pomeriggi liberi ritagliati, non si sa come, dal loro pellegrinare per l’Italia, dove Adriano ha pazienti ovunque, da Palermo a Trieste, sono arrivati a Peveragno, in visita a “Il Turkmeno”.

 

Ma invece di raccontarvela io, preferisco riportare quanto scrisse direttamente un anno fa il Dott. Cipriani nella sua testimonianza che è parte integrante del mio libro “Un guardiano in famiglia”.

 

 

“Ognuno di noi, anche se spesso in modo inconsapevole, cerca sempre qualcosa nella vita. Talvolta la trova, altre volte no, continuando comunque la sua ricerca.

Anch’io, come tutti, sono sempre alla ricerca di qualcosa, di qualcuno che mi aiuti a vivere meglio la mia quotidianità per cercare di essere in pace con me stesso e con gli altri.

Tra le tante cose che ho cercato nella mia vita, una di queste è sempre stata quella di essere accompagnato dalla presenza di un cane che oltre a farmi compagnia, mi desse la sensazione di saper difendere ciò che ero stato in grado di costruire con l’impegno, la dedizione e l’amore che ho sempre cercato di porre nelle attività che ho svolto.

Qualcuno penserà che ciò sia frutto della mia insicurezza, del mio attaccamento alle cose materiali ma non credo sia così.

Penso piuttosto che ciò nasca dal fatto che l’Uomo viva da sempre nel conflitto interiore tra credere nell’Immanente o nel Trascendente e ciò derivi proprio dalla sua condizione umana che è “limitata” e per questo in grado di determinare angoscia alternata alla gioia di potersene liberare.

Quasi tutti gli uomini sono fatti così: deboli, incerti, talvolta tanto incoscienti da apparire presuntuosi, ma in verità rimangono sempre e comunque ed aggiungerei per fortuna, “solo” uomini che alternano stati d’animo diversi senza spesso capire perché ciò gli accada.

Tornando al cane, sono circa 40 anni che ho sempre avuto almeno un cane nella mia vita. Taluni assai belli, altri assai brutti, alcuni timidi altri estroversi, certuni apparentemente buoni guardiani altri completamente disinteressati a questa attività; tutti, e sottolineo tutti, assai affettuosi e in grado di darmi momenti di serenità.

Quando si parla di cani il mio interesse è sempre spontaneamente molto alto e questo connota uno degli elementi tipici che codificano una passione. Per questo, spesso solo apparentemente in modo involontario, mi ritrovo a leggere o a commentare argomenti su questo splendido animale.

Credo fu proprio così che, a questo punto non direi per caso, un giorno navigando su Internet mi trovai a leggere del pastore dell’Asia centrale.

Quasi ineluttabilmente, se leggi qualcosa a proposito di questi cani devi “fare i conti” con “Il Turkmeno” e con Ezio Maria Romano.

Fu così che incuriosito dal suo sito lo chiamai ed egli con grande disponibilità e competenza mi parlò della sua passione per questa razza e delle sue caratteristiche.

Di fatto, pur avendo già 4 cani in casa di varie razze e grandezza, fui talmente affascinato da questo cane che decisi, senza dire nulla ai miei familiari, di acquistare un cucciolo.

Lentamente coinvolsi mia moglie in questa mia decisione e lei, da donna con una pazienza senza pari, si fece trascinare a Peveragno per vedere questi cani di cui gli avevo decantato le doti. Così andammo a trovare Ezio Maria Romano e potemmo constatare l’efficacia nella guardia e l’affidabilità dei suoi cani, ma soprattutto rimanemmo colpiti dalla straordinaria passione che Lui e sua moglie Maddalena avevano per i loro animali, per il ruolo che essi avevano nella loro vita.

In quel periodo era nata una splendida cucciolata frutto della genetica di una piccola furia come Kerakell e di una roccia come Kayman.

 

 

Tra questi cuccioli osservammo un bel maschietto nero e bianco di circa 60 giorni che non appena ci vide venne verso di noi abbaiandoci come per dirci: “Chi siete? Che volete?”.

Anche se Ezio non ci permise di avvicinarci troppo ai cuccioli ci rendemmo subito conto che quel cucciolo sembrava saperla lunga in quanto a diffidenza.

Chiesi ad Ezio di sceglierci con calma un cucciolo che ritenesse “giusto” per la guardia e mi rispose che li stava osservando e mi avrebbe fatto sapere.

Ci sentimmo in seguito più volte per telefono ed un giorno mi disse: “Adriano ho capito quale è il cucciolo per te!”. Era proprio quello di cui parlavo prima.

Qualche giorno dopo lo andammo a prendere e così cominciò la nostra vita con Nepal che noi, in onore del “mitico” Kimè, abbiamo ribattezzato Kimè seppur con un “II” vicino, per rispetto del suo antenato.

Il nostro Kimè è ancora un cucciolone di poco più di 6 mesi e lungi dal pensare di conoscerlo bene, esso già mostra con evidenza tutta l’essenza dei veri pastori dell’Asia Centrale da guardia de “Il Turkmeno”, caratterizzata  soprattutto dall’ essenzialità del comportamento e dalla forza che mettono in tutte le loro manifestazioni. Esso infatti è giustamente affettuoso (ne troppo, ne poco), con richieste sempre equilibrate, mai eccessive; rustico fino in fondo tanto da preferire, pur essendo ancora cucciolone, dormire sotto la pioggia anche di notte e scoprire che, seppur bagnato come un pulcino, sollevandogli il pelo è caldo come una piccola stufa. Kimè II pur non avendo ancora messo denti permanenti, con i suoi piccoli denti decidui mangia e digerisce regolarmente colli e “carcasse” di pollo crudo in breve tempo, senza alcun problema.

Ma c’è una cosa che mi ha colpito ancor di più a proposito dei suoi comportamenti; è la sua capacità di comprendere in così tenera età l’importanza del territorio, l’esigenza di essere diffidente, la necessità di difenderlo. Per tale motivo credo che esso segnali sempre e comunque qualsiasi elemento nuovo entri a far parte del contesto territoriale in cui vive e non si stanca di farlo fino a quando ritiene ce ne sia bisogno.

Non so se Kimè diventerà un grande guardiano, come quelli che ho visto a Peveragno, ma sono certo che i “geni” per diventarlo ce li ha tutti e che solo in parte dipenderà da alcune circostanze più o meno favorevoli che, come accade agli uomini, potranno influenzare la sua maturazione.

In vero, osservando quando posso questo cucciolo nella sua quotidianità, mi sono convinto che un autentico pastore dell’Asia centrale potrebbe svolgere molte mansioni laddove fosse selezionato per farlo. Esso sembra essere come una cellula  staminale “totipotente” in quanto possiede, geneticamente parlando, tutte le proprietà per svilupparsi e specializzarsi secondo quelle che sono le esigenze che gli vengono chieste. Appare comunque quasi un peccato far fare ad un pastore dell’Asia Centrale qualsiasi altra cosa che non sia la guardia del territorio e della famiglia in quanto esso svolge questa attività con una maestria difficilmente paragonabile.

Secondo il mio modesto parere, è proprio verso questa particolare predisposizione che il pastore dell’Asia centrale deve essere sempre “coltivato” se vogliamo rispettarlo e così facendo rispettare la natura”.

 

Ma questo non è che l’inizio della storia di Adriano e dei miei pastori dell’Asia centrale….

 

KIME II era da solo in quella proprietà ed in effetti avrebbe poi necessitato di una coadiuvante per occuparsi di tutto quel territorio, ma nulla era ancora stato deciso se avrebbe mai avuto una compagna della stessa razza, oppure sarebbe cresciuto con una delle femmine che attualmente vivevano nella villa di Roma.

 

 

Per la verità era ancora molto giovane e nessuno di noi aveva ancora fatto progetti, in quel periodo divideva saltuariamente il recinto con la Amstaff che seguiva spesso Adriano nelle sue trasferte.

 

Durante uno dei miei frequenti spostamenti su e giù per l’Italia, mi trovavo a transitare casualmente da quelle parti e concordai un appuntamento per visitare la famiglia e valutare come stava crescendo il cucciolone in quella nuova proprietà di Città della Pieve. Come per un altro puro caso, avevo con me una bella cucciola femmina appena ritirata a Viterbo, della quale non conoscevo ancora molti dettagli sulle sue qualità, tranne che era nata da due ottimi genitori di mia selezione e che si dimostrava estremamente coraggiosa, non aveva patito minimamente lo spostamento in auto ed aveva già imparato ad andare al guinzaglio in pochi minuti.

 

Quando la liberai in quel giardino, iniziò subito a girare con padronanza, dopo pochi istanti abbaiò già ad una persona che si avvicinava alla casa e così fece per tutta la serata che io trascorsi in quel casale. Non appena arrivava un nuovo cliente, lei si dimostrava già “la padrona di casa”.

 

 

Inevitabilmente, io elogiai quei comportamenti, ma non avrei mai immaginato che lei non sarebbe più

tornata a casa con me.

Arrivato il momento di partire, Adriano si avvicinò e mi disse sottovoce: “Perché non mi lasci qualche giorno questa cucciola, male non le farà, io rimango a casa per una breve settimana, magari le insegno ad andare un po’ meglio al guinzaglio e poi te la riporto su, oppure te la ripassi a prendere non appena scendi!”. Io non ero troppo entusiasta della proposta per mille ragioni, tranne quella che non mi fidassi di Adriano e di come me l’avrebbe tenuta, ma lui rincalzò immediatamente dicendomi: “Intanto è estate, adesso i clienti sono tutti in ferie, cosa cambia per te avere una cucciola in più o in meno. Poi magari, che ne sai, se convinco Rosa, è possibile che rimanga qui per sempre!”. Ed un gran sorriso gli comparve sul viso, tant’è che io capii immediatamente che Kira non sarebbe stata a Città della Pieve solo per una breve vacanza, bensì per diventare la femmina di KIME II.

 

Sembrava che la vicenda fosse finita, invece dopo alcuni mesi di rodaggio con la coppia di cuccioloni in crescita, Adriano iniziò ad avere qualche debole dubbio che io non fossi riuscito ad individuare, in così poco tempo, quella femmina ideale alla guardia come lui avrebbe tanto desiderato, ovvero con lo stesso carattere forte del suo KIME’ II che iniziava già a farsi sentire in qualità di austero padrone di casa.

 

 

Se dovessi raccontarvi tutte le ore che rimanemmo al telefono, Adriano ed io, per discutere sui vari aspetti e dinamiche di branco che possono caratterizzare lo sviluppo caratteriale di due giovani soggetti in crescita, credo non basterebbe un libro, fatto sta che non vedendolo ancora convinto, un giorno lo chiamai e gli proposi questo scambio: “Ti posso dare una cucciolona di un anno che sto crescendo, molto precoce nella sua maturazione di guardiana, se in cambio tu mi ridai Kira di cui non sei ancora troppo convinto!”.

 

Non so se Adriano pensò per un solo istante alla possibilità di ridarmi la sua cucciolona, certo è che volle farmi visita presto per vedere Ukra, la mia nuova proposta. Ukra era già allora, a meno di un anno, una di quelle femmine che io farei bene a non cedere mai, ma poi si mette di mezzo l’amicizia ed io rimango fregato!

 

 

Per farla breve, lavorai tutta la mattina con Adriano e la moglie Rosa, per far si che Ukra accettasse benevolmente i suoi due futuri proprietari, si trattava in effetti di una femmina che a solo un anno si dimostrava già tutta d’un pezzo.

 

Ukra partì per Città della Pieve ed io aspettavo di sapere quando Adriano mi avrebbe restituito Kira, la cucciola in crescita che viveva al fianco di KIME’ II. Ma la “novità” fu quella che Adriano si sarebbe anche tenuto questa seconda per destinarla a Roma in futura protezione della madre e di un figlio che vive ancora nella casa di città.

In verità, la malattia per questi cani, “spesso contagiosa”, stava ormai lavorando anche il Dott. Cipriani che invece di trasferirla di sede, costruì subito un altro box dove tenersi anche lei nella proprietà del B&B. Ricordo quando, con il suo solito sorriso, mi liquidò dicendomi: “Intanto qui di spazio ce ne molto e poi, credo che anche Kira nel tempo diventerà un'ottima guardiana, forse mi sbagliavo, quindi me le tengo tutte due!”.

 

 

Ebbi una piccola rivincita morale quando, dopo un mesetto, Adriano costatò che anche la più agguerrita Ukra, in abbinamento al più dominante KIME’ II,  non era più quella che si era manifestata a casa mia, quando li aveva sfidati senza troppi complimenti. Adriano iniziava a capire che far lavorare i cani in coppia non è mai così facile ed automatico come si pensa e desidererebbero i clienti, ovviamente ignari di quante e quali dinamiche di branco possano scaturire fra due soggetti che vivano nello stesso territorio. Spesso l’ottimale della guardia in “tandem” non si può raggiungere sino all’ottenuta maturità dei due soggetti, anche se esistono eccezioni.

 

Ma adesso era nato un altro problema, ovvero che Kira, obbligata a vivere da sola nella seconda recinzione e senza il suo maschio iniziale, si era un po' depressa ed aveva smesso di fare la guardia come prima, ogni volta che veniva separata da KIME’ II.

 

E allora?

Con un po’ di timore, Adriano ed io, cercammo di convincere ancora una volta la moglie Rosa, ormai un po’ preoccupata sulla “malattia” del marito, che  Kira necessitava di un altro maschio tutto per lei.

 

Io avevo appena svezzato un superlativo cucciolo figlio di Asia (Burka x Annibal) x Leone, un vero aborigeno che partì anche lui per Città della Pieve!

 

 

Momentaneamente la situazione sembra essersi calmata, in quella proprietà, le coppie di pastori dell’Asia centrale sono già due ed io ho promesso a Rosa che farò di tutto per starmene alla larga! Anche se sinceramente, non so se ce la farò, perché pare che sia in “cantiere” una cucciolata e credo che Adriano escogiterà presto qualcos’altro per continuare la sua collezione.

 

A parte gli scherzi, oggi Adriano possiede 4 OTTIMI cuccioloni in crescita e per chi ha lo spazio necessario, è sempre consigliabile tenere due coppie di cani da far lavorare a turno nella proprietà, poiché non appena ci si abitua a vivere protetti da due validi guardiani ormai adulti che sappiano sorvegliare seriamente su cosa possa accadere in giardino, specialmente la notte, non è poi così semplice ripartire da un cucciolo di appena 90 giorni. Vivere sereni almeno in casa propria è una grande comodità alla quale non si riesce più a rinunciare così troppo facilmente.

 

 

Fra me e Adriano è ormai nata un’amicizia che ci permette di condividere spesso questa nostra grande passione per gli animali, anche se non sempre riusciamo a far conciliare bene la sua espansività di autentico romano con la mia selvatichezza di “montanaro” piemontese. Ma ci proviamo.

 

Nonostante le nostre professioni siamo molto diverse, lui un medico ed io un semplice “cagnaro”, ci accorgiamo spesso come certi aspetti del nostro lavoro siano estremamente simili. Ed è proprio concordando su alcuni concetti di onestà intellettuale che ogni professionista dovrebbe perseguire per semplice dignità, che Adriano ha voluto fondare con me il movimento “…erauncane!” www.erauncane.it dove, tramite una corretta informazione e grazie alla collaborazione di altri professionisti, vorremmo contrastare un po' la tanta ipocrisia che ruota intorno a questo animale domestico. Il cane è un semplice animale, nulla di più, ma ha tutti i diritti di essere rispettato come tale e non paragonato ad umano solo per poter speculare meglio sulle risorse economiche del suo padrone, facendo leva su una finta morale pubblica che finge di perseguire il suo maggiore benessere.

 

 

Sul carattere di KIME’ II non credo ci sia molto da dire, potrete giudicarlo voi stessi dal filmato che ho allegato qui sotto. Direi che per avere solo 18 mesi, se la sappia già cavare molto bene!

 

KIME' II nacque un anno e mezzo fa dall’accoppiamento fra la Karakell e Kayman che io volli per bilanciare il possente fisico del padre con l’estrema nevrilità della madre, figlia di Tejen x Annibal.

 

 

E penso che sia proprio KIME' II uno dei soggetti più precoci della cucciolata nel saper dimostrare le sue potenzialità di abile guardiano, mitigando invece la lenta maturazione che ebbe il padre, vista la sua mole poderosa.

 

 

Se un tempo considerai Kayman uno dei cani di grande mole più dinamici che avessi mai incontrato prima, oggi posso affermare che KIME’ II sia ancora più agile e determinato del padre, tenendo anche conto che il meglio di questo cucciolone deve ancora venir fuori.

 

 

Non sempre si può comunque ottenere un cane di queste proporzioni che a soli 18 mesi, sappia già mettere in evidenza tale determinazione contro l’estraneo che si avvicina alla recinzione.

 

 

Nonostante la prima parte della sua crescita l’abbia dovuta “scontare” sempre in viaggio o in appartamento, fra una trasferta e l’altra di Adriano, la sua diffidenza è rimasta tale di com’era a soli 2 mesi quando lasciò il mio allevamento.

 

Giorno in cui Adriano, pur essendo un riconosciuto Medico di grande valore, iniziò a contrarre la “ grave malattia” per questi miei cani da pastore. E purtroppo, la prognosi continua ad essere riservata!

 

Cliccare QUI per vedere il Filmato di KIME’ II.

 

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