IL CANE PASTORE TURKMENO
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30/07/2014 - GOBI: …un buon esempio di cane da Protezione Familiare!



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Dedico questo articolo a tutti quei veterinari che senza aver mai posseduto un solo cane da pastore dell’Asia centrale, dicono alle persone appassionate di questa razza: “Per carità, sono cani di difficile gestione! Se avete dei bambini ve li sconsiglio!” Quando non è mai esistito un solo cane da pastore guardiano di greggi che tenuto normalmente in giardino, abbia creato danni ai figli dei proprietari, cosa invece accaduta frequentemente in soggetti di altre razze molto più conosciute, diffuse e “raccomandate”.

 

Vi allego la testimonianza della proprietaria di GOBI, madre di due figli cresciuti con i miei cani:

 

"Gobi è entrato nella nostra famiglia nel giugno del 2007, a sei mesi di vita. Solo un mese prima ci eravamo rivolti all’allevamento “Il Turkmeno” dopo aver valutato attentamente quale razza canina avrebbe fatto al caso nostro.

Viviamo in collina, in una casa immersa nel verde, ci occorreva un cane da guardia ma, allo stesso tempo, volevamo un animale con il quale i nostri bambini potessero interagire e stringere una vera e propria amicizia, semplicemente un animale affidabile.

In realtà è stato Gobi a sceglierci, nel senso che la nostra famiglia doveva calzargli a pennello! Col senno del poi posso dire che le cose sono proprio andate così.

Gobi ha iniziato la sua nuova vita e da quel momento è diventato parte di noi. E’ un animale bellissimo, di un’eleganza innata.

Gobi parla con gli occhi: la sua intelligenza sensibile si esprime tutta attraverso lo sguardo; sappiamo che ci ama in modo incondizionato e a tal punto da offendersi e rattristarsi se ripreso, cosa peraltro rarissima!

Con ciascun membro della famiglia ha sviluppato un rapporto speciale e unico. Ogni sera accompagna la nonna a chiudere le imposte, non si scorda mai dell’appuntamento, ovunque sia, arriva di corsa e si mette al fianco, giù dal marciapiede.

La mattina, invece, avvisa i ragazzi dell’arrivo dello scuolabus e se, com’ è accaduto, sono in ritardo, abbaia con il muso appiccicato alla portafinestra! Inutile dire che i bambini del pullmino lo adorano!

 

Non abbiamo dovuto insegnargli nulla: scherzando tra noi lo abbiamo definito “cane telecomandato”, ha sempre saputo cosa fare, come farlo, dove stare.

Protegge la proprietà e tutto ciò che contiene con una determinazione che ha dell’incredibile: i gatti, ne abbiamo tre,  sono considerati parte della famiglia così come le oche e le galline con le quali esercita le sue doti di cane pastore.

Devo dire che, proprio il rapporto con i gatti di casa, ci ha stupito: è molto affettuoso, ci è capitato di vederli dormire tra le sue zampe e giocare insieme.

In cambio il nostro Gobi chiede solo amore, tanto amore, ne ha bisogno come del cibo e dell’acqua, lo chiede con gli occhi e con la zampa, a modo suo. Vuole sentirsi parte della nostra famiglia.

Da quando è con noi, Gobi ci permette di stare assolutamente tranquilli: la notte pattuglia instancabilmente la proprietà e durante il giorno, veglia sugli accessi da alcune postazioni che reputa strategiche".

 

Nella mia vita non ho mai partecipato ad una sola esposizione cinofila, ma ho invece impiegato molto del mio tempo a girare il mondo per ricercare i migliori soggetti che potessero soddisfarmi nel produrre VERI guardiani che sapessero anche manifestarsi molto affettuosi con i familiari. Produrre cani buoni con tutti e senza il minimo istinto della guardia, oppure soggetti di forte carattere ma anche nervosi con i famigliari, è una cosa banale e chiunque lo può fare, riuscire invece a far coincidere in un animale i due lati opposti del suo carattere,

 

 

ovvero grande ostilità per gli estranei quanto affidabilità con chi li gestisce, è molto più complesso ed è necessario affidarsi ad antiche genetiche selezionate nei secoli dai pastori, quando possedere un buon branco di cani era la cosa più importante per poter sopravvivere allevando bestiame.

 

 

Vorrei precisare che il termine “affidabile”, quando è riferito ad un cane di forte carattere, non significa che gli si possa fare di tutto, come desidererebbero ormai molte famiglie che hanno imparato un po’ di distorta cinofilia seguendo alcuni ridicoli programmi televisivi. Il cane da guardia ha una sua personalità e se proveniente da autentici cani da lupi, ovvero cani da pastore guardiani di gregge, non è un animale indicato a crescere sul divano di casa, dormire nel letto, magiare a tavola con la famiglia, essere addestrato all’obedience, etc.. lui è un VERO guardiano, si dimostra normalmente molto affidabile con chi gli fornisce il cibo indispensabile alla sua sopravvivenza, ma ha lo spirito del “guerriero” e desidera essere rispettato come lui rispetta sino alla morte i suoi padroni, indipendentemente che siano uomini, donne, bambini o anziani. E’ però “solo” un cane, non una persona e necessita quindi di essere cresciuto come tale.

 

Per produrre cuccioli di grande qualità, oltre all’indispensabile esperienza dell’allevatore che deve dimostrarsi capace di saper individuare, fra vari fratelli, il soggetto più appropriato ad ogni esigenza del cliente, è ovviamente molto importante la selezione dei riproduttori.

 

Quando vado a sceglierli per il mio allevamento, preferisco spendere più denaro, ma adottare cani ormai adulti, o almeno in fase di avanzata maturità, tanto da poter testare in prima persona le loro qualità di guardiani. Non amo basarmi sulla fortuna, sulle leggende che raccontano gli allevatori, sui “forse”, etc., perché detesto perdere il mio tempo in ogni cosa e quindi mi oriento esclusivamente su cani che sappiano già dimostrarmi come difendono il loro territorio, valutando però anche come si relazionano con i loro proprietari. Potrei dire di aver sempre scelto i cani più ostili alle mie iniziali minacce di individuo sconosciuto, per poi esser riuscito a ricostruire un ottimo rapporto amichevole non appena giunti nel mio allevamento. E quando il cane è sano di mente, il tutto deve avvenire in meno di un mese, anche se poi veri amici non si diventa mai prima di un anno.

Non sempre risulta però possibile accedere a certe linee di sangue acquistando soggetti adulti in quanto non tutti i proprietari sono disposti a cederli, indipendentemente dalla cifra offerta, a volte è molto più facile trovare cuccioli disponibili, figli di genitori caratterialmente interessanti. Sarebbe bello che i possessori delle cucciolate sapessero dire all’acquirente qualcosa di reale sul carattere del singoli soggetti, ma in realtà non avviene quasi mai, specialmente nei paesi dell’Est europeo dove ognuno ha le sue più irremovibili convinzioni. Scegliere un solo cuccciolo da destinare alla riproduzione risulterebbe troppo rischioso, io di solito acquisto l'intera cucciolata per poi selezionarmi con calma quelli da tenermi per la riproduzione. Capita anche che non me ne tenga nessuno e ci riprovi con quella successiva.

 

GOBI non era il soggetto più forte o diffidente di quella cucciolata che acquistai sui confini della Serbia, nemmeno il più prepotente dei fratelli o il primo a partire con l'abbaio quando eseguivo i miei test di valutazione, né tanto meno il migliore nel farsi condurre al guinzaglio, ma aveva due caratteristiche che lo distinguevano dagli altri fratelli: era il più astuto e parlava con gli occhi!

 

 

Quando mi camuffavo per fare i miei test sulla guardia, lui abbaiava un paio di volte e poi guardava i suoi coetanei come per dire: “Ma non avete ancora capito è sempre lui, lo stesso che alla mattina ci da la carne?!”. Quando poi arrivava il momento del pasto, lui si metteva da parte, lasciava che i più affamati facessero a botte per prendere la prima porzione, aspettava la sua razione e se la mangiava con calma. Mi è capitato addirittura di vederlo più volte a mangiare anche quella dei due che si stavano menando! Prima di partire in passeggiata, mi lanciava con uno sguardo come per dire: “Ci risiamo? Ok! Va bene, ma facciamo in fretta che io ho altro da fare!”.

Anche la prima volta che lo vidi in quel recinto di un cascinale disperso nella steppa, si comportò in modo diverso da tutti gli altri. I fratelli ci erano corsi subito in contro, chi abbaiando e chi scodinzolando, lui si era invece camuffato fra due balle di paglia, tant’è che i proprietari non riuscivano più a trovarlo.

 

E anche se un giorno mise in evidenza tutta la sua determinazione per sottomettere un altro suo compagno, apparentemente più spavaldo, era evidente che si trattava di un cucciolo più pacato di altri, molto sensibile e che avrebbe tardato a maturare per dimostrare le sue doti di reale guardiano.

Non vi erano dubbi che si sarebbe poi rivelato all’altezza della sua prestigiosa parentela, ma non era il cane ideale per un padrone che avesse preteso dei risultati precoci.

 

Io, GOBI ed i suoi attuali proprietari, fummo tutti fortunati ad incontrarci, poiché GOBI trovò la sua famiglia ideale, i suoi padroni il cane che volevano ed io un’ottimale sistemazione per un animale che meritava di vivere in una famiglia che lo sapesse apprezzare in tutte le sue qualità e non solo per le sue attitudini alla guardia.

 

 

GOBI nacque dall’accoppiamento fra la sorella del mitico Timur, padre del mio Annibal ed un altro ottimo cane, figlio di una delle migliori femmine da guardia che abbia conosciuto nella mia vita. I suoi precedenti proprietari sono dei miei amici allevatori e pastori, fra i pochi rimasti nell'Est europeo a pretendere dal cane da pastore dell’Asia centrale la capacità di vivere con le pecore e di saper svolgere bene il suo lavoro.

In questo periodo dove molti soggetti della razza vengono solo più acquistati per quanto risultano alti, pesanti ed abbiano la testa grossa, GOBI rappresenta una vera “chicca” di tipicità, ne ho incontrati molti simili a lui nei pascoli dell’Asia centrale durante i miei viaggi.

 

 

Si tratta di cani molto resistenti alle fatiche del deserto, capaci di mantenersi attivi ed integri anche dopo vari giorni di fame e sete. Da noi, i guardiani di pecore conoscono le fatiche della montagna, ma vi assicuro che quelle del deserto sono ben più dure e selettive, e solo i più forti riescono a sopravvivere.

 

Nella prima parte del mio libro “UN GUARDIANO IN FAMIGLIA”, dove rispondo alle 100 domande più frequenti che mi fanno ormai da anni i miei clienti, ce n'é una in particolare che dice:

 

3 - Che differenza c’è fra un cane da Guardia e Protezione Familiare ed un semplice cane da guardia?

La principale differenza sta nell’indole naturale dell’animale.

Il cane da Guardia e Protezione Familiare ama e protegge il branco con cui vive, proprio come farebbe un guardiano di greggi con gli agnelli che sta custodendo (nonostante gli stessi potrebbero rappresentare un “comodo” cibo prelibato). Quindi è da escludere qualsiasi atteggiamento di aggressività nei confronti dei famigliari che lo gestiscono, compresi i bambini.

Il semplice cane da guardia, quando si dimostra aggressivo con gli estranei, spesso lo fa invece solo per un senso di estrema dominanza che è abituato ad esercitare nell’area dove vive, atteggiamento che a volte non evita di manifestare anche nei confronti della famiglia che lo ospita.

 

Sicuramente GOBI si è sempre saputo distinguere per questa attitudine di considerare la famiglia come il suo gregge di pecore e quando i proprietari hanno commesso qualche errore nella gestione, li ha sempre compresi e perdonati con dolcezza, cosa che non avviene con tutti i cani da guardia.

 

Non credo di dire una novità, affermando che il nostro mondo sta andando sempre più di fretta ed anche molti proprietari dimostrano spesso un’assurda pretesa che il loro cane si dimostri già molto efficiente a poco più di un anno. Non appena finisce di essere il cucciolo che tutti desiderano coccolare, lo vorrebbero già subito adulto e capace di fare la guardia senza incertezze! Come potrebbe essere possibile?

 

 

Sono proprio i soggetti che maturano più lentamente ad offrire invece le migliori prestazioni da adulti, mantenendo una buona convivenza coi familiari che li ospitano. I "bimbi" precoci richiedono sempre una particolare gestione e così avviene anche coi cani.

 

Dopo alcuni anni, per offrire una semplice compagnia a GOBI, portai in quella casa una femmina di 3a scelta caratteriale non di mia produzione e la famiglia, pur adottando anche lei con grande entusiasmo,  capì immediatamente che "non tutti i cani da Pastore dell'Asia centrale possono essere uguali!", tanto da soprannominare subito GOBI "il Principe" e lei "la contadina", e anche sul servizio di guardia offerto non ci furono mai paragoni.

 

Più passa il tempo e più mi convinco che per la buona crescita di un cucciolo sia sempre necessario individuare la sua famiglia ideale, "ad ogni cane ci vuole il giusto padrone" e questa volta, con GOBI, credo proprio di esserci riuscito!

 

Cliccare QUI per vedere il Filmato di GOBI

 

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