IL CANE PASTORE TURKMENO
sikurt - sicurezza abitativa anticrimine
 
21/02/2015 - AFGHAN: …cercavo un cane e ho trovato un ''lupo''!



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Nonostante viviamo in un’era dove le persone, pur di far bella figura in pubblico, sono tutte pronte a schierarsi dalla parte del “benessere” animale, credo che mai come oggi la maggior parte dei proprietari di cani non sappia nemmeno di cosa si tratti. Chiunque di noi viva al fianco di un cane lo fa innanzitutto per trarne dei benefici personali, non certamente per favorire i suoi istinti primari, anzi, direi proprio che si sta facendo di tutto per confondere le idee su quali siano le sue reali necessità.

 

Capire cosa voglia il cane da noi è molto semplice, basterebbe saper rinunciare alle nostre ambizioni e riflettere un po' di più sulla sua natura di animale. E’ incredibile vedere come oggi molti animalisti si schierino dalla parte di chi vuole eliminare il fenomeno del randagismo e sterilizzare la specie, pur essendo il cane un animale nato innanzitutto per vivere allo stato brado e per riprodursi spontaneamente.

Migliaia di anni fa, quando alcuni lupi della foresta decisero di avvicinarsi alle carovane dell'uomo per sfamarsi con i suoi resti del pasto, diventando così i progenitori dei nostri cani domestici, lo fecero solo per sopravvivere, non sicuramente per iniziare quel processo di schiavizzazione che l’uomo ha tramato alle sue spalle da quando ha deciso di utilizzarlo per i propri scopi.

I cani che teniamo chiusi nei nostri giardini per ottenere quel servizio di guardia di cui tanto necessitiamo, non rimangono all’interno della nostra recinzione per loro scelta, bensì glielo imponiamo noi impedendogli di uscire e di vivere in libertà. Se quindi è vero che ci teniamo così tanto al loro benessere, la prima cosa che dovremmo fare è quella di adattarci alle loro naturali necessità e non volerli “educare” per soddisfare i nostri capricci!

In Natura, i cani vivrebbero in branco, quindi, i nostri che teniamo rinchiusi in giardino, dovrebbero almeno vivere in coppia. Per un cane, nulla è peggio che vivere da solo e completamente inutili sono le coccole fatte dal suo padrone per colmare la mancanza di altri conspecifici al suo fianco: sarebbe come proporre all’uomo interessato a trovare moglie, di comprarsi una coppia di cani! Spero sia chiaro che, come i cani non possono sostituirsi all'esigenza dell'uomo di costruirsi una famiglia, la stessa non potrà mai rappresentare una valida alternativa al branco di cani! Lo so che molti scrivono il contrario addirittura sui libri, a suo tempo lo pensai anch’io poiché lo sostenevano alcuni “esperti” cinofili, ma oggi sono invece sicuro che non esista idiozia più grande.

 

Sgridare il cane perché è scappato dal cancello lasciato aperto, è come prendersela con l’uomo perché vuole farsi una passeggiata in montagna o una breve vacanza al mare. Se l'essere umano prova spesso la necessità di ricongiungersi con la Natura, figuriamoci il cane che è un semplice animale senza altri interessi! 

Se è vero che amate i vostri cani, lasciateli innanzitutto vivere in pace, senza rompergli troppo l’anima con stupide ambizioni! Non dimenticatevi mai che il cane, fino a pochi anni fa, visse da randagio e prima ancora era un lupo: cambiare ogni sua abitudine maturata in millenni di storia, non è sicuramente il modo migliore per amarlo!

 

 

Dovessi dire che AFGHAN, l’unico vero cane aborigeno che possiedo, abbia finora soddisfatto le mie aspettative, sarebbe una grande falsità, nonostante mi sia costato parecchio, sia come investimento di denaro che come tempo necessario  per potermelo accaparrare. Scrissi già un articolo su di lui un anno fa, se vi interessa leggerlo CLICCATE QUI.

 

Io produco e seleziono principalmente cani da guardia e protezione famigliare: AFGHAN, per adesso, è assolutamente inferiore a qualsiasi altro soggetto della sua età che abbia posseduto fino a oggi. Non vi sono paragoni con Kör Gaplaň, cane da pastore dell’Asia centrale che ho appena importato, nonostante sia più giovane, le sue prestazioni nella guardia contro gli estranei sono mille volte superiori.

Mi occupo anche di inserire cani da guardiania presso i pastori che salgono in alpeggio, per proteggere le loro greggi dagli attacchi dei lupi: non appena ho cercato di introdurre AFGHAN, non ha esitato a uccidere e mangiarsi una pecora!

 

 

Avrei quindi molte ragioni per volere una diversa sistemazione per questo cane, escludendolo così dai miei riproduttori ma, in realtà, un po’ perché mi affascina come animale di antica genetica e un po’ perché l'ho ormai studiato in ogni suo particolare, credo proprio che invece vorrò utilizzarlo per alcuni accoppiamenti.

 

Le famiglie che si rivolgono a me per un cane da guardia mi chiedono sempre le stesse cose: spiccata efficacia nel suo ruolo di custode e massima affidabilità nei confronti di chi lo gestisce, specialmente dei bambini. Anche i pastori mirano a simili obiettivi: astuzia e determinazione contro i predatori, ma la massima affidabilità nei confronti del gregge.

 

 

I profani potrebbero pensare che, per ottenere questi risultati, sia sufficiente accoppiare maschi e femmine con tali qualità, continuando così la specie fino all'infinito. Nella realtà, però, questo non accade mai in maniera così semplice e scontata, anzi, per riprodurre in genetica alcune delle più importanti qualità del cane utile all'uomo, sono sempre necessari molti accorgimenti!

 

Un cane, per manifestarsi un buon guardiano, dev’essere sempre dotato di due spiccate caratteristiche in perfetto equilibrio fra loro: diffidenza e coraggio. Ecco perché i veri guardiani sono pochissimi e molto preziosi!! Il cane che si manifesta più diffidente che coraggioso, risulta un soggetto eccessivamente vigile ma poco predisposto a scontrarsi con l’intruso, come quello più coraggioso che diffidente, non si preoccupa mai troppo dell’estraneo che si avvicina alla sua proprietà e quindi non risulta così utile per la guardia.

 

Cos’è la diffidenza di un cane?

La reazione spontanea al suo istinto primario di autoconservazione.

Cos’è il suo coraggio?

Un’altra qualità indispensabile per soddisfare lo stesso istinto di autoconservazione.

 

Se è vero che un animale per sopravvivere allo stato brado, deve essere sufficientemente diffidente per stare alla larga da tutto quanto possa manifestarsi rischioso per la sua incolumità, è altrettanto necessario che abbia il giusto coraggio di attaccare le prede durante la caccia, oltre a quello per scontrarsi con altri conspecifici dello stesso sesso, durante il periodo della riproduzione.

 

Proviamo allora a riflettere sulla vita che conducono i cani da guardia rinchiusi nelle nostre recinzioni o peggio ancora nelle gabbie di un allevamento.

Che livello di diffidenza naturale possono sviluppare e trasmettere alla prole, visto che il cibo viene fornito da noi ogni giorno e non rischiano mai minimamente la loro incolumità per procurarselo? Che tipo di coraggio possono maturare, non dovendo mai cacciare per sopravvivere, né tanto meno scontrarsi con altri loro simili?

Lo stesso cane da guardia che seleziono io, per diffidente e coraggioso che possa manifestarsi alla recinzione, in pratica non ha mai occasione di scontrarsi con chi può mettere a repentaglio la sua incolumità, di conseguenza le attuali caratteristiche di diffidenza e coraggio, oggi presenti nella sua genetica, tenderanno inevitabilmente a snaturarsi nel tempo, con l'inevitabile produzione di una prole sempre meno dotata.

 

 

Questa è la dimostrazione più lampante che, pur accoppiando fra loro ottimi soggetti da guardia, a causa del tipo di vita che conducono in cattività, non potranno mantenere per troppo tempo le loro più pregiate attitudini. Cos'è ormai accaduto infatti alla maggior parte delle razze selezionate fino a oggi dall’uomo negli allevamenti: in loro cambia solo la morfologia, ma le caratteristiche di base rimangono sempre le stesse! Tant’è vero che, anche fra i cani da pastore dell’Asia centrale selezionati in allevamento per le esposizioni di bellezza e quelli che vivono in alpeggio al fianco dei pastori, non c’è più paragone fra i loro istinti primari! Molti di quei bestioni che si vedono oggi sui ring espositivi, sono ormai simili a qualsiasi altro molosso domestico e solo pochissimi dei loro figli potrebbero ancora adattarsi alla vita dei pascoli.

 

La stessa cosa vale per altri aspetti caratteriali di ogni cane, quali l’affidabilità nei confronti dei famigliari che tutti i proprietari prediligono su ogni altra caratteristica: più la razza è manipolata dalla selezione dell’uomo (diventando apparentemente più domestica) e meno riesce a offrire le qualità desiderate.

Potrei anche dimostrarvi perché il cane randagio è portatore in genetica di un livello di affidabilità col padrone molto superiore a quello che vive in appartamento coccolato dall'uomo, ma dovrei dilungarmi troppo!

 

 

Pur essendo un mediocre guardiano e non avendo alcuna caratteristica per risultare utile ai pastori, AFGHAN è un soggetto straordinario per molte delle sue doti naturali di autentico cane, discendente dai lupi e così voluto dalla Natura. Chissà chi furono gli antenati del padre che vissero un tempo in Afghanistan: certamente animali capaci di sopravvivere a ogni avversità! E quelli della madre che lavorarono nei pascoli turkmeni, ai confini dell’Iran? Se riuscirono a riprodursi in quell'ambiente, fu solo perché risultarono i migliori!

 

Non vi nascondo che ho provato spesso delusione per AFGHAN, così poco affine ai miei scopi di allevatore dedito a produrre cani da guardia e da pecore, ma poi, studiandolo meglio nel suo comportamento di autentico discendente del lupo, mi sono accorto di quanto sarà utile il suo apporto genetico per la mia selezione. AFGHAN possiede alcune doti naturali che mi hanno veramente stupito: grande equilibrio e spirito di adattamento, estrema sicurezza di sé, impareggiabile capacità di sopravvivenza, incredibile reattività e superba efficienza contro qualsiasi nemico.

 

 

Non ho mai posseduto un cane così affettuoso e riconoscente nei confronti di chi gli somministra il pasto quotidiano. AFGHAN si rapporta con tutti i miei famigliari con un rispetto esemplare e unica accondiscendenza. La scorsa estate ero costretto a chiuderlo di notte, in quanto il suo istinto di giovane animale lo induceva ad abbaiare a lungo contro tutti i caprioli, cinghiali, lepri, volpi, tassi e altri che si avvicinavano di notte alla sua recinzione. Dopo solo un mese che lo chiudevo in un box, lui si era già adattato e vi entrava di sua spontanea volontà, si coricava nella cuccia e dormiva tranquillo, senza dimostrare il minimo stress. Da alcuni mesi non abbaia più e io lo lascio tutta la notte fuori, perché si dimostra ormai indifferente a qualsiasi animale.

 

L’autunno scorso, avendo subito in alpeggio alcuni attacchi dei lupi, ho proposto al mio amico pastore Graziano di provare a inserire AFGHAN con altri miei cani da guardiania. Sarebbe stato meraviglioso vederlo capeggiare in quel branco di giovani soggetti e, nessuno come lui, se la sarebbe saputa cavare in qualsiasi occasione. Era anche il più maturo di tutti e quindi l’avrebbero presto riconosciuto come il loro capobranco. Eravamo tutti entusiasti di questa decisione: io avrei avuto la possibilità di vederlo correre nei pascoli e probabilmente il mio amico pastore avrebbe risolto definitivamente il problema delle predazioni. Fare però troppi progetti con gli animali, è sempre una colossale ingenuità!

 

 

Appena inserimmo AFGHAN nel gregge, si dimostrò molto pacato, come il suo solito, nessun apparente istinto di predazione, non rincorreva né pecore né agnelli, sembrava addirittura che fosse sempre vissuto con loro. Il primo giorno andò tutto bene, tranne alcune scaramucce con gli altri cani che volevano allontanarlo dal gregge (senza riuscirci), fino a quando arrivò il tramonto del secondo giorno e lui, probabilmente più affamato del solito per il maggior dispendio di energie, si scelse una pecora e, dopo averla uccisa con estrema rapidità, iniziò a mangiarsela, come avrebbe fatto un qualsiasi un lupo solitario.

 

 

Il branco di giovani cani da guardiania, fece il possibile per evitare l’incidente ma, specialmente BALAN, un maschio bianco dotato di grande carattere, ne riportò dallo scontro conseguenze non indifferenti, senza che AFGHAN si fosse invece scomposto più di tanto. Graziano, ormai "innamorato" di AFGHAN, voleva addirittura rifiutare il mio risarcimento del danno e, con un po' di amarezza, mi disse: “Mi dispiace molto che non sia portato per vivere con il gregge, perché un cane così potente non l’avevo mai visto in tutta la mia vita!”.

 

Il primo giorno che noi inserimmo AFGHAN con le pecore, volli filmare quello che sarebbe avvenuto fra lui e il branco di cani. In fondo all'articolo vi ho allegato un video per farvi vedere i loro rituali e lo straordinario equilibrio di questo cane aborigeno nato per essere un capo. Vedrete anche la sua dominanza e la rapidità d’azione quando decide di reagire, senza però mai infierire troppo contro chi si è appena sottomesso.

 

Quando portai AFGHAN vicino al gregge, Florin, il pecoraio rumeno di Graziano, che aveva visto spesso la reazione del branco con altri cani che in passato si erano avvicinati al gregge, mi disse: "Fai attenzione che questi lo uccideranno!" E io risposi: "No, vedrai che non avverrà nulla di tutto questo!".  I cani ringhiarono a lungo, ma nessuno ebbe il coraggio di attaccare il nuovo arrivato, anzi, due giorni dopo, Florin dovette faticare molto per sottrarre BALAN dallo scontro che era nato fra i due in contesa della pecora morta, ormai diventata cibo per entrambi. Non appena salii in montagna, Florin mi venne in contro esclamando stupefatto: “Se non c’ero io, questa volta BALAN non si salvava! Adesso ho capito come fanno i lupi quando uccidono i cani che portiamo in alpeggio! Questo è un lupo, non un cane!”.

 

 

Io presi molto seriamente l'affermazione di Florin, esperto pastore cresciuto nelle foreste della Moldavia, dove di lupi ce ne sono a centinaia. Poi mi voltai per guardare AFGHAN e vidi che lui se ne stava sdraiato sull’erba come nulla fosse accaduto, calmo e serafico come sempre, pronto a trovare una rapida soluzione a qualsiasi altro problema che gli si fosse presentato! Quanto era appena successo, per lui era tutto normale: non si dimostrava né scosso, né tanto meno eccitato.

 

 

Forse Florin aveva ragione: è assolutamente possibile che un recente antenato di AFGHAN fosse un lupo, nei pascoli del continente medio-asiatico accade spesso anche questo!

 

CLICCARE QUI per vedere il Filmato di AFGHAN.

 

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