IL CANE PASTORE TURKMENO
sikurt - sicurezza abitativa anticrimine
 
18/09/2014 - SHARK e FARAH: …quando la bellezza diventa un optional!



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IL TURKMENO - www.pastoredellasiacentrale.it - 349 33 35 668

Nonostante sia già stato molte volte in Asia centrale, alla ricerca dell’autentico cane da pastore aborigeno, (quello puro, come la natura lo forgiò molti anni fa, lo stesso che lavora e soffre ancora oggi al fianco dell’uomo per proteggere le sue pecore), non credo che saprei da dove partire per poterne giudicare uno più “bello” o più  “brutto” di un altro. E sinceramente non so come facciano coloro che, sotto l’appellativo di “giudici”, si assumono la responsabilità di farlo nelle esposizioni cinofile.

 

 

In ogni stato in cui ho svolto le mie ricerche, fra dimenticati pascoli di alta montagna, steppe sconfinate e aridi deserti, posso dire di aver incontrato e analizzato migliaia di soggetti, sempre tutti diversi fra loro: piccoli, alti, robusti, più snelli, più lupoidi o molossoidi, di vari colori, a pelo medio, a pelo lungo (non esistono cani da gregge a pelo corto!), con frange o senza, teste di varie forme, occhi fessurati o più arrotondati, con stop più accentuati o meno e molte altre caratteristiche completamente differenti fra loro, tanto da farmi sempre pensare perché si sia voluto considerare questo cane così atipico al pari di una qualsiasi razza.

 

 

Tramite la mia guida, ho sempre domandato alla gente del posto: “Questo è un pastore dell’Asia centrale?” (Chiamandolo ovviamente con il nome utilizzato in quello stato per identificare il cane da gregge).

E la risposta è sempre stata la stessa: “Certamente!”.

(A volte ero guardato dai pastori con un po’ di stupore misto a diffidenza e poiché ci trovavamo in Asia centrale, all'interno di un gregge, sono sicuro che avranno pensato: “E cosa potrebbe mai essere questo, se non un cane da pastore dell’Asia centrale?”).

 

 

Se poi continuavo la mia intervista domandando: “Mi scusi, questo cane è di pura razza?” loro iniziavano a scuotere il capo, assumevano un’espressione meravigliata e alzando le spalle, rispondevano: “Non so!”. (Probabilmente non sapevano cosa significasse il termine “pura razza” o non era mai stata posta loro una domanda così stupida!).

 

Sono quindi molto curioso di capire come fanno i giudici di gara di tutto il mondo, indossando eleganti abiti da sera e passeggiando su una stuoia di moquette, per poter decidere se un cane da pastore dell’Asia centrale è più o meno bello di un altro, visto che la maggior parte di loro non è mai stata una sola volta nei pascoli di quel continente, fra pecore, capre e pastori!

Qualcuno sostiene: “I giudici si attengono allo standard di razza!”.

Ma di quale standard si può parlare, visto che questi cani si accoppiano ancor oggi liberamente, nel loro paese d’origine, senza alcun controllo da parte degli stessi pecorai o abitanti dei villaggi che sono gli unici a poter essere considerati esperti e a utilizzarli dai tempi più remoti?

Capire un po’ di storia sulle origini del cane da pastore è alla portata di tutti, non è il caso di essere dei cinofili eruditi, basta osservare il semplice Presepe che i bambini fanno a Natale e usare un po’ di logica! In ogni Presepe ci sono sempre le pecorelle con i pastori e un lupo che spunta da un cespuglio. Stiamo quindi parlando di oltre 2000 anni fa e c’erano già i cani da pastore! Potremmo forse immaginare che allora si parlasse già di “razze” e che gli uomini si occupassero di come accoppiare i loro cani da gregge? Eppure quei cani difendevano già, con grande coraggio, il loro gregge contro i predatori, anzi, lo facevano ormai da vari millenni!

Mi torna quindi molto difficile capire come si possa giudicare oggi un cane da pastore considerandolo più bello di un altro, solo perché qualcuno ne ha stabilito uno standard di razza! In base a cosa l’avrebbero mai creato, visto che per millenni, le storiche transumanze non consentirono mai (fortunatamente) il minimo isolamento genetico causato dai capricci dell'uomo?

 

Secondo me, la “meraviglia” del cane da pastore sta unicamente nella sua capacità di svolgere il lavoro quotidiano al fianco del padrone, nella grinta che ci mette per difendere il gregge che gli appartiene o la famiglia che custodisce, nella rusticità che lo contraddistingue e gli permette di sopravvivere a ogni avversità. Tutto il resto, credo sia stato creato solo per soddisfare e speculare sulle ambizioni dei tanti “fantacinofili” di oggi!

 

Come dovrebbe essere fatto fisicamente un cane da pastore, per essere considerato più bello di un altro?

 

 

Posso capire che a qualcuno piacciano certi soggetti piuttosto di altri, che simpatizzino per una certa morfologia o per un colore del mantello, come si farebbe per una squadra di calcio.. ma giudicare che un cane da lavoro, com’è quello da protezione del gregge, possa essere più bello di un altro è quasi ridicolo! Se, ad esempio, a me piacessero solo quelli un po’ spelacchiati, con pelo ispido e arruffato, di colore misto e indefinito, tanto da rivendicare con chiarezza i tanti accoppiamenti casuali avvenuti nei secoli, tipici degli ambienti rurali, ma chi potrebbe mai dimostrare che questa tipologia di cane da pastore è meno bella di un’altra?

 

Quando ci serve un buon giardiniere per potare gli alberi, un facchino per fare un trasloco o un idraulico per sanare una perdita, lo cerchiamo biondo con gli occhi azzurri o che sappia svolgere bene la sua mansione? E perché allora si dovrebbero giudicare i cani da pastore, nati nella storia esclusivamente per “servire” l’uomo, in base al loro aspetto fisico? Potrà mai essere quest’ultimo a fare la differenza nel tenere lontano i predatori?

 

 

Sarebbe forse più comprensibile se si giudicasse un cane per le sue migliori condizioni di salute rispetto a un altro, questo servirebbe probabilmente a migliorarne in parte la riproduzione, ma chi è dell’ambiente, sa benissimo che purtroppo, proprio per creare soggetti morfologicamente vincenti alle esposizioni, la salute del cane domestico nel mondo occidentale è ormai “arrivata alla frutta”!

Si potrebbero squalificare tutti quelli che riportano caratteristiche assolutamente assenti nei veri cani da pastore di ogni parte del mondo, indipendentemente dalla razza di appartenenza, tipo: rilassamento delle palpebre e delle labbra, stature troppo elevate e pesi considerevoli, arti molto massicci, teste pesanti, pelo corto ed altro ancora. Queste caratteristiche per il cane da pastore dell’Asia centrale, pur rappresentando la più evidente degenerazione della razza, sono invece sempre state favorite dai giudici sovietici che vantandosi di aver fatto riconoscere la razza, si considerano i più grandi esperti in assoluto.

Semmai, come per tutte le razze, anche nei cani da pastore non si esita a squalificare qualsiasi soggetto che dimostri poca predisposizione ad essere manipolato da chi si avvicina per tastare i testicoli, analizzare la dentatura, etc., facendo finta di non ricordare lo scopo per il quale l’uomo iniziò ad utilizzarlo.

 

Questo cane da pastore dell’Asia centrale (foto qui sotto),

 

 

alcuni anni fa fu titolato Campione del Mondo di bellezza e utilizzato per un po’ di anni nei paesi dell’Est per la riproduzione. Sfortunatamente, mi sono imbattuto in uno dei suoi figli che pareva possedere un discreto carattere, oltre ad essere di un amico, tant’è che ne acquistai un paio di cuccioli (due dei tanti che ho acquistato nella mia carriera di selezionatore di razza).

Posso solo dirvi che, dimostrandosi entrambi molto scarsi nella guardia contro l’uomo, ho pensato di farli accoppiare per riprodurre almeno dei semplici cani da pastore da inserire in alpeggio con le greggi. Bene! Nonostante li avessi accoppiati con altri due veri cani da pastore, dopo pochi mesi, ho dovuto far ridiscendere tutti i loro cuccioli dalla montagna per le evidenti tare genetiche che gli impedivano di reggere le stesse fatiche di altri loro coetanei completamente sconosciuti e ovviamente privi di “titoli”, ma che sono ancora lassù tutt'oggi a lavorare con le pecore.

Eppure il nonno era stato giudicato Campione del Mondo!

Si, ma campione di cosa? Per le dimensioni di quel “testone” che il povero animale fu sempre costretto a portarsi sul collo e che ha trasferito a tutti i suoi discendenti?

 

Daniele vive a Rimini e un giorno mi chiamò perché i ladri gli erano appena entrati in casa, nonostante possedesse un “qualsiasi” maschio di cane da pastore Maremmano-Abruzzese e una “qualsiasi” femmina di pastore tedesco, entrambi liberi nel giardino. Vi allego qui di seguito la sua testimonianza pubblicata sul mio libro “Un guardiano in famiglia”.

 

 

“Questa è la mia storia ragazzi, e la scrivo per tutte quelle persone che hanno bisogno di un vero cane da guardia.

Circa 15 anni fa mi sono trasferito in una casa di campagna con la mia famiglia, un posto bellissimo con dolci colline, querce e animaletti vari. Sono sempre stato appassionato di cani fin da bambino ed ho avuto diverse razze, la prima fu una coppia di boxer che ho tenuto con me per dieci anni, alla loro morte con l'esigenza di avere altri due cani per compagnia e guardia della proprietà ho scelto una femmina di pastore tedesco ed un maschio di pastore maremmano.

Vivere in loro compagnia è stato bellissimo, soprattutto mi sentivo protetto dalla loro presenza in giardino, erano sempre pronti a segnalare qualche estraneo o passante.

Allora credevo che avere un cane della razza giusta in giardino, bastasse, per tenere lontano da casa il comune ladro...ma mi sbagliavo!! Tra l’altro il mio Maremmano era molto diffidente con gli estranei e stavo ben attento a non fargliene incontrare nella mia proprietà, primo per tutelare il suo carattere, secondo per non fare prendere un morso ai mie ospiti.

Ma questo non è bastato e l'ho capito a mie spese quando un sabato sera mi arriva la telefonata di mia madre che mi diceva se ero stato io a sprangare i cancelli di casa. Naturalmente erano stati i ladri! La cosa che più mi ha dato fastidio è stato che i miei due cani non siano minimamente riusciti a fermare i malintenzionati e non sono stati né uccisi né addormentati, al mio ritorno a casa li ho semplicemente trovati molto impauriti e agitati.

Questo episodio mi ha ferito l'anima e ammaccato il cuore, oltre le poche cose uscite dalla mia casa, nello zaino dei ladri c'era anche un po' della mia tranquillità.

Da un paio di anni seguivo quello che scriveva su internet il titolare di un allevamento di cani da guardia che si chiamava “Il Turkmeno” e così dopo questo brutto fatto, mi sono convinto a telefonargli per raccontargli cosa era accaduto e valutare se acquistare uno dei suoi cani. Questo signore si chiama Ezio Maria Romano e mi ha fatto subito una buona impressione. Ci siamo incontrati un paio di volte, prima è venuto lui a vedere la mia abitazione e successivamente io sono andato a visitare il suo allevamento per vedere  di persona il valore dei suoi cani.

Quando sono arrivato a casa del Sig. Ezio Maria Romano, ho riconosciuto subito il cancello di casa con all'interno lei,  Burka, che avevo già visto nelle foto e nei video a disposizione sul sito dell' allevamento. Ma quello che non avevo ancora visto erano quei suoi occhi dietro al cancello, incredibilmente veri, davanti a me, che possedevano un'energia straordinaria. Non mi era mai capitato prima di vedere dei cani così pronti e agguerriti a non volermi fare avvicinare alla recinzione di casa loro.

La visita a casa di Ezio mi ha ridato la speranza che veri cani da guardia possano ancora esistere.

Sono stato a casa anche di un altro proprietario di pastori dell'Asia centrale, ma mi sono accorto subito che non si trattava di soggetti all'altezza di quelli di Ezio, erano molto meno sicuri di se e meno determinati.

Fatto sta che ho dato la mia fiducia a Ezio e adesso ho 2 dei suoi pastori nel mio giardino di casa: sono una meraviglia.

 

 

Prima di conoscere questo cane dal vivo ne avevo sentito parlare e onestamente erano tutte storie quasi fantastiche, un po' leggende se vogliamo su un animale straordinario con caratteristiche uniche. Ricordo che un addestratore che avevo interpellato dopo il furto alla mia abitazione, sul fatto di poter correggere la reazione dei miei cani verso i malintenzionati, mi aveva detto: “Sui tuoi non c’è molto da fare, ma un buon cane da Pastore dell’Asia centrale forse potrebbe fare al caso tuo!”.

 

 

Da quando possiedo questi cani, ho notato molte differenze rispetto qualsiasi altro cane conosciuto prima, a volte non mi sembrano nemmeno cani ma “bestie” magiche, la loro forza è straorinaria, la loro voracità  strabiliante, il loro movimento incantevole, il loro sguardo impenetrabile, la loro fede nel padrone immortale.

Come ha detto qualcuno la classe non è acqua e questi cani ne hanno tanta!!!!

Quest'estate cenavo tutte le sere nel mio giardino assieme alla mia compagna e restavo incantato ore a guardare e i miei due pastori nei loro comportamenti naturali.

Oggi possiedo un maschio di 12 mesi che si chiama Shark e una femmina di 10 che si chiama Farah, sono ancora giovani ma già svolgono regolarmente il loro lavoro di pattugliamento della proprietà, sono molto attenti a tutto quello che accade fuori e dentro la mia proprietà.

 

Shark è la potenza allo stato puro, interviene alla rete solo in caso di passanti o animali e fa tremare una cancellata di ferro lunga 20 m come rami nel vento.

 

 

Farah è una bomba, è in grado di fare il giro della mia casa in tempi da record, sembra più una pantera che un cane e poi ha già gli occhi che ho visto a sua madre (Burka) dietro quel cancello. Pochi giorni fa, ha catturato un fagiano nella mia proprietà con lo stesso atteggiamento di una leonessa nella savana e in meno di 2 minuti, sull'erba sono rimaste solo una decina di piume.

 

 

I furti continuano ad aumentare in tutte le ville della mia zona, si sente parlare solo di questo e più passa il tempo più sono contento della scelta fatta, credo che il vero cane da guardia oggi sia un elemento indispensabile per migliorare la qualità della vita.

E’ ormai una guerra e bisogna combatterla con tutte le forze.

Adesso aspetto la crescita dei miei cuccioloni e spero che un giorno possano diventare veri guardiani come i loro genitori,

Ringrazio Ezio Maria Romano e la sua famiglia per esserci incontrati e avermi dato quest’opportunità”.

 

Sarà solo un caso e faccio gli scongiuri, ma da allora, nessun ladro è ancora entrato in quella casa!

 

 

Sono già stati molti ad apprezzare la morfologia di FARAH E SHARK e devo dire che piacciono anche a me, ma innanzitutto perché stanno imparando a fare bene il loro mestiere di custodi. Possiedono un’armonia di coppia nel proteggere il loro territorio che li rende meravigliosi da vedere, specialmente per la tanta devozione che ci mettono ogni volta che un estraneo si avvicina al cancello di quella casa.

 

La villa di Daniele non è facile da custodire per una coppia di cani da guardia, si trova al centro di un terreno molto scosceso e ogni volta che qualcuno si presenta all’entrata, loro devono compiere di corsa una ripida salita di circa cento metri per controllare chi è arrivato. (Nessun cane da pastore si collocherebbe mai a valle di una montagna per custodire il suo gregge che pascola a monte!). Immediatamente dopo sono costretti invece a ritornare vicino alla casa per custodire la famiglia, oltre a doversi anche occupare di una seconda parte di giardino, situata alle spalle dell’abitazione, che si trova ancora molto più in basso ed è ricca di vegetazione che non gli permette di vedere a distanza. Credo proprio che per controllare meglio il territorio di quella casa sarebbero opportuni almeno altri due cani da guardia ma, FARAH e SHARK, non si sottraggono mai alla loro fatica, lavorano tutto il giorno senza riposo e specialmente per questo direi che oltre ad essere "belli", sono formidabili per il lavoro che svolgono, nonostante non siano ancora al termine della loro maturità.

 

Come non bastasse, anche la recinzione di quella casa, è un po’ problematica per un cane da guardia, poiché composta di sbarre verticali dove gli animali non sanno mai dove appoggiare le loro zampe, quando ritengono opportuno dimostrare la loro prestanza fisica.

 

 

Ebbene, anche prima che Daniele ponesse rimedio applicandoci una rete, come da me consigliato, la bravura di FARAH e SHARK fu sempre tale da riuscire a cavarsela con grande destrezza: con un occhio tenevano a bada gli estranei e con l’atro guardavano dove poter appoggiare le zampe!

 

 

Quindi, oltre ad essere “belli” (se così si può dire), direi che si presentano innanzitutto efficienti!

 

Ricordo una decina di anni fa, quando alcuni allevatori della razza, di cui però non è più rimasta traccia sul mercato, sostenevano in coro che, selezionando innanzitutto il carattere del cane da Pastore dell’Asia centrale, io sarei finito col creare soggetti particolarmente “brutti” esteticamente. Voi cosa ne pensate, guardando oggi questi esemplari, due dei tanti che produco ormai da anni?

 

Intanto vi dico cosa ne penso io: “Come per tutti gli altri esseri viventi, la bellezza di un cane è una dote semplicemente opinabile e di limitatissima importanza, il carattere, no! Senza di questo nessun animale può sopravvivere in Natura”

 

Io credo che un cane da guardia, più che “bello”, debba innanzitutto dimostrarsi molto equilibrato, tanto da risultare sempre affidabile con la famiglia che lo detiene,

 

 

anche se ciò non significa che il padrone possa disporre di lui come avesse un burattino, senza rispettarne i suoi istinti primari (cosa purtroppo molto ambita oggi dai proprietari!); possedere l’istinto naturale di occuparsi del territorio che gli appartiene, sia di giorno sia di notte e la capacità di difenderlo

 

 

con coraggio e determinazione; dimostrare una rusticità tale da vivere tutto l’anno in giardino, senza mai subire le conseguenze delle intemperie ed essere così frugale, da mangiare cibo semplice e poco costoso per il suo padrone.

 

Con queste caratteristiche furono gli unici cani da pastore che fecero la storia e che coadiuvarono l’uomo nelle sue fatiche quotidiane fin dai tempi più antichi, quando nessuno si sarebbe mai immaginato che un giorno noi avremmo voluto giudicarli innanzitutto per la loro bellezza!

 

Cliccare QUI per visionare il Filmato di SHARK e FARAH.

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