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29/03/2017 - PAMIR: …il branco è una fonte di vita! (VIDEO)



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Per quanto impegno si possa mettere, volere davvero bene ai propri cani non è assolutamente facile. Questo perché, prima di poter amare un cane, è necessario conoscerlo ben a fondo nella sua natura. So benissimo che per molti proprietari, amare il proprio cane, significa prendersi cura della sua salute fisica, in base a quanto pubblicizzato dai media sino alla nausea, ovvero: portarlo regolarmente dal veterinario per i vaccini, mettergli l’antiparassitario ogni mese, alimentarlo con le migliori crocchette e molto altro ancora, ma tutto ciò non è quanto il nostro cane si aspetta da noi.

 

Nella storia i cani sopravvissero per millenni senza avere un proprietario che si occupasse di loro, non beneficiarono mai di alcun vaccino, anzi, furono proprio le epidemie a regolarne la specie, privilegiando solo i più resistenti, tanto da renderli più forti e permettergli di sopravvivere fino a noi. Se Qualcuno un giorno creò le pulci, le zecche ed altri parassiti, immaginare che oggi gli stessi non abbiano più la minima utilità per l’ecosistema, tanto da volerli eliminare con ogni sorta di veleno, mi sembra un po’ presuntuoso da parte dell’uomo moderno, così come ritengo ridicolo pensare che, senza i croccantini di ultima generazione, il cane non possa più sopravvivere decorosamente. Anche se è quanto stanno trasmettendo ogni giorno le emittenti televisive e radiofoniche, scrivendo i giornali e riviste specializzate, i siti specializzati di cinofilia, etc., ormai tutti sponsorizzarti dai produttori di mangimi e dalle industrie farmaceutiche.

 

 

Esistono invece ben altri accorgimenti da adottare se si desidera assicurare il benessere al proprio cane e, per benessere, non intendo solo quello fisico, del quale direi sia quasi superfluo doversi occupare. La Natura pensa a tutto, basta conoscerla e rispettarla. Il cane, il gatto, così come il topo e tutti gli altri animali esistenti sulla Terra, non hanno bisogno della nostra assistenza per stare bene, a loro basterebbe che noi sapessimo rispettare la loro indole primordiale e tutto il resto verrebbe di conseguenza. Il malessere fisico di molti animali domestici è spesso causato dai padroni che, oltre a tenerli in “prigionia” per soddisfare i loro desideri, scaricano su di loro tutte le loro frustrazioni, carenze e debolezze caratteriali, costringendoli così ad un sistema di vita che non ha nulla a che vedere con la loro indole. E’ in particolare questo modo di detenerli ad incidere moltissimo sulla salute dei nostri cani “moderni” e, chi non prende dei provvedimenti, rischia di possedere animali sempre più fragili e malati, essendo lui stesso la principale causa di molte patologie di cui soffrono.

 

Non è certamente l’attuale sistema di vita a favorire il ragionamento su cosa si possa fare per rendere realmente felice il cane, d'altronde, quando si vede un esemplare ospite di un’emittente televisiva, nessuno pensa a quale sofferenza psicologica possa subire quell’animale costretto ad un ambiente così contro natura. L’attrice o la conduttrice che lo presenta di fronte alle telecamere è sempre molto sorridente, il pubblico applaude compiaciuto e quindi diventa facile immaginare che anche il cane, fatto intervenire con il principale scopo di aumentare gli indici di gradimento del programma, sia molto contento di doversi esibire secondo il copione studiato dal regista. In poche parole, ci viene presentato tutto come un’impresa fantastica dove l’uomo ama il cane, il cane ama l’uomo e quanto lo stesso gli chieda di fare, il pubblico si dimostra soddisfatto e quindi tutto sembra funzionare alla perfezione.

 

GINECOLOGIA - LAPAROSCOPIA - ISTEROSCOPIA

 

Massimo è un famoso medico ginecologo di Bologna che conosco ormai da anni, ovvero dal giorno in cui decise di dotarsi di un buon cane da guardia per la sua nuova casa ubicata su una delle tante verdi colline ai piedi dell’Appennino emiliano. Sia lui che la moglie, così come la figlia, allora bambina mentre oggi studentessa liceale, si dimostrarono sempre grandi amanti degli animali. Qualsiasi suggerimento diedi loro per migliorare il benessere di PAMIR, la femmina di pastore dell’Asia centrale che cedetti loro il giorno del nostro primo incontro, fu sempre accolto con immediato consenso: avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di far star meglio la sua cucciola che, in meno di un anno, diventò già una bella “cagnolona” di spiccato carattere, tanto da consentire a tutta la famiglia di dormire “sonni tranquilli”, nonostante abitasse in una casa piuttosto isolata.

 

 

In questi anni, nelle case vicine a quella di Massimo, i furti si sono susseguiti con una certa frequenza, mentre nella sua, i ladri non hanno ancora mai provato ad entrare nemmeno una volta. E questo non è poco!

 

 

PAMIR fu subito la benvenuta in quella famiglia che non aspettava altro di potersi occupare con dedizione della nuova arrivata. Coccole a non finire, molte passeggiate in campagna, ferie in barca con il cane al seguito (per la gioia di Massimo nel poter ammirare l’impegno di PAMIR nel non permettere a nessuno di avvicinarsi alla sua barca ogni volta che attraccava) e tanti altri episodi, tutti in perfetta sintonia con quanto prevede oggi il decalogo del proprietario modello, amante senza riserve dei propri cani.

 

 

Invitai più volte Massimo a partecipare ad una sessione del Corso Base sul Cane da Guardia, cosa che lui avrebbe fatto molto volentieri se il destino non ci avesse sempre messo del suo. Sembrava giurato, ogni volta che organizzavo un corso, ecco che qualche parto particolarmente complicato non permetteva a Massimo di partire per quel di Peveragno, costringendolo così a rimandare all' occasione successiva e fu così che passarono alcuni anni prima che potessimo incontrarci.

 

 

Nel frattempo PAMIR cresceva bene, sana come un pesce, vivace, molto affettuosa con i familiari così come intollerante nei confronti degli estranei che si presentavano al cancello di casa, tanto da renderli tutti molto soddisfatti della loro “bambina”.

 

Un giorno andai a trovarli e, avvicinandomi alla recinzione di PAMIR per testare il suo carattere, notai che la femmina non era proprio quella che mi sarei aspettato, considerate le sue innate doti di guardiana da me individuate fin dalle prime settimane di vita, il periodo in cui l’avevo cresciuta in allevamento. Faceva una buona guardia, ma non con quella determinazione che immaginavo.

 

 

Questi comportamenti sono molto frequenti nelle cagne cresciute senza un maschio poiché, le femmine di tutti i mammiferi, sono dotate di un forte istinto di conservazione, dovuto alla loro funzione di dover riprodurre la specie e quindi preferiscono che sia sempre il maschio a doversi esporre ai rischi più evidenti. PAMIR aveva sempre fatto la “gradassa” con il postino, ogni volta che lui si avvicinava al cancello per infilare la posta nella buca delle lettere, così come aveva sempre “minacciato” di non entrare chi si era avvicinato troppo alla recinzione. Io però non mi ero dimostrato timoroso della sua mole e delle sue ringhiate ed è così che PAMIR aveva manifestato qualche incertezza.

 

Consigliai a Massimo di abbinare rapidamente a PAMIR un ben maschietto, anche di un’altra razza e magari un meticcio di taglia più piccola. Massimo acconsentì subito alla mia proposta ma, nello stesso tempo, replicò dicendomi che non l’avrebbe fatto nell’immediato, poiché erano ancora nei loro programmi alcuni viaggi, nei quali avrebbero voluto il cane al seguito e, la presenza di due soggetti, avrebbe reso tutto molto più complicato.

 

 

Nonostante i clienti si dimostrino sempre molto sensibili ai miei consigli su come ottenere il benessere dei loro animali, le indicazioni che arrivano oggi dai media sono così diverse dalle quelle che io raccomando, spesso addirittura opposte, che non sempre le persone immaginano sia opportuno dovermi ascoltare. Il mondo cinofilo di oggi è presentato al pubblico come un irreale “cartone animato”, dove l’animale non desidera altro che vivere in simbiosi con la sua famiglia adottiva, la quale lo lava, lo profuma e lo cresce con crocchette colorate. Ricordare alla gente che non è MAI il cane a scegliere il padrone, bensì l’uomo a decidere arbitrariamente di adottarlo, stabilendone per giunta ogni modalità di detenzione, è poco conveniente per l’industria del Pet che vuole invece proprietari spensierati e pronti a mettere mano al portafoglio per acquistare qualsiasi frivola novità. Pensare al reale benessere psicologico del cane rende poco a chi cerca profitti (così come risulta spesso troppo scomodo anche a molti padroni), molto meglio allinearsi con la collaudata formula “magica” del terzo millennio, ormai diffusa e approvata in tutto il nostro mondo occidentale: “Ami il tuo cane? Bene, allora dimostralo spendendo il più possibile per lui! Per il resto non preoccuparti”. Così almeno tutti contenti: dai veterinari alle industrie farmaceutiche, dai produttori di mangimi ai supermercati per animali e altri ancora. Intanto il cane non ha voce…

 

 

Oltre ad amare la sua PAMIR, Massimo dimostrò sempre grande attenzione e sensibilità anche nei confronti di tutti gli altri animali, tant’è che non esitò un istante quando gli proposi di collaborare con il nostro Istituto di Cinofilia Naturale (creato dalla FICG per studiare a fondo la natura caratteriale del cane con lo scopo di favorire il più possibile il suo benessere). Partecipò addirittura con una sua preziosa ricerca scientifica sugli effetti collaterali subiti dal cane per l’ormai diffusa abitudine di volerli sterilizzare, studio che io pubblicai con grande piacere anche sul mio recente libro “Ama il tuo cane e ottieni il suo vero benessere – Manuale di cinofilia naturale”.

 

 

Nonostante questo suo impegno nei confronti dei nostri amici a quattro zampe, non percepì subito quella grande urgenza di far vivere la sua PAMIR in compagnia di un bel maschietto, anche perché si trattava di un principio sul benessere animale poco menzionato anche dalle più attente associazioni animaliste. Passarono quindi un po’ di anni prima che arrivasse anche per PAMIR il momento di incontrare il suo compagno di vita. Non so se furono le mie lunghe telefonate a condizionare Massimo sul concetto di “reale benessere psicologico del cane” ma, finalmente, un giorno di alcuni mesi fa, mi telefonò dicendomi che aveva notato in PAMIR una sorta di evidente apatia, tanto da fargli pensare che era ormai giunto il momento di regalarle un compagno!

 

 

Individuai e proposi a Massimo un bel maschietto di una cucciolata che stavo selezionando, un soggetto molto promettente nella guardia, altrettanto equilibrato quanto dominante sui fratelli. Avevamo cresciuto per mesi in allevamento quel “maschietto”, gli avevamo insegnato il guinzaglio, avevamo più volte testato il suo carattere, era “bellissimo”, peccato però che al momento della consegna, …ci accorgemmo tutti con grande meraviglia che si trattava di una femmina! Forte e mascolina come poche altre, ma era una femmina! Può accadere tutto ciò ad uno come me che maneggia ogni giorno molti cani? A quanto pare si, perché il fatto è realmente accaduto. Il bello è che, nemmeno nessuno dei miei famigliari, con i quali condivido la mia passione per i cani, se n’era mai accorto prima! Chissà con quali occhi lo avevamo sempre visto “maschio”, mentre lei era una splendida femminuccia! Ovviamente, non vi posso descrivere la mia mortificazione quando notai la faccia desolata dell’amico Massimo, accompagnata dalle lacrime della figlia, dovendo rinunciare a quel “cucciolo” che avevano già immaginato correre nel loro giardino al fianco di PAMIR. Sembrava quasi che PAMIR fosse destinata a continuare la sua solitudine, visto che Massimo annunciò di voler aspettare la cucciolata successiva per scegliere un nuovo soggetto. Io però non assecondai quella sua proposta e lo “obbligai” ad accettare la mia: gli avrei dato un fratello di quella femminuccia che ritenevo altrettanto valido di carattere, gli avrei fatto uno sconto per farmi perdonare dello sbaglio e mi sarei reso disponibile a riprendermelo indietro, qualora le mie previsioni sul buon carattere del “nuovo” candidato non si fossero manifestate in brevissimo tempo.

 

E fu così che Massimo e famiglia partirono per Bologna con un cucciolo “maschio”, molto bello, anche se diverso da quello che avevano ormai considerato il loro e immaginato di dover presentare alla loro “cagnolona”.

 

Dopo questa lunga premessa, vorrei citarvi in breve la parte più importante di questo mio articolo dedicato alla splendida PAMIR.

 

 

Eravamo tutti molto timorosi di come la viziata “zitellona” avrebbe accolto il nuovo arrivato di circa sei mesi di età. Massimo mi chiedeva preoccupato: “E se lo morde, cosa faccio? Lei è terribile contro i cani, temo che lo aggredirà! Non è che magari me lo uccide!”. Io gli consigliai il solito sistema: “Metti il cucciolo in giardino, vai via e lascia che facciano da soli, loro sanno fare i cani molto meglio di noi! Conosco bene la razza”.

 

Il giorno dopo squillò il mio telefono ed era Massimo che mi diceva: “Sai cosa sta succedendo? L’esatto contrario di quanto temevamo! E’ il cucciolo di sei mesi a voler dominare PAMIR, si è ormai impossessato della postazione della femmina di fronte al nostro ingresso e guai a lei, se si avvicina quando mangia!”

 

 

Vi ho raccontato tutto questo non per dirvi che PAMIR sia una femmina più debole di un cucciolo maschio di soli sei mesi (tant’è che dopo meno di una settimana, ritrovando in se stessa quegli istinti animali ormai dimenticati, lo mise sotto senza troppi complimenti), bensì per farvi capire quanto possa indebolirsi psicologicamente e perdere la sua determinazione un cane se cresciuto in solitudine. Inoltre ho voluto evidenziare la spontanea sicurezza acquisita invece da un cucciolo di soli sei mesi (come il nuovo arrivato), cresciuto in branco con i fratelli.

 

Per i cani, la vita di branco è spesso molto dura e priva di ogni poesia, ma è ciò che ha previsto per loro la Natura e nessun essere umano può arrogarsi il diritto di alterarla a piacimento.

 

Molte volte mi capita di dover assistere al comportamento di cagne ormai adulte (di qualsiasi razza) che, essendo cresciute in famiglia senza un compagno della loro specie, non appena inserisco un mio cucciolo di pochi mesi allevato in branco, si manifestano penosamente inadeguate e incapaci di poter interagire con un animale della loro specie. Alcune si sottomettono addirittura allo stesso in pochi minuti, altre abbaiano isteriche per la paura, mentre altre ancora reagiscono all’opposto, in modo squilibrato, dimostrando esagerata aggressività nei confronti del nuovo arrivato.

 

 

Non crescete MAI da solo il vostro cane, senza la presenza di un suo simile di sesso opposto: la solitudine logora e indebolisce gli esseri umani, figuriamoci questa amorevole specie animale, concepita per vivere in branco, senza padroni e con la possibilità di riprodursi a piacere. A volte, voler realmente bene ai propri animali, può risultare molto più scomodo del previsto, ma può valerne la pena. Ve lo garantisco!

 

CLICCARE QUI per vedere il Filmato di PAMIR

 

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