IL CANE PASTORE TURKMENO
sikurt - sicurezza abitativa anticrimine
 
04/11/2014 - UBER: ...un po' di riservatezza non guasta mai!



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Chissà che ore erano e che tempo faceva quel giorno di 36.000 anni fa, quando il primo lupo della terra decise di avvicinarsi a un accampamento di nomadi per mangiare i resti del loro cibo. Chissà dove si trovava quel posto, se il lupo era da solo o in compagnia di altri. Certo è che si mosse con grande cautela per il timore di essere catturato, lui era un selvatico e diffidava dell’uomo, un essere così strano, eretto su due gambe come l’orso quando si arrabbia e decide di attaccare, inoltre capace di maneggiare il fuoco: il più temibile dei nemici!

 

 

Lui non voleva diventare un amico dell’uomo, anzi, era stato rincorso molte volte per essere catturato, ucciso e forse mangiato. Non aveva necessità di allargare le sue conoscenze con un animale di una specie così diversa, gli bastavano i lupi, animali simili a lui e con i quali s’intendeva molto bene. Si avvicinò all’uomo solo perché si accorse che anche lui si cibava delle sue stesse prede ed era ancora più abile a catturarle, tant’è che avendone sempre in abbondanza, ne buttava alcune parti nei dintorni di dove sostava. Che schizzinoso era quell’animale che camminava su due gambe: si mangiava solo la parte più tenera, tutto il resto lo scartava! A prima vista gli sembrò una pacchia, una sorta di Eden, sarebbe bastato non allontanarsi troppo da lui per sopravvivere senza cacciare!

Che stupidi erano stati fino ad all'ora i suoi compagni più selvatici di lui, rimasti nella foresta; a causa della loro diffidenza, dovevano continuare a organizzarsi in branco, sottostare a una ferrea gerarchia, correre a perdifiato e rischiare la vita per cacciare quel po’ di cibo necessario a campare. Lui sì che invece era stato fortunato a incontrare l’uomo, che grande privilegio aveva avuto, d'ora in poi sarebbe vissuto senza faticare, il cibo era lì, bastava prenderlo: com’era bello godersi la vita!

 

 

Quella tipologia di lupi così meno predisposti alla caccia e poco diffidenti dell’uomo, non si sarebbero mai immaginati di dar vita ad una nuova specie animale che la Natura non aveva mai pensato di creare. L’uomo li avrebbe chiamati “cani” e sottomessi a ogni sua volontà.

 

Forse la logica di questa storia è che nella vita nulla può essere preteso senza la fatica necessaria per ottenerlo, oppure fu solo tutta una casualità, fatto sta che quei poveri lupi più deboli di altri, credendo di aver trovato il Paradiso, erano invece incappati nell'uomo: il più diabolico fra gli esseri viventi!

Da quel giorno, per il cane non ci fu mai pace: visse un’esistenza legato alla catena per avvertire il suo padrone del pericolo, dovette inseguire le prede senza poterle mangiare, trainò pesanti slitte correndo a perdifiato sulla neve, dovette condurre e custodire il bestiame ed occuparsi di mille altre mansioni, compresa quella di doversi adattare alle follie dell'uomo: tutto per un po’ di cibo che avrebbe ricevuto alla fine della giornata.

 

 

Quando sento dire che “il cane è il miglior amico dell’uomo”, oppure che quest'ultimo prova amore per gli animali, mi scappa un po’ da ridere! Fin dalle sue origini, li ha sempre uccisi e mangiati se risultavano saporiti al suo palato, se invece poco gustosi, ha sfruttati in ogni modo per trarne reddito o migliorare la qualità della sua vita, non sicuramente della loro: e il cane rappresenta l'esempio più lampante!

 

 

Privato della sua legittima libertà, lui da noi non pretende altro che un giardino, dove poter trascorrere al meglio la sua vita da recluso; una femmina, con cui accoppiarsi e un po’ di cibo, il più simile possibile a quello che lo indusse 36.000 anni fa ad avvicinarsi spontaneamente all’uomo. Tutto il resto è una semplice montatura che abbiamo architettato noi in questi ultimi 50anni, facendo finta di preoccuparci del suo benessere, ma è solo frutto della nostra ipocrisia: una caratteristica alla quale ci siamo ormai abituati.

 

Carlo è una persona molto riservata, non avete idea della fatica che ho fatto per convincerlo a essere ripreso mentre accarezzava i suoi cani. E’ molto contento di loro e quindi, un po’ per riconoscenza e un po’ per educazione, grazie anche al contributo della moglie, ha ceduto alla mia insistenza, ma avrebbero preferito di gran lunga non dover mai comparire sul mio sito.

 

Da sempre ho la fortuna di lavorare per una clientela di qualità e mi capita spesso di trovare resistenza quando chiedo di poter filmare il loro giardino, i famigliari con i cani, etc.: "Capisco benissimo la vostra reticenza e vi ringrazio molto per avermi comunque sempre concesso di poter svolgere al meglio il mio lavoro".

 

La riservatezza è una grande qualità per un proprietario di un cane da guardia; se infatti andate a cercare sul vocabolario quali sono i suoi sinonimi, troverete: discrezione, riguardo, circospezione, precauzione, cautela, prudenza, valutazione dei fatti. Nei contrari troverete invece: sfrontatezza e imprudenza.

 

Potrei dire che in queste poche parole sia contenuta la chiave del successo o del totale fallimento di chi adotta un mio cane da guardia.

 

 

Specialmente quando è appena arrivato nella sua nuova dimora, il cucciolo ama molto il proprietario che si rapporta usando discrezione, riguardo, precauzione, cautela e prudenza, perché lui discende dal lupo: un animale selvatico che adotta pressappoco le stesse modalità di approccio con i suoi simili. In quegli atteggiamenti di distacco, che la persona riservata manifesta ogni volta che si avvicina a qualcuno che non conosce, il cane trova molto conforto alle sue inevitabili titubanze iniziali. Non invadendo la sua privacy di animale, gli si offre il tempo necessario di conoscere e capire meglio la persona che lo ha appena adottato, lasciando a lui la scelta del momento migliore per offrire maggiore confidenza. Essere troppo espansivi con il cucciolo appena arrivato è un gravissimo errore, che spesso induce a spiacevoli reazioni durante la maturazione del cane; se invece gli si lascia il tempo dovuto per ambientarsi, senza riservargli troppe attenzioni, il cane nutrirà presto grande fiducia nel suo nuovo proprietario. Meno si è invadenti con il cane e più lui diventa presto affettuoso con il suo padrone. 

 

Il più grande errore che invece commettono molte famiglie, quando adottano un mio cucciolo, è quello di pretendere subito tutto da lui in poche ore dall’arrivo. Il cucciolo dovrebbe immediatamente: mangiare, bere, sporcare nel posto giusto, rispondere al richiamo, giocare con i bambini, conoscere gli altri componenti della famiglia, tutto come non ci fosse più tempo nei mesi a venire!

Mentre lui, poverino, non sa nemmeno dove si sta trovando e non capisce il perché sia stato allontanato dal suo VERO branco, con il quale era cresciuto e vissuto bene fino a qualche ora prima. Adesso, invece, è appena stato “catapultato” in una realtà completamente sconosciuta, magari dopo aver trascorso molte ore di viaggio rinchiuso in una gabbia.

 

Per una persona riservata, nulla è più fastidioso che trovare chi invade la sua sfera personale e per il cane, animale riservato per natura, vale la stessa regola.

 

 

UBER era nato da una madre del calibro di Karakell (figlia di Tejen x Annibal, nipote di Burka, Kimè e Timur), tutti pezzi da novanta nella storia dei guardiani, accoppiata con Kayman,

 

 

un cane che rimpiango ancora per il suo straordinario carattere. 

 

 

Da cucciolo, UBER era di una bellezza travolgente; la sicurezza con cui si muoveva nel cortile del mio allevamento e il modo in cui si lasciava condurre al guinzaglio, non lasciavano dubbi sulle sue qualità di futuro ottimo guardiano.

 

 

Quando incontrai per la prima volta coloro che sarebbero poi diventati i suoi proprietari, sperai tanto di poterglielo assegnare: avevo capito subito che sarebbero stati i padroni ideali per gestire uno dei miei cani. Lavorare per anni a contatto con gli animali, individui che non comunicano con la dialettica ma solo con il linguaggio corporeo, mi ha insegnato a non dar mai troppo peso a come si comportano i miei interlocutori che incontro per la prima volta: c'è chi parla troppo e chi troppo poco, ma io mi baso solo sul mio istinto che non mi tradisce quasi mai.

 

 

Infatti azzeccai pienamente le previsioni sui futuri proprietari di UBER! L'ho rivisto un paio di mesi fa e l’ho trovato in gran forma fisica, straordinariamente equilibrato, felice e fiero di difendere il suo grande giardino che divide con una giovane compagna, anch’essa di ottima genetica.

 

 

Carlo è un industriale nel settore del legno e abita con la moglie nella sua villa adiacente alla fabbrica, oggi UBER non è solo diventato il “responsabile della sicurezza” di quel giardino, ma sorveglia anche su chiunque entri o esca da quell’enorme cortile aziendale e lo fa in ogni istante della giornata.

 

 

Quando vado a testare il carattere dei cani adottati dai miei clienti, quando erano ancora cuccioli, mi accorgo immediatamente del loro stato di benessere.

 

E per benessere intendo innanzitutto quello psicologico, di cui nessuno oggi si vuole più occupare perché rende troppo poco economicamente e suscita sconvenienti riflessioni in molti operatori del settore cinofilo, veterinari compresi. Oggi, va invece di moda spendere capitali per ottenere l'ipotetico benessere fisico del cane, vista la grande pubblicità che viene fatta ovunque, perché con quello è più facile attingere denaro dai portafogli dei proprietari che a loro volta si mettono a posto la coscienza e si sentono tutti amanti degli animali! Tanto per capirci, è sempre più comune incontrare chi taglia le palle al suo cane, per evitare che urini sui muri o che copra la femmina quando va in calore, per poi preoccuparsi della lucidità del suo pelo!

 

 

La grinta che il cane da guardia mette nel difendere con orgoglio il territorio che sta custodendo, i suoi movimenti, le corse, i salti, gli scatti e molti altri atteggiamenti, parlano da soli ed equivalgono a un Check-up completo che faccio sull’animale ogni volta che lo affronto. Non esistono cani depressi o malati che possano offrire elevate performance nel loro lavoro di guardiani. Come noi, anche i cani, lavorano bene solo quando si sentono in ottime condizioni fisiche e mentali.

 

 

Pur essendo ancora molto giovane e quindi un po' immaturo, UBER mi ha sfidato senza alcun timore, nonostante la tipologia di quella recinzione non gli permettesse di esprimersi al meglio. (Il cane da guardia ha la necessità di poter vedere bene la persona estranea che si avvicina molto alla sua proprietà).

 

 

In ogni caso, UBER non mi ha mai concesso un attimo di tregua su qualsiasi attacco che abbia simulato in ogni angolo del giardino: è un cane molto forte di carattere quanto bello da vedere e, anche se per me l’estetica di un guardiano conta solo relativamente, mi sono compiaciuto nel costatare la sua eccellente morfologia ed eleganza dei movimenti.

 

Carlo è molto impegnato con il suo lavoro ed ha poco tempo per il suo cane, ma lo ama senza dubbi, pur non lasciandolo trasparire troppo: ma la foga di UBER nel difendere il territorio in cui vive, ne è la prova più lampante.

Per vivere felici, i miei cani da guardia non hanno mai bisogno di proprietari troppo espansivi che li vogliano abbracciare continuamente, accarezzare, portare a spasso, parlare tutto il giorno con loro. Anzi, quelli sono i padroni che più detestano!

 

 

UBER, invece, ha tutto quello di cui necessita: un giardino molto spazioso dove potersi muovere, una femmina con cui interagire e condividere l’interesse per la guardia (elementi fondamentali per far crescere sereno ed equilibrato un maschio di cane da pastore), del cibo semplice ma genuino e due padroni che non gli rompono l’anima.

 

 

Questa è la miglior vita per un cane da pastore che deve rinunciare al gregge per invecchiare al fianco della famiglia che protegge.

 

Guarda caso, tutti i proprietari che crescono i loro cani in questo modo, raccolgono sempre i migliori frutti e nei tempi più rapidi!

 

“Non dimenticatevi mai che il cane non capisce NULLA di cosa gli dite, quindi risparmiatevi di sgonfiarlo con i vostri monologhi, sappiate invece che vi osserva sempre, in ogni atteggiamento. Con gli animali, non è facile barare come si può fare con gli uomini, nessun discorso convincente può farci apparire migliori di come siamo. I cani ci sanno soppesare molto meglio di quanto noi immaginiamo e ci offrono il loro rispetto solo se ce lo meritiamo!”.

 

Cliccare QUI per vedere il Filmato di UBER.

 

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