IL CANE PASTORE TURKMENO
sikurt - sicurezza abitativa anticrimine
 
18/10/2014 - NUR: …anche un principiante può gestire un buon guardiano!



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Nonostante abiti ai margini di un parco naturale, non posso evitare di accorgermi quante specie di animali stiano sparendo pian piano in questi ultimi anni.

La scorsa primavera, il ritorno di alcune rondini ci ha quasi stupiti, mancavano ormai da tempo.

La mia memoria è ritornata a quando ero bambino e il sottotetto della mia casa era colmo dei loro nidi. Mio padre non era molto entusiasta, perché sporcavano ovunque; io invece godevo nel vederle a migliaia volteggiare nel cielo con il loro singolare e ininterrotto cinguettio, il freddo dell’inverno era ormai passato, presto sarebbe finita la scuola e tutto mi sembrava meraviglioso.

Poi, una legge di mercato mirata all’apparenza, volle la frutta bella, grande, colorata, anche se più insipida (in pratica come i cani!) e allora tutti gli agricoltori si misero alla ricerca di qualsiasi veleno pur di ottenere un prodotto senza danni da insetti e che venisse pagato di più ai mercati generali. Peccato che quegli insetti fossero il cibo di molti uccelli e varie specie di loro si sono ormai estinte.

Allora i prati erano invasi da lepri, fagiani, pernici, quaglie e altri animali che nemmeno la caccia riusciva a sterminare e la loro riproduzione continuava imperterrita. Nei boschi c’erano tante volpi, tassi, faine, cinghiali; in montagna pullulavano caprioli, camosci, stambecchi, cervi, falchi, aquile e ogni altro ben di Dio, mentre oggi è diventato raro avvistarne un solo esemplare.

 

Una delle specie animali che i tempi moderni si sono ormai portati via del tutto è quella dei cani randagi, una tipologia che ho sempre adorato e con la quale ho fatto le mie prime esperienze. Noi, ragazzacci di allora, li stuzzicavamo fino al punto che qualcuno ci mordeva, ma ho scritto “mordeva”, non uccideva o sbranava, come invece avviene oggi fra quelli che vivono in famiglia cresciuti come figli! Macché antitetanica e balle varie, ci lavavamo il sangue che usciva dalle lievi ferite con l’acqua dei rigagnoli o con quella delle pompe a mano che non mancavano mai in ogni cortile; secondo noi era molto meglio quell’acqua di ciò che ci aspettava a casa: una bella passata di botte e l’alcol puro, quello rosso, denaturato, che bruciava come il fuoco! Mai nessuno di noi contrasse una sola volta tutte quelle patologie che vengono oggi elencate dagli operatori dei vari pronti soccorsi, i nostri genitori avevano visto la guerra e non si preoccupavano certamente di quelle “fesserie”!

 

Voi non immaginate quanta nostalgia io provi oggi per il vecchio cane randagio che viveva fino a quegli anni nelle strade dei nostri paesi di campagna, animale ormai completamente estinto, specialmente nel Nord Italia e sostituito da quello domestico o di razza. Voi direte: “Sempre di cane si tratta!”. Ma non è così!

I nostri cani che vivono in giardino, per rustici e scaltri che siano, non possono essere nemmeno lontanamente paragonati a quelli che nascevano chissà dove fra i rifiuti e sopravvivevano per tutta la loro esistenza senza il minimo contributo di un padrone. Quelli sì che si potevano considerare i veri parenti dei lupi; i nostri di oggi sembrano addirittura appartenere a un’altra specie!

I biologi dicono che le origini del cane risalgano a 36.000 anni fa: riuscite a immaginare che per 35.950 anni il cane visse come animale libero, mentre da circa 50 noi l’abbiamo rinchiuso nei nostri giardini o peggio ancora nei canili perché non lo lasciamo più girovagare nelle vie delle nostre città? L’uomo moderno, si è ormai “bevuto” così tanto il cervello che, vantandosi addirittura di essere diventato animalista (ovvero amante degli animali), ha deciso di catturarlo e di sterilizzarlo per limitarne la sua riproduzione. E lui, nato libero come la Natura l’aveva creato e vissuto dove gli pareva fin dalla preistoria, adesso si vede costretto a sopravvivere imprigionato o (peggio ancora) affidato a un uomo che, sempre più frustrato, lo adotta per tenerlo chiuso in un appartamento e usarlo come rimedio alla sua solitudine!

 

 

Solo ieri, mi hanno chiamato degli amici pastori abruzzesi dicendomi che due cani “bianchi” maschi e la mia femmina “Linda” (in foto, la prima a destra) hanno deciso di cambiare gregge, vai a capire il perché!? I pastori hanno provato a ricondurli per più di una volta in quello originario, ma loro sono ritornati nuovamente con quello scelto di loro spontanea volontà. Sapete cosa avviene in quegli ambienti quando capita un simile episodio? Che i pastori abruzzesi, dopo un paio di tentativi, si scocciano ed esclamano: “Ma vai affanculo!”. E i cani vengono lasciati sopravvivere al loro destino. Che meraviglia! Per me questo è un segno di grande rispetto e amore (magari senza volerlo) nei confronti di una specie che si trasformò spontaneamente nella storia, da lupo in cane, solo per consumare gli avanzi di cibo dell’uomo e non sicuramente per essere manipolata in tutti i modi come sta avvenendo in questi anni da chi ha il coraggio di presentarsi come amante degli animali.

 

La cosa più sconvolgente è però un’altra: l’uomo moderno non si accontenta solo di tenerlo rinchiuso nella sua bella prigione che gli ha costruito (giardino fiorito, cortile di casa o peggio ancora un appartamento), vuole anche costringerlo a essere “educato” secondo le proprie esigenze, fregandosene completamente degli istinti primari dell’animale che per nulla si addicono alla vita di città. Il bello è che ha anche il coraggio di lamentarsi quando il cane lo aggredisce! Ma cosa potrebbe avvenire di diverso?

 

Ho ormai la nausea di ricevere ogni giorno telefonate da chi mi chiede se i miei cani sono affidabili! Loro sono fin troppo affidabili, il problema siamo noi che lo siamo sempre meno!

 

Anch’io sono uno dei tanti che ha deciso di sfruttare il cane, un tempo randagio e sfrutto la sua attitudine di saper fare la guardia: è un servizio che mi torna molto comodo in questi tempi visto che i ladri stanno entrando a dismisura nelle nostre case, sia di giorno che di notte. Anzi, ho deciso addirittura di allevarlo e di riprodurre altri soggetti che purtroppo faranno la stessa fine: vivranno tutta la vita rinchiusi in un giardino e portati a spasso solo dopo essere stati ben legati ad una corda (la Legge non consente più alternative!).

Una cosa mi sono però imposto fin dal primo giorno in cui ho deciso di dedicarmi ai miei cani da guardia: che sarebbero sempre vissuti in grandi recinzioni, liberi di fare cosa gli pareva e senza lo stress di imparare nulla di completamente inutile per loro.

 

E questo è ciò che consiglio anche a voi, se vorrete essere sicuri che il vostro cane si mantenga sempre equilibrato e affidabile.

 

La prima volta che incontrai Stefano di Como nel mio allevamento, mi esibì una lista così lunga di domande alle quali avrei dovuto rispondere, che mi venne quasi da svenire! Aveva appena terminato la sua bella casa in “Classe A”, dove tutto era stato programmato secondo i più sofisticati principi di coibenza acustica e termica, mirati a ottenere il massimo risparmio energetico possibile, sfruttando ogni risorsa naturale esistente.

 

 

Mi disse che aveva pensato a uno dei miei cani da guardia perché, essendo spesso fuori tutto il giorno per lavoro, non si sentiva sufficientemente tranquillo nel lasciare incustoditi i suoi famigliari: la moglie ed un figlio di pochi anni. L’esigenza era quindi quella di vivere più al sicuro, considerando che nel vicinato erano già stati messi a segno alcuni furti, ma nello stesso tempo era anche molto preoccupato di come sarebbe riuscito a gestire uno dei miei “animalacci” da guardia, visto che non aveva mai posseduto nemmeno un pesce rosso!

 

 

Questa è ancora purtroppo la convinzione di molte persone condizionate da com’è stato trattato l’argomento “cinofilia” sui media in questi ultimi anni. La maggior parte delle famiglie sono convinte che gestire un VERO cane da guardia, richieda forza, coraggio, polso, autorità, addestramento ed altre attitudini volte a dominare l’animale, ma nulla è più sbagliato. Il cane da guardia ha solo la necessità di convivere con una famiglia equilibrata che sappia trattarlo per l’animale che rappresenta e gli lasci vivere in pace la sua esistenza, magari in compagnia di un altro soggetto di sesso opposto. Per il resto, non è necessario fare altro, anzi, meno si interferisce nella sua esistenza e migliore sarà il rapporto cane-padrone.

 

 

E’ ovvio che la miriade di addestratori, educatori cinofili, comportamentalisti che vengono sfornati ogni anno dai costosi corsi presenti in ogni città d’Italia, dovendo trovare un lavoro per ripagarsi delle spese affrontate, vogliano interferire a tutti i costi nel rapporto cane-padrone, ma all’animale da guardia (e non solo) non serve nulla di tutto ciò, anzi, la sua ipotetica “istruzione”, può solo peggiorare di molto il suo spontaneo equilibrio indispensabile ad un'ottimale convivenza con il suo padrone. Il cane non ha nulla da imparare dall’uomo, la Natura non aveva previsto questo quando lo ha concepito, semmai è il suo padrone che deve capire di lasciarlo vivere da animale, visto che lo è, senza pretendere nulla da lui.

 

NUR era nato da due ottimi genitori che allora vivevano a Modena: Ambra, figlia di Orsa x Kayman, una femmina con un carattere di tutto rispetto e Oxy, figlio di Tejen x Annibal, che oggi se la “spassa” in un giardino con vista mare a Montecarlo, adottato a suo tempo addirittura per vivere e proteggere alcuni gatti di grande valore che una signora allevava nel suo giardino, compito che seppe svolgere sempre con grande dedizione fino al giorno in cui la proprietaria si dovette trasferire.

 

 

Nero come un corvo, NUR aveva subito mostrato le sue spiccate doti di “piccolo” guardiano e piaciuto a Stefano fin da subito, era partito con me un mattino per essere consegnato nei pressi di Como dove avrebbe incontrato i suoi futuri proprietari che lo attendevano con ansia.

 

 

Al mio libro “Un guardiano in famiglia” partecipò anche Stefano e quanto leggerete qui sotto, fu la sua esperienza che volle raccontare.

 

“Un paio di anni fa, abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di costruire la casa dei nostri sogni. Decidemmo di puntare sulla bioedilizia, costruendo così una casa in legno con riscaldamento geotermico e altre soluzioni tecnologiche rivolte ad abbattere consumi energetici, costi di mantenimento e a garantire un buon comfort abitativo.

La casa è situata in una zona rurale, con tre lati affacciati su campagna aperta e il rimanente lato confinante con una strada privata senza illuminazione.

Dopo circa un anno di lavori, la casa era pronta e noi potemmo entrare ad abitare con tutta la nostra gioia e pure con un bimbo in arrivo, iniziando così la nostra nuova avventura di giovane famiglia.

La casa era stata fornita con tanto di antifurto ma, nonostante questo, non ci sentivamo sicuri. Capitava spesso che di notte ci svegliassimo, chiedendoci se avevamo inserito l'antifurto, dopo di che ci si alzava per andare a controllare. Ogni nuovo rumore era motivo di preoccupazione, pensando che magari qualcuno potesse introdursi in casa durante le ore notturne.

Ad alimentare le nostre preoccupazioni, contribuiva pure la cronaca locale che con sempre maggior frequenza, raccontava dei furti avvenuti nella zona.

L'apice della paura lo si raggiunse quando un nostro vicino, al rientro dal lavoro nel tardo pomeriggio, fu colto di sorpresa da un ladro fuori dall'ingresso di casa e costretto a dare il portafoglio con tanto di paura per il furto subito, per fortuna senza tragiche conseguenze.

Fu proprio in questo contesto che nacque prima l'idea e poi la reale necessità, di trovare un cane che potesse farci la guardia, perché ci rendemmo conto che anche il migliore degli antifurti non avrebbe potuto aiutarci se qualcuno avesse deciso di sorprenderci al nostro rientro in casa o se fosse entrato nella proprietà mentre noi eravamo in giardino.

Cominciò così una lunga ricerca e per questo ci avvalemmo principalmente di internet.

Il nostro approccio fu comunque quello di cercare tra le razze che conoscevamo e che ci piacevano, per poi verificare se andavano più o meno bene per la guardia, per la vita in famiglia, per il gioco con i bambini piccoli, etc.

Non avendo ancora trovato quello che cercavamo, un giorno quasi casualmente scrivemmo su un motore di ricerca internet "cani da guardia" e fu così che conoscemmo l'allevamento "Il Turkmeno" di Ezio Maria Romano.

Comunque,  quello che vedemmo sul sito di Ezio, ci interessò molto e dopo alcune mail e qualche telefonata, riuscimmo ad organizzare una visita presso l'allevamento di Peveragno, intanto un po' per nostra abitudine, un po' perché sapevamo l'importanza della scelta che stavamo per fare, cominciammo a prendere tutte le informazioni possibili sul cane e sulla razza che saremmo andati a vedere, ovvero il pastore dell' Asia centrale.

A pensarci ora, la ricerca che facemmo digitando "cani da guardia" era la più ovvia da fare per qualcuno che cerca un cane da guardia, ma in quel momento pensavamo ancora che un cane valesse l'altro e che bastasse scegliere una razza che piaceva, per avere comunque un cane che facesse la guardia.

Inutile dire che tramite internet, trovammo scritto tutto e il contrario di tutto, ma questo non influì più di tanto sulle nostre idee, anche perché ne avevamo poche e confuse.

Andammo quindi a conoscere i cani da pastore che proponeva "Il Turkmeno", abbastanza certi di riscontrare quanto visto sul sito dell'allevamento, ma con tanti pensieri per la futura gestione, essendo noi poco esperti di cani in generale. Per cercare di fugare i nostri dubbi ci presentammo, infatti, con una serie di domande preparate per scritto, degne di un vero e proprio interrogatorio.

La visita all'allevamento confermò la buona impressione di quanto visto sul sito e anzi, diede ancora più certezza all'idea che con un cane del genere, sia la sicurezza che la protezione della nostra famiglia, sarebbero state tutelate.

Passammo quindi all'interrogatorio e dopo circa un'ora e mezza di domande incalzanti, Ezio ci disse: "Capisco i vostri dubbi, ma vedrete che se proverete con un soggetto di così grande equilibrio e farete come vi dirò io per la crescita del cane, tutti questi dubbi spariranno in poco tempo".

A quel punto guardammo ancora un paio di cuccioli che avevamo individuato tra i vari a disposizione, un maschio e una femmina e ci salutammo dicendo che ci saremmo presi del tempo per decidere.

Ripartimmo per casa, i dubbi per l'acquisto erano ormai rimasti solo due, il timore di non saper gestire il cane e il costo di un cucciolo di prima scelta caratteriale che era superiore a quanto avevamo messo a bilancio.

Il pomeriggio parlammo per un po' in famiglia e capimmo che i timori per la gestione li avremmo superati solo vivendoli, mentre per l'”investimento economico”, ci fidammo invece di quanto ci disse Ezio sul fatto che un cane rustico ed essenziale ha bisogno di poche cure veterinarie e necessita di un'alimentazione naturale che ha costi molto contenuti rispetto ai vari mangimi che oggi vengono utilizzati da tutti.

Comunque, il punto cardine di tutta la faccenda, era che volevamo toglierci da quello stato di paura che ci accompagnava ogni giorno, per cui la sera stessa, in pieno “orario di cena”, chiamammo Ezio che ci rispose con il boccone ancora in gola e gli comunicammo che avremmo preso il cucciolo.

Era sabato 4 agosto dello scorso anno, quando andammo a visitare l'allevamento e la domenica successiva, Ezio e famiglia ci portarono il nostro "Nur" un bellissimo cucciolo maschio di pastore dell'Asia centrale, bianco e nero.

Cominciò così la nostra avventura con il nuovo membro della famiglia. Eravamo un po' preoccupati che la sera si sarebbe messo a piangere per il distacco dai suoi fratelli e dal suo ambiente e invece, già dalla prima notte, trovò il suo posto e ci rimase senza piangere, dimostrando da subito un buon grado di indipendenza.

Dopo circa dieci giorni, il cucciolo cominciava a prendere territorialità, abbaiava senza problemi a tutto quello che non riteneva parte del suo branco e per noi, che non avevamo mai avuto una sentinella, fu più che sufficiente per non inserire più l'antifurto di sera ed un senso di maggior tranquillità e sicurezza, iniziò a diffondersi in famiglia (finalmente!).

Una cosa che ci disse Ezio fu che per far crescere bene il futuro guardiano, la cosa più importante era quella di dargli tanto affetto e coccole, senza farsi prendere dall’ansia di prestazioni, tutto il resto sarebbe arrivato a tempo debito.

I giorni passavano e il cucciolo cresceva sia di fisico che di tenacia nel fare la guardia.

Ora che sto scrivendo, Nur non ha ancora compiuto undici mesi, tuttavia abbiamo dovuto chiamare il fabbro per rinforzare tutta la recinzione perimetrale di casa nostra, infatti quando è impegnato nel lavoro di guardia sprigiona una potenza che ci lascia ogni volta stupiti e temiamo che la sola rete normale, possa cedere sotto i colpi del nostro “leone” (per noi ormai è diventato un vero e proprio leone).

Oltre al fatto fondamentale che il nostro cucciolo faccia già una guardia impeccabile, gli altri aspetti importanti per noi sono la gratitudine e la gioia nati in famiglia per il fatto di avere un cane come Nur.

Svolge il proprio dovere tutti i giorni in maniera sempre più efficace. E’ davvero ammirevole e anche commovente, vederlo in perlustrazione lungo la recinzione quando piove o quando ci sono temperature di diversi gradi sotto lo zero.

Poco importa se ora il nostro giardino, in origine tutto bello preciso, presenta le tracce dei camminamenti di Nur, sono i segni ben visibili a tutti che a casa nostra c'è un guardiano che fa la guardia, …e che guardia!

Altro motivo di gratitudine è il fatto del bassissimo costo di gestione del cane. Infatti il nostro cane si ciba in modo naturale, con carcasse di pollo crude, pane secco, un po’ di verdura che avanziamo e qualche pezzo di mela. La carne di pollo ce la da gratuitamente il nostro macellaio, mentre tutto il resto dell’alimentazione è frutto dei nostri avanzi.

Un giorno, per pura curiosità, sono entrato da un rivenditore di mangimi per animali e ho chiesto quanto costassero delle crocchette per cani come il nostro. Arrivato a casa, calcolatrice alla mano, ho fatto un po’ di calcoli e sono rimano stupito del risultato. Ho realizzato che in poco tempo, con quello che risparmiavamo in mangime, avremmo ripagato l’investimento economico per l’acquisto del cane. Presentai orgoglioso i risultati dei calcoli a mia moglie che d’impeto mi disse: ”Bene, abbiamo anche il cane a risparmio energetico!”

Da quel momento per noi Nur fu il nostro “guardiano di classe A+” che con poco, ci dimostra ogni giorno tutta la sua energia, impegno nel fare la guardia e l’attaccamento che ha per la nostra famiglia.

È bellissimo vederlo arrivare al cancello ad accoglierci quando torniamo a casa e noi siamo sicuri che se lui è tranquillo, non ci sono problemi in giro. Dimostra in tantissimi modi il suo affetto verso noi. La mattina non manca mai di passare a salutare quando alziamo le tapparelle e se qualcuno di noi è in cucina, lui è sempre fuori dalla finestra a rassicuraci con la sua presenza. Sinceramente non vediamo l’ora di poterci godere il nostro giardino nelle belle serate estive, sicuri di essere sempre tutelati da spiacevoli sorprese.

Con nostro figlio di quasi due anni ha un atteggiamento vigile molto rispettoso e questo per noi è motivo di grande tranquillità. Penso che con la crescita e la maturazione, i nostri due cuccioli diventeranno grandi amici.

Siamo molto felici anche per aver incontrato Ezio, una persona che ha mantenuto quello che ci aveva promesso, una qualità al giorno d’oggi molto rara. Infatti noi volevamo un cane che ci proteggesse e che fosse affidabile ed è quello che si è verificato. Tra l’altro, Nur è anche molto bello (non lo diciamo solo noi, ma anche tutti quelli che lo hanno visto).

Tantissima soddisfazione nasce in noi nel vedere come Nur sia totalmente dedito alla nostra protezione e fedele alla famiglia, valori e comportamenti di buon esempio per tutti, soprattutto per un papà e un marito come me che sta scrivendo”.

 

Ho rivisto NUR alcuni mesi fa, è diventato un esemplare maestoso, di costituzione robusta quanto agile nei movimenti, direi un perfetto equilibrio fra morfologia e funzionalità.

 

 

Oggi ha 2 anni e mezzo, ma per la sua mole è ancora un “giovane”, il suo istinto di guardiano dotato di forte carattere si fa già sentire ma il meglio deve ancora venire. I soggetti come NUR tardano molto a maturare e le massime prestazioni si manifestano solo dopo i 4/5 anni.

Fa già la guardia con grande dedizione e per essere cresciuto da solo fino ad oggi, senza una femmina, ha comunque maturato un grande stimolo di difendere il suo territorio.

 

 

Ma tutto questo è ormai diventato una normalità per i cani che crescono nel mio allevamento e, quando una famiglia mi richiede un soggetto di 1a scelta caratteriale, viene accontentata, poiché a “Il Turkmeno” si fa da sempre un grande studio sul carattere di ogni cucciolo prima di consegnarlo ai futuri proprietari. A fare accoppiare una femmina con un maschio non ci vuole particolare abilità, anzi, a volte i cani dei miei clienti riescono ad accoppiarsi senza che nessuno se ne accorga! La parte più difficile e che invece richiede esperienza pluridecennale, rimane sempre la stessa, ovvero quella di saper cogliere già nel cucciolo quando ha solo pochi mesi, la sua indole genetica, tanto da poter prevedere senza errori che tipo di guardiano diventerà in maturità.

 

L’eccezione è invece rappresentata dalla sensibilità dei miei cani da pastore che, quando crescono in una qualsiasi famiglia, anche senza esperienza cinofila, non se ne approfittano mai, anzi, riescono pian piano a “istruirla” su come fare per convivere al meglio con loro. L’importante è che il padrone li cresca da cani rispettando le poche regole fondamentali per il loro benessere psicofisico, che hanno ben poco da spartire con quanto predicato dalla cinofilia moderna.

 

 

Il cane da guardia non ha bisogno di nulla se non di essere lasciato in pace nel suo giardino a fare il suo mestiere di guardiano! Non è mai troppo importante cosa deve fare una famiglia per instaurare un buon rapporto con lui, bensì è fondamentale tutto quello che non deve fare! (Per non rompergli l’anima!)

Il cane da pastore nacque migliaia di anni fa per custodire autonomamente il suo gregge, ma nessuna pecora si sognò mai d’imporre troppe regole all’animale che la stava proteggendo, si limitò sempre a conviverci in armonia. Voi siete il suo gregge e, come dalle pecore, lui ricaverà da voi il cibo indispensabile alla sua sopravvivenza, quindi non preoccupatevi, vi proteggerà d’istinto, basterà che sia stato selezionato per quella mansione. Voi non dovrete far nulla di più che imparare a rispettarlo come animale.

 

Se voi invece siete dei personaggi super attivi e irrequieti che volete portare il cane a correre con voi, in camper nei week-end, al supermercato, al ristorante, al mare sotto l’ombrellone, che lo volete costringere a diventare amico di tutti e insegnargli ogni sorta di comando, il guardiano di pecore, è l’ultimo dei cani che dovete adottare. Vi odierà presto!

 

Se contrariamente siete una famiglia mite e tranquilla come quella di Stefano e vi serve un guardiano forte e coraggioso che vi possa proteggere dalle intrusioni, non preoccupatevi della vostra inesperienza cinofila, anzi, meno cose sbagliate vi sarete messi in testa e meglio sarà per costruire un buon rapporto con il vostro animale.

 

 

Ci penserà lui a farvi capire pian piano come conoscerlo meglio e se qualcosa non vi sarà chiaro, state tranquilli, ci saremo sempre noi della FICG - Federazione Italiana Cani da Guardia, al vostro fianco per guidarvi nel costruire il miglior rapporto con l’animale che vive nel vostro giardino.

 

Cliccare QUI per vedere il Filmato di NUR.

 

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