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Nel mondo esistono “uomini” e “ometti”, così come “cani” e “cagnucoli”, questo però non dipende mai dalla loro stazza, bensì dallo spirito con il quale sanno affrontare le difficoltà che la vita gli presenta e il coraggio che dimostrano nel difendere ciò che gli appartiene.

Quando Nicola arrivò a Torino parecchi anni fa, con la sua bella “valigia di cartone”, era uno dei tanti ragazzi pugliesi che lasciava la sua amata terra in cerca di un futuro migliore (che ha fortunatamente trovato), pur dovendo lavorare sodo: oggi ha una bella famiglia composta da moglie e due bambine, una casa di proprietà e un’intensa attività lavorativa che talvolta lo impegna 7 giorni su 7.

Il rustico che acquistò alcuni anni fa, oggi elegantemente ristrutturato, si trova in una delle tante cittadine della periferia torinese, una zona tranquilla ma abbastanza isolata, tanto da stuzzicare spesso la tentazione dei ladri, pericolo a cui le famiglie italiane sono esposte ormai da anni e dal quale non è così facile proteggersi, nonostante la tecnologia elettronica continui a proporre ogni sorta di apparenti soluzioni. A Nicola, piace inoltre tutto ciò che è innovativo, tanto da non esitare a munire la sua abitazione sia di allarme che di una telecamera super sofisticata.
Gli piacevano però anche i cani e quindi, dopo essersi documentato su internet come fanno in molti oggi, decise di adottare un bel cane da pastore dell’Asia centrale. Il “falso mito” che il pastore dell’Asia centrale sia comunque e sempre un buon cane da guardia e che quindi basti adottare un qualsiasi soggetto per custodire una casa e proteggere la famiglia, probabilmente a suo tempo “travolse” anche Nicola che, dando ascolto ad un suo amico, adottò un bel “bestione” di due anni. Questi si manifestò docile e mansueto fin dai primi minuti con i nuovi proprietari mai visti prima, ma tutti pensavano che, nel momento del bisogno, si sarebbe trasformato in quel gran guardiano che gli appassionati della razza continuano a raccontare da sempre.
A causa della voluta disinformazione diffusa in Italia su certe razze meno conosciute al pubblico, il cane da pastore dell’Asia centrale è una di quelle che, pur avendo caratteristiche molto superiori ad altre ben più famose, subisce spesso un’assurda discriminazione che non merita, essendo proprio uno dei cani più affidabili che esistano con i famigliari che lo ospitano (questo innanzitutto per la severa, per non dire spietata, selezione che fecero i pastori nelle sue terre d’origine: nessun cane aggressivo con il padrone avrebbe mai potuto sopravvivere all’interno di un popolo interamente islamico).

Molti continuano invece a sostenere che sia sì un cane molto efficiente per la guardia della casa, ma anche il più pericoloso da adottare per il suo carattere forte e dominante, considerazioni assolutamente false in entrambe casi: molti cani da pastore dell’Asia centrale, essendo semplici cani da gregge, non faranno mai una buona guardia contro le persone estranee (il cane da gregge non deve mai manifestarsi pericoloso con i turisti che passano vicino al gregge - basti osservare i soggetti che io affido ai pastori per proteggere le greggi dagli attacchi dei lupi), così come quelli che invece hanno l’istinto per la guardia - se ben cresciuti - mantengono un’affidabilità anche con i bambini di gran lunga superiore a molte altre razze da compagnia! Il problema rimane sempre e soprattutto quello di saper scegliere nella cucciolata il soggetto più idoneo al lavoro al quale lo si vuole destinare, cosa che può fare solo un esperto allevatore dopo una vita trascorsa con i cani. Spesso un cucciolo si manifesta idoneo solo per lavorare col gregge e non per custodire la famiglia dalle intrusioni, mentre uno dei suoi fratelli (della stessa cucciolata) potrà venire utilizzato solo per la guardia e ben rinchiuso in una recinzione, vista l’aggressività che manifesta contro chi non conosce.
Fatto sta che un giorno, Nicola e la sua famiglia si trovavano fuori casa e i ladri entrarono nella loro proprietà come nulla fosse, nonostante nel giardino montasse di “guardia” il loro bel pastore dell’Asia centrale, almeno 80 cm al garrese per 70 Kg. di peso, che avrebbe dovuto trasformarsi in quel “Nembo Kid” tanto sperato!
Dopo il furto, ci fu subito sgomento da parte di tutti, anche perché Nicola è spesso in trasferta per lavoro e la sua famiglia rimane a casa in balia di chi potrebbe introdurvisi. Inutile dire che la nuova delinquenza non teme affatto le sirene degli antifurti e ben poco il rischio di essere ripresi dalle telecamere: sarà l’effetto degli stupefacenti che si dice prendano prima di agire, la disperazione o la consapevolezza di pene molto limitate in caso di cattura, ma quando decidono di entrare lo fanno ormai con la massima disinvoltura e senza badare troppo ai tanti congegni che le famiglie occidentali amano installare nelle loro abitazioni. Nel suo caso inoltre, manco un “cane da guardia” appartenente addirittura alla temuta razza dei Pastori dell’Asia centrale, aveva funzionato.
Per oltre sei mesi, Nicola provò tutte le soluzioni che gli proposero i vari esperti (addestratori, educatori cinofili, comportamentalisti, etc.) per migliorare il suo cane da “non guardia”, visto che i ladri erano appena entrati come nulla fosse!

Fin quando poi, consigliato da un amico comune, partecipò ad un mio Corso Base sul Cane da Guardia, per capire cos’è (e cosa non è) un cane da protezione familiare e in quell’occasione avemmo modo di conoscerci.
Essendo molto simpatico, anche per il suo modo di fare molto simile a quello di Checco Zalone, Nicola cercava di sdrammatizzare in ogni modo l’accaduto, ma io mi accorsi subito del suo forte disagio dovendo vivere senza poter dare una reale protezione alla sua famiglia ogni volta che si doveva assentare da casa per lavoro, tant’è che fui io a proporgli: “Appena posso vengo a testare il tuo cane e vediamo come si comporta”.
Era una domenica mattina, io passai da lui prima di raggiungere degli amici di Torino per un pranzo. C’era con me mia moglie e, come concordato, mi recai a fare “il ladro” a casa di Nicola. Ero ancora a più di 50 metri dalla recinzione e già mi accorsi di quanto poco guardiano fosse quel pastore dell’Asia centrale che mi stava scrutando. Chiamai Nicola al cellulare e gli chiesi di farmi scattare l’apertura del suo portoncino d’ingresso e lui replicò subito con il suo inconfondibile accento barese: “O guagliò, mi raccomando, fai attenzione!”.
Il cane, avendomi visto arrivare, dall’alto della sua mole, emise un abbaio baritonale. Io non esitai (avevo già capito chi era il mio avversario!), aprii il cancello ed entrai con decisione. L’animalone ebbe un momento di esitazione e poi, vedendo la mia determinazione nel dirigermi contro di lui, iniziò prima ad indietreggiare e poi a scappare. Dopo pochi istanti, la situazione era che io (“il ladro”) lo rincorrevo attorno ad un tavolo da giardino, mentre lui (“il guardiano”) scappava a gambe levate. Tutto avveniva mentre Nicola ci stava scrutando dalla sua sofisticata telecamera.
Non posso dimenticare la faccia di Nicola quando poi scese per salutarmi né il messaggio che mi inviò al cellulare poche ore dopo, con scritto: “In pochi secondi, mi hai fatto crollare il mondo. Cosa possiamo fare?”.

Mi era appena nata una cucciolata di Neera x Leone, non sapevo cosa ne sarebbe uscito, ma promisi a Nicola che, qualora ci fosse un soggetto idoneo alle sue esigenze, ci saremmo risentiti. Nel frattempo Nicola decise di riportare al suo precedente proprietario il cane da guardia ceduto, poiché non idoneo a svolgere la mansione per la quale lo aveva adottato, mentre DAGON, uno dei cuccioli che stava crescendo con i fratelli, dimostrava già tutte le caratteristiche essenziali per saper proteggere a dovere una famiglia dalle intrusioni.

A questo punto desidero riportare la testimonianza diretta della moglie Ernestina che, come tutte le mamme, era la più titubante ad adottare una coppia di miei VERI guardiani:
“Quando ci siamo trovati di fronte alla necessità di introdurre un cane da guardia nella nostra proprietà, in quanto abitazione singola confinante su tre lati con aperta campagna, ci siamo affidati a consigli di amici che già possedevano un cane ed abbiamo letto un po’ di informazioni sui vari siti esistenti. Tutto ci portava a scegliere il nostro futuro cane sulla base della razza di appartenenza – pastore tedesco, maremmano-abruzzese, dell’Asia Centrale – e così ci siamo orientati su quella che sembrava essere la più adatta a svolgere il lavoro di guardia ma contemporaneamente la più affidabile con i bambini, dato che abbiamo due figlie di 4 e 8 anni.
Un amico ci regalò così un pastore dell’Asia centrale di due anni, che purtroppo non aveva alcuna attitudine a fare la guardia, per cui intraprendemmo il cammino degli addestramenti – al cane e a noi – senza alcun risultato: sei mesi dopo subimmo un furto.

Fu mio marito il primo a contattare e conoscere il sig. Ezio Romano, partecipando ad uno dei suoi stage e in un secondo tempo coinvolse anche me, convincendomi ad “aprire gli occhi” e a frequentare uno stage a Peveragno. Accettai. Appena arrivata sul posto, mi accolsero gli abbai e i ringhi dei cani che il Sig. Romano alleva, erano veramente accaniti ed io a dir poco spaventata. Il mio primo pensiero fu che cani di quel genere, con quella indole e quel temperamento non fossero assolutamente adatti a noi, così inesperti e soprattutto con bambini piccoli.
Pensavo che la stessa aggressività che mostravano all’estraneo si potesse manifestare sempre, anche con noi famigliari e mi immaginavo già che le mie bambine non sarebbero più state libere di giocare in cortile e io stessa di circolare liberamente in casa mia.
Allora non sapevo ancora nulla di cani da guardia VERI (intendo dire con un innato istinto per la guardia, non costruito), mi sembrava tutto così difficile dato che già per il mio cucciolone precedente – molto più docile – avevo speso tanto tempo, denaro ed energie in addestramento senza ottenere alcun risultato.
Mi sembrava impossibile che bastassero le poche, semplici e soprattutto naturali linee guida elencate in modo così semplice dal sig. Romano, ero convinta che fossero necessari comportamenti e provvedimenti molto impegnativi.

Non sapevo tante cose allora, le ho imparate tutte con il mio Dagon e seguendo i consigli del sig. Romano.
Era “tosto” già appena arrivato a casa, giorno dopo giorno cresceva il suo istinto di difesa della proprietà, ma tanto era aggressivo con l’estraneo, quanto affidabile con noi e le nostre figlie (all’epoca di 2 e 6 anni).
Affidabile significa che fa il custode della nostra proprietà e di tutti noi che ci siamo dentro nel migliore dei modi, proteggendoci e mostrando nei nostri confronti devozione e rispetto.

Noi siamo SOLO riusciti ad ottenere la sua fiducia cercando di soddisfare sempre, senza tradirlo mai, i suoi due istinti primari: gli forniamo il cibo necessario alla sua sopravvivenza e gli abbiamo affiancato una femmina, la nostra Diana.
Anche in questo caso, per quanto sembri impossibile crederlo, avere due cani invece che uno per noi ha significato dimezzare l’impegno e per loro una grande soddisfazione”.

Chi è DAGON oggi, lo vedrete nel filmato (non è il caso che mi dilunghi): un grandissimo cane da guardia come (a soli 2 anni e mezzo di età) se ne vedono ben pochi anche fra quelli che io seleziono!
Non appena l’altro giorno me lo sono trovato di fronte, al fianco della sua compagna, ottima guardiana anche lei, ma che non osa più di tanto vicino al suo “leone”, ho pensato: “Il carattere dei veri cani da guardia è come l’acqua che scende dalla montagna!”.
Non è mai possibile fermare l’acqua, reprimerla o peggio ancora volerla far risalire alla sorgente, lei scende naturalmente verso valle e spazza via con forza inaudita ogni cosa che le ostruisca il passaggio. Si può cercare di arrestarla per un tempo limitato costruendo una diga, ma poi si è obbligati ad aprire i serragli e lasciarla andare verso il mare. Questa è la forza della Natura alla quale l’uomo non può nemmeno immaginare di opporsi! Se però questa “forza” si sa come incanalarla, si possono ottenerne i migliori benefici, poiché l’acqua, cosi tanto potente, pericolosa e temuta in certe situazioni, è anche un’indispensabile fonte di vita e ricchezza per l’essere umano che impara a rispettarla.

E i benefici che si possono ottenere possedendo un cane da guardia come DAGON, ben coadiuvato dalla sua compagna, li capirete facilmente guardando il filmato che vi ho allegato: notate la spontanea serenità con la quale le due bimbe di Ernestina e Nicola si rapportano con i loro due “angeli custodi”, veri leoni però con chi volesse far loro del male!
CLICCARE QUI per vedere il Filmato di DAGON
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