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La cinofilia che abbiamo visto evolversi in questi ultimi decenni, è stata promossa specialmente da chi aveva grandi interessi nel creare fiumane di proprietari di cani sempre più disinformati, o meglio, informati solo su come poter diventare “buoni” consumatori. Al cinofilo esperto, infatti, è più difficile vendere le continue novità che propone il mercato, utili o inutili che siano, mentre “rifilare” qualsiasi cosa al profano, purché sia di moda in quel momento, è la cosa più facile del mondo.
Immaginate per esempio quanti quanti miliardi di euro e dollari non sarebbero mai stati spesi dall’uomo per nutrire i propri cani e quanto denaro in meno sarebbe entrato nelle casse delle multinazionali che producono mangimi, se la gente non avesse creduto alla “colossale bugia” moderna che le crocchette erano molto meglio degli avanzi di cucina.

Bastò invece un po’ di pubblicità ben studiata sui media, coinvolgendo nel business gli intraprendenti veterinari, per dar vita all’attuale rincorsa, sempre più sfrenata, al cibo ideale per il cane domestico. A nessuno importò sapere che per decine di millenni il cane si evolse in Natura rovistando nei rifiuti, invecchiando sano fino ad età avanzata. Pur di potersi socialmente identificare come dei buoni proprietari del “pet”, la gente iniziò a spendere inutilmente denaro sia per il cibo che per le medicine da somministrare ai cani, ogni giorno più fragili e malati. Al punto che viene da augurarsi che la presente crisi economica, fra tanti difetti, abbia almeno il pregio di far riflettere le persone su quanto denaro inutile abbiano speso fino ad oggi per i loro animali domestici, tanto da ritornare alle vecchie abitudini, che non farebbero che giovare alla salute degli animali.

Nell’Isola di Pemba (Tanzania - Africa), dove anni fa svolsi molti dei miei studi sui “cani da villaggio”, considerati dai biologi americani Coppinger i più vicini antenati del nostro cane domestico, incontrai centinaia di soggetti che si nutrivano da sempre mangiando solo feci umane, pochissimi scarti di cibo offerti dagli indigeni (poiché in quell’isola si tritano persino le ossa di pollo per alimentare i bambini) e cacciando saltuariamente qualche roditore di passaggio. Eppure quei cani si manifestavano tutti incredibilmente sani, con un pelo così lucido da far invidia ai nostri campioni esibiti nelle esposizioni di bellezza e con una vitalità, un carattere ed un equilibrio psicologico, che molti dei nostri cani da salotto occidentali non conoscono nemmeno.

Quando ero ragazzo, la vita media e lo stato di salute dei cani erano assai più elevati di quelli di oggi curati con “tanto amore” dalle famiglie occidentali, forse perché non esistevano ancora così tante razze create e riprodotte nelle gabbie degli allevamenti, le quali non hanno fatto altro che causare la perdita quasi totale della specie canina originale. In pratica, la genetica di molti cani di razza acquistati oggi dall’uomo per migliaia di euro, rischia di valere molto meno di quella dei “bastardi” che si trovavano un tempo in strada. In cambio dei meticci di allora (sani, equilibrati, devoti al padrone e che non costavano nulla), si sono spinte le famiglie ad acquistare animali sempre più problematici e difficili da allevare ma, in compenso, perfettamente in linea con la tendenza del momento! Si sa come basti far diventare un cane protagonista di un film per ragazzi, per vendere presto migliaia di soggetti simili in tutto il mondo.

Una delle manifestazioni più evidenti di come oggi non esista più la minima informazione cinofila fra gli appassionati di cani, emerge sentendo le pretese che molti proprietari di cani da guardia avanzano nei confronti dei loro giovani soggetti. Non appena il cane supera il primo anno di età, vedendolo ormai cresciuto rispetto a qualche mese prima, tutti s’immaginano che possa già essere pronto al lavoro di sorveglianza della proprietà.
Un tempo, quando gli animali mangiavano ancora gli scarti di cucina in una pentola arrugginita e dormivano fuori tutto l’anno legati ad una catena, il cacciatore non si sarebbe mai sognato di considerare maturo un cane con meno di 4 anni d’età, tant’è che fino a quel momento gli perdonava qualsiasi comportamento scorretto attribuendolo alla sua giovane età.

Nessun pastore considerava “anti lupo” un cane di soli 2/3 anni, come nessuno sottoponeva i cani giovani a qualsiasi sforzo fisico. Tutti sapevano che il cane non diventava maturo fino ai 4 anni d’età, sia fisicamente che caratterialmente. Oggi invece, in questa era di cinofili apparentemente così eruditi, se ne sentono ormai di tutti i colori. Persone che ad un anno portano già il cane al campo d’addestramento per insegnargli la difesa personale o fanno venire il figurante a casa per provare l’efficienza dell’animale, altri che corrono per chilometri nel parco con legato alla vita il cane di sei mesi....
Ormai tutti sanno “tutto” sul cane, tranne quelle poche regole che invece servirebbero a poterlo gestire al meglio in ogni occasione.

Senza dubbio, vi possono essere soggetti più precoci (ed io faccio di tutto per selezionarli) ed altri meno nel dimostrare le loro attitudini ma, che piaccia o meno, un autentico cane da pastore raggiunge la sua completa maturità non prima dei 4 anni e la sua evoluzione caratteriale avrà pressappoco le stesse tempistiche, tanto da renderlo pronto a manifestare il “vero” carattere di guardiano solo a quell'età.

LINCE non appariva solo la più graziosa di tutta la cucciolata, nata da Karakell e Shogun I, bensì era anche la più determinata ad esternare le sue tenere reazioni, già quando stavo effettuando i primi test caratteriali su di lei e sui suoi fratelli a soli 2/3 mesi di età con lo scopo di poter identificare i guardiani migliori. Una delle cose che mi incuriosì subito di LINCE fu che, fin dai primi giorni, si rivelò la cucciola prediletta di sua madre: la severa Karakell permetteva a lei cose che non aveva mai concesso prima a nessuna delle altre.

Le qualità del futuro guardiano, non si identificano solo scegliendo banalmente il cucciolo che abbaia di più o quello che mangia per primo, come molti immaginano, altrimenti ogni studio caratteriale sul cane sarebbe una pagliacciata e non quella scienza che permette a chi la conosce di trarre certezze già quando i cuccioli sono ancora molto giovani. Il buon futuro guardiano si manifesta già a pochi mesi, basta saper cogliere l’insieme delle sue qualità caratteriali e proiettarle in quello che potrà essere il suo futuro sviluppo psicologico. Spesso chi abbaia per primo nella cucciolata è solo il più pauroso, mentre l’abile guardiano si nasconde spesso silenzioso fra i fratelli e sta proprio all’allevatore saperlo “scovare”.
LINCE si era manifestata in varie occasioni una cucciola molto predisposta alla guardia ma, nello stesso tempo, sarebbe stato molto facile confondere il suo estremo coraggio verso gli esseri umani e la dominanza esercitata sui fratelli con una sorta di totale apatia verso gli estranei. In qualsiasi occasione LINCE era sempre l’ultima a reagire e segnalare l’avvicinarsi di sconosciuti.

Allevai per più di 6 mesi LINCE in compagnia di una sorella molto più precoce nel fare la guardia, poi, però, dovendo scegliere una delle due come mia futura fattrice, cedetti la sorella che a solo un anno di età faceva già “fuoco e fiamme” contro tutti, quindi apparentemente più predisposta alla guardia, per tenermi LINCE che fino a pochi mesi prima non si era mai degnata di abbaiare una sola volta a chi si avvicinava alla sua recinzione. Non è la prima volta che tengo per me la femmina sulla quale nessuno scommetterebbe un euro come futura guardiana, per poi prendermi la soddisfazione di dimostrare a tutti come certi soggetti possano cambiare radicalmente non appena inizi la loro maturità.

La Natura tende sempre a preservare i cuccioli con le doti migliori, e quindi con più facoltà di sopravvivere e continuare la riproduzione della specie, dai pericoli che si presentano durante la loro crescita e a non farli mai esporre troppo agli imprevisti. (Esistono anche delle eccezioni a quanto sto affermando, ma sono poche e quasi sempre sono dovute a varianti ambientali che spesso sfuggono all’occhio del profano. Ad esempio, una femmina già piuttosto matura, la quale si trova a dover "crescere" un cucciolo, in assenza di un maschio maturo, potrebbe cercare di accelerare il più possibile lo sviluppo caratteriale del piccolo, al fine di ottenere da lui nel più breve tempo possibile la protezione di cui lei - essendo femmina - necessita. Così come una femmina che si sente poco protetta dal suo maschio, può variare di molto in negativo il suo carattere originale, rispetto ad un’altra che invece sta convivendo con il maschio adeguato).

Sapevo benissimo che LINCE sarebbe diventata un’ottima guardiana e lo rivelai a tutti quando era ancora molto piccola, così come anticipai che non sarebbe stata troppo precoce nell'esternare le sue attitudini, anche se valutando le sue attuali prestazioni di appena "adolescente" non si può dire si stia manifestando tardiva.
Sarà perché ho già molti cani da utilizzare come guardiani della mia proprietà ma io non faccio mai nulla per anticipare le manifestazioni caratteriali dei miei giovani cani da guardia, anzi, spesso mi organizzo per rallentarle il più possibile poiché so quando questo mio accorgimento possa giovare alla loro spontanea maturità di ottimi cani da protezione familiare. Il vero guardiano, nasce già dotato di un istinto particolare che, prima o poi, saprà dimostrare. Si deve saper aspettare senza fare nulla, tanto meno cimentarsi con qualsiasi forma di addestramento mirato a incrementare la sua aggressività, poiché, oltre a manifestarsi inutile, potrà intaccare seriamente in modo negativo lo sviluppo caratteriale del soggetto. Ciò che invece conta molto nella crescita del buon cane da guardia è cercare in tutti i modi di limitare il più possibile le sue esperienze negative durante i primi approcci difensivi contro le persone estranee: le principali responsabili della sua futura insicurezza caratteriale.

Un guardiano va quindi preservato per anni da qualsiasi episodio che possa vederlo perdente contro l’estraneo che sta dall’altra parte della recinzione: questa è una delle principali regole da osservare scrupolosamente ogni volta che si sta crescendo un cucciolo destinato alla sicurezza del territorio. Non va mai dimenticato che il primo istinto al quale fa riferimento un qualsiasi cane, forte o debole che sia, è sempre quello dell'autoconservazione della specie, poiché legato alla sua necessità di riprodursi. Se il cane capisce da giovane che l’uomo estraneo non ha paura di lui e potrebbe rappresentare una reale minaccia per la sua sopravvivenza, rischierà di crescere con il timore inconscio di doverlo affrontare, come spesso accade nei cani di sesso femminile.
Questo è il motivo per il quale io non permetto mai alle mie giovani femmine di avere troppe reazioni contro l’essere umano estraneo, prima che raggiungano i 2 anni di età (anche se a dire il vero è ancora ancora troppo presto!), prima preferisco lasciarle maturare lontane dal passaggio di persone che non conoscono, preoccupandomi invece che possano crescere con i loro simili, tanto da sviluppare il dovuto equilibrio necessario a qualsiasi animale da branco.

Prima di oggi, LINCE non dovette mai preoccuparsi di difendere il suo territorio, bensì solo di relazionarsi con i vari maschi del mio allevamento e uscire qualche volta in passeggiata lungo le strade di campagna con mia figlia Sofia.

Ed è proprio seguendo questo iter, sempre adottato con tutti i miei cani da guardia, che oggi LINCE è diventata la forte guardiana che ammirerete nel filmato!
In poche parole, il segreto per crescere al meglio i nostri guardiani è quello di farli vivere sereni e spensierati fin quando non inizino ad esternare spontaneamente la loro indole naturale di guardiani. Atteggiamento ben lontano da chi invece, preso dalla ormai diffusa “ansia da prestazioni” presente in ogni risvolto della nostra società moderna, vorrebbe che anche il cane diventasse un guardiano prima ancora di maturare come animale.
Non improvvisatevi mai cinofili esperti seguendo semplicemente nozioni trovate fra le migliaia di pagine dedicate alla cinofilia presenti oggi su internet, il cane da guardia e protezione familiare è un discorso completamente a parte da qualsiasi altro impiego del cane e, per poterlo approfondire a dovere, è necessario partecipare ai Corsi Base e agli Stage Tecnici che organizza ogni anno la nostra Federazione Italiana Cani da Guardia.
CLICCARE QUI per vedere il filmato di LINCE.
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