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IL TURKMENO - www.pastoredellasiacentrale.it - 349 33 35 668
Chiedo scusa ai lettori per la mia assenza di circa un mese, ma ero intento alla redazione del mio nuovo libro: “Il cane da guardiania Anti Lupo”.
Un testo di circa 300 pagine che spero si dimostrerà utile ai pastori e malgari che hanno la necessità di proteggere con i cani il loro bestiame dai predatori (ovviamente soggetti con caratteristiche molto diverse da quelle da guardia della proprietà), così come spero si riveli interessante per gli appassionati cinofili che vorranno approfondire la conoscenza su questo antico cane da lavoro. Il libro sarà disponibile entro il 15 Maggio 2016 e presentato in anteprima allo Stage di Barberino sul Mugello (FI).

Quando nel “lontano” 1966 i genitori di Nino Lo Raso lasciarono Ribera, una piccola cittadina nella provincia di Agrigento, per raggiungere Londra, non lo fecero per iscrivere i figli al college, né tanto meno per andare a visitare Buckingham Palace o fare una passeggiata sul Tower Bridge, bensì per trovare un lavoro che gli permettesse di sopravvivere. In quelle valige di cartone da emigranti c’erano solo dei vestiti, un po’ di provviste di cibo siciliano e tanta speranza di potercela fare. Furono anni duri per chi lasciò il paese e si recò in Inghilterra in cerca di fortuna, così come lo fu per Nino dover iniziare la 1a elementare senza capire nulla di quello che dicevano i suoi compagni, patendo l’emarginazione sociale di chi allora era straniero in Inghilterra e figlio di povera gente.
Fortunatamente, oggi sono molti gli italiani che si sono saputi riscattare all’estero dopo lunghi anni di tribolazione e Nino è uno di questi. Grazie al suo spirito imprenditoriale, ha saputo costruirsi una buona posizione economica: iniziando come parrucchiere per poi diventare ristoratore e titolare di altre varie attività, Nino è uno di quei siciliani che ce l’ha fatta a vivere bene in territorio straniero. A quel punto, si presentò anche per lui il momento di acquistare la casa dei sogni, ovvero una grande villa con tanto terreno circostante dove poter vivere fra cani, cavalli e altri animali per i quali aveva sempre nutrito una grande passione, fin da bambino.
Quando trovò un casa immersa nel verde, come voleva lui, dove avrebbe potuto esaudire ogni suo desiderio, colui che ne curava la vendita disse: “Si tratta di un’ottima soluzione abitativa ad un prezzo non molto elevato poiché ha il problema di essere molto vicina ad un grande accampamento di nomadi, il suo ex proprietario la sta vendendo poiché spesso subisce delle intrusioni”.
La prima cosa che Nino pensò fu: “Per questo non ci sono problemi, metterò nel mio giardino qualche Cane Corso che porterò dalla mia Sicilia e saranno loro a tenere fuori gli ospiti indesiderati!”. E fu così che in poco tempo firmò il contratto per diventare il proprietario di quella che oggi è la sua attuale residenza composta da più fabbricati immersi in molti ettari di prato inglese.
Quando alcuni anni fa ebbi modo di conoscere Nino, possedeva un maschio di cane corso di nome “Kapo” e alcune femmine che lo coadiuvavano nella guardia della sua proprietà. Venne prima in Italia a vedere i miei cani, s’innamorò a prima vista del loro carattere, scelse due cuccioli e poi volle che mi recassi al più presto a Londra per testare le capacità del suo maschio, quello che era a capo del servizio di sicurezza della sua grande proprietà. Era il tempo in cui l’Inghilterra imponeva ancora la “quarantena” di sei mesi a tutti i cani che oltrepassavano la Manica, restrizione fortunatamente annullata in seguito con l’adeguamento alle norme europee che oggi prevedono solamente la vaccinazione contro la rabbia ed un tempo d’attesa di circa un mese.
Il nostro inizio fu subito “burrascoso” poiché, non appena scelti due ottimi giovani soggetti che a nove mesi sarebbero partiti per l’UK, un cliente mi cedette alcuni dei suoi cuccioli apparentemente sani, invece affetti da parvovirosi che, non solo mi morirono in pochi giorni, ma decimarono il mio allevamento. Furono giorni e notti di un inverno che non potrò mia più dimenticare, trascorsi a curare senza risultati varie cucciolate che in meno di una settimana dovemmo sotterrare. Un danno indescrivibile!
Il maschio che avevo scelto per Nino fu uno dei primi a soccombere, mentre la femmina (oggi la mia Karakell) riuscì a sopravvivere, ma io decisi di non cederla né abbinarla ad altri cuccioli che stavo crescendo in altra sede.
Fu così che dovetti cambiare la coppia di guardiani destinati a Nino, scegliendo per lui un ottimo maschio ed una femmina molto diffidente ma non altrettanto coraggiosa. Purtroppo oggi il maschio è già morto a causa di un incidente, mentre la femmina di nome Inca è già stata la madre di varie cucciolate e sarà destinata a passare alla storia come la prima fattrice di pastore dell’Asia centrale da guardia arrivata in Inghilterra.
Quando mi trovai di fronte a Kapo, il Cane Corso che proteggeva la proprietà di Nino, mi accorsi subito che, da dietro il cancello, abbaiava prepotentemente, nutrendo però la speranza che l’estraneo non dovesse entrare, tant’è che misi il mio braccio attraverso le sbarre del cancello e, come avevo previsto, invece di morderlo, il cane indietreggiò. Non fu sicuramente facile per me riferire a Nino quello che pensavo del suo cane, dato che per lui non si trattava semplicemente di una questione di razza, ma il Cane Corso rappresentava per lui un pezzo di quella Sicilia che si era portato a Londra per sentirsi più a casa, tant’è che continua tutt'oggi ad allevarla preferendola emotivamente di gran lunga al cane da pastore dell’Asia centrale che invece detiene per la sola necessità di sentirsi più protetto.

ZAGOR nacque dall’ultimo accoppiamento che feci fra Burka e Annibal e, fin dai primi mesi, si dimostrò un grande guardiano.
Nino non si accontentò della prima coppia di cani presi nel mio allevamento ma ne volle ben presto adottare altri e fu così che, in una delle tante occasioni in cui venne da Londra per seguire i miei corsi sul cane da guardia, si caricò ZAGOR sull’auto in compagnia di una femminuccia e lo portò in Inghilterra.

Pur essendo un fratello di Skorpion, ZAGOR non ebbe la sua stessa precocità di maturazione, direi che invece ebbe un’evoluzione più simile a quella di Masai, un altro maschio nato dagli stessi genitori ma in una delle cucciolate precedenti.

ZAGOR dimostrò comunque in poco tempo la sua attitudine nel sorvegliare il territorio ma presentò anche il problema di essere troppo dominante sulla femmina con cui stava crescendo, tanto da inibirla in ogni movimento.
Nel frattempo Nino iniziò a diffondere in Inghilterra i cuccioli nati dai suoi primi cani da guardia, Turkmen e Inca, che aveva importato dal mio allevamento e trovò fra i suoi primi clienti un greco che possedeva già vari soggetti di pastore dell’Anatolia (Kangal) messi a fare la guardia nella sua proprietà. A lui fu destinata una cucciola di colore beige che fu messa fin da piccola insieme agli altri cani.
Passarono un paio d’anni e Nino mi chiese di andare a testare sia ZAGOR che quella sua femminuccia cresciuta nel branco di Kangal, visto che il suo proprietario non si dimostrava troppo soddisfatto.

Il signore greco preferiva di gran lunga i suoi cani che provenivano dall'Anatolia, poiché molto più grandi di statura e meno reattivi; lui sostiene ancora oggi che, in caso di “reale” necessità, quei “bestioni” riuscirebbero a proteggerlo, nonostante continuino ad accettare in casa qualsiasi estraneo senza dare il minimo segno di insofferenza, spesso la gente vive di sogni ed io lascio sognare questo simpatico sognare per volontà di Nino che vuole conservare buoni rapporti di amicizia.

Non appena mi avvicinai al recinto, non solo la femmina si scagliò sulla rete in difesa del suo territorio, ma lasciò impietriti i suoi “compagnoni” di branco che invece iniziarono ad abbaiare con tono cavernoso, rimanendo però arretrati ben essendo più anziani di lei. Quando salimmo in auto, io dissi a Nino: “Cerca di riprenderti presto quella femmina, è un grande cane! Non solo fa già la guardia come una cagna adulta e potrebbe segnare il futuro dei cani da guardia in Inghilterra, ma credo anche che meni spesso alcuni di quei cani con cui vive! Come lei ha reagito, nessuno di loro, pur essendo più vecchi ha avuto il coraggio di dominarla”. E non mi sbagliavo.

Oggi, quella femmina si chiama BLUE ed è ritornata a vivere a casa di Nino. Non solo si manifesta una grande guardiana, così come potrete constatare nel filmato che vi ho allegato, ma non credo di averne mai incontrate altre così capaci di tenere testa ai maschi con i quali convivono.

Vi posso assicurare che ZAGOR è un cane così dominante da risultare quasi problematico da abbinare ad altre femmine, ma con BLUE non sarebbe sopravvissuto a lungo: mai vista una simile guerriera e oggi capisco perché “il greco” la volle separare dai suoi Kangal!

Nino li ha dovuti separare e formare altre coppie poiché ZAGOR, non cedendo al suo forte istinto di volerla dominare a tutti i costi, continuava a riportare enormi ferite inflitte da quella “tigre” che è BLUE nei ripetuti scontri che avvenivano ogni giorno. Nel filmato noterete come gran parte del mantello di ZAGOR sia tumefatto, anche se lui non si lamenta provenendo da un'autentica dinastia di cani da lupi.

Qui entra in gioco la meraviglia della Natura e quanto valga la pena di trascorrere le giornate studiando le dinamiche e i ruoli di branco che regolano il rapporto fra i cani.

Oggi BLUE vive in un'altra recinzione, che Nino dispone nella sua proprietà, con un soggetto molto meno potente di ZAGOR, ma capace di esercitare quella leadership di branco che BLUE, in qualità di animale, stava cercando per sentirsi realizzata: fino ad oggi non hanno mai litigato una sola volta e BLUE vive sottomessa con entusiasmo a questo giovane maschio.

In egual modo, anche a ZAGOR siamo riusciti a trovare la compagna ideale: si tratta di KIVA, un’ottima guardiana che sa però rispettare l’autorità del suo maschio e lo asseconda in ogni azione di guardia senza mai scontrarsi, tanto da renderlo sempre più efficace nella sua mansione di sorvegliante.

I cani sono una specie animale molto appassionante ma altrettanto difficile da interpretare. Capire il carattere di un cucciolo (di una qualsiasi razza compresa questa che allevo da anni) e avanzare delle previsioni su come potrebbe diventare da grande, non è certamente cosa da tutti, ma poter anche intuire quale dovrebbe essere il suo migliore compagno di branco per una futura pacifica convivenza, è uno studio che porto avanti da tempo nonostante la Natura non abbia intenzione di svelare così facilmente certi “misteri"..

Ecco perché mi viene da sorridere quando penso a chi, volendo adottare un buon cane da guardia affidabile con la famiglia (specialmente con i bambini), cerca il cucciolo fra le inserzioni gratuite di internet volendo spendere il meno possibile e pensando che basti trovare la "razza giusta" per risolvere il problema della sicurezza, senza aver bisogno di un esperto per sceglierlo e dal quale imparare come allevarlo!
Inutile dire che a casa di Nino, non ci sono mai state intrusioni indesiderate da parte di nomadi che s’intromettevano nella sua proprietà non se ne sono mai visti e che sia ZAGOR che BLUE hanno instaurato un ottimo rapporto con i loro proprietari, come d’altronde tutti i cani che seleziono ormai da anni.
Cliccare QUI per vedere il filmato di ZAGOR.
Cliccare QUI per vedere il filmato di BLUE.
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