IL CANE PASTORE TURKMENO
sikurt - sicurezza abitativa anticrimine
 
09/08/2017 - ATHOS, AXEL e ORSA: …da Cuneo a Potenza per proteggere un maxigregge dagli attacchi dei lupi! (VIDEO)



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In realtà, la ricomparsa del lupo sulle montagne Italiane non sarebbe altro che un PICCOLO problema di FACILE soluzione. Basterebbe solo volerlo risolvere!

 

Per aiutare i pastori e, nello stesso tempo, salvaguardare dall'estinzione la specie dell’antico predatore selvatico, basterebbe rispolverare alcune vecchie tradizioni ancora in atto in molti paesi meno emancipati dei nostri, luoghi dove i lupi abbondano ma convivono da sempre con gli allevatori di bestiame. Tra l’altro, l’aspetto più curioso è che in quei luoghi lo Stato non investe mai un soldo né per conservare il predatore né per convincere gli allevatori a continuare la loro attività eppure la pastorizia continua da sempre con profitto.


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Queste teorie semplificatrici sembrano però non piacere troppo alla nostra cultura occidentale, dove invece si fa di tutto per “inventare” continuamente dei nuovi problemi tanto da poter giustificare altri impieghi di denaro pubblico, soldi che spesso finiscono poi col consumarsi lungo i tanti percorsi burocratici.

 

 

Per risolvere definitivamente il problema del lupo che uccide il bestiame, non ci vuole molto!

 

Basterebbe adottare cani che sappiano fare bene il loro mestiere di guardiani (ciò indipendentemente dalla razza di appartenenza) e gestirli secondo la cultura cinofila di un tempo, "scienza" che andrebbe trasferita al più presto ai nuovi allevatori, i quali oggi si trovano invece a disagio proprio perché nessuno sta insegnando loro come comportarsi. Tenerli all’oscuro dalle reali soluzioni su come proteggere il loro bestiame dai lupi senza correre rischi, è infatti ciò che si sta facendo ormai da molti anni, come se si volesse mantenere vivo un problema che, qualora dovesse mai finire, farebbe scomparire molti posti di lavoro finanziati con i fondi stanziati dall'Unione Europea.

 

Sul nostro pianeta esistono centinaia di realtà dove gli allevatori convivono da sempre con i lupi e, nonostante tutto, mantengono viva ed efficiente la loro tradizione pastorale, semplicemente avvalendosi degli strumenti che la Natura gli ha offerto gratuitamente.

 

 

“I cani sono animali che discendono dai lupi, senz’altro meno competitivi dei loro lontani parenti ma che, quando percepiscono che il bestiame custodito (la loro indispensabile fonte di cibo, necessaria alla sopravvivenza) sta per esporsi al pericolo di essere predato, reagiscono mettendo in atto tutte le loro armi. Più i cani risultano competitivi e più i lupi si tengono alla larga dal bestiame, meno gli stessi si dimostrano in grado di compromettere l’incolumità dei predatori e più questi ultimi si avvicinano al bestiame sapendo di non correre rischi”.

 

Questo principio è COSI’ SEMPLICE da essere stato capito ed adottato dall’uomo primitivo fin dalla nascita della pastorizia (risalente a migliaia di anni fa) ma che oggi non viene più tenuto minimamente in considerazione da chi se ne dovrebbe occupare a livello istituzionale.

 

In occidente, un PICCOLO problema come quello dei lupi che a volte predano il bestiame, viene fatto diventare GRANDE per i soliti motivi che si ripetono spesso in ogni occasione: l’intervento delle varie forze politiche che si contrappongono facendo finta di occuparsene, prendendo le parti o del selvatico o degli allevatori, in base a quanti voti immaginano di ottenere; la storica rivalità fra le associazioni sindacali di categoria e, sopratutto, la monopolizzazione di chi  non saprebbe come sbarcare il lunario senza i soliti progetti finanziati con i soldi pubblici. A tutto ciò va poi ancora aggiunta una cinofilia moderna esasperatamente domestica, sempre più finta ma che frutta cifre da capogiro, la competizione che esiste fra gli allevatori delle varie razze di cani, club, associazioni e lobby varie, così come una svogliatezza sempre più evidente di molti pastori e malgari nel voler trovare una soluzione ai problemi, un po’ perché le ambizioni economiche hanno ormai offuscato la passione per la tradizione e un po’ perché la burocrazia, nella quale si trovano attanagliati, non consente più loro di poter operare con la libertà di un tempo.

 

 

In pratica, in quegli stati dove gli allevatori sono molto più poveri che in Europa e le istituzioni non se ne occupano minimamente, il problema del lupo sembra non esistere, mentre da noi dove per il lupo si stanno spendendo da anni cifre assurde (con centinaia di addetti che se ne occupano) e dove gli allevatori godono di contribuiti stanziati per agevolare la loro attività, pare non si riesca più a trovare una soluzione. Non passa più giorno senza che i media parlino di lupi che hanno aggredito il bestiame e di allevatori che si lamentano per quanto accaduto.

 

Alcuni anni fa, noi della Federazione Italiana Cani da Guardia, senza chiedere un solo centesimo all’Unione Europea, uniti solo dalla grande passione sia per il lupo che per il cane da pastore, creammo in grande “silenzio” il CISCAL – Centro Italiano Selezione Cani Anti Lupo, con lo scopo di supportare i pastori professionisti (allevatori con più di 100 capi e senza altre attività redditizie) in difficoltà per i problemi creati dalla ricomparsa del lupo.

 

 

Sottolineo “silenzio” poiché molti mezzi di informazione si guardarono bene dall’aiutarci a diffondere la nostra iniziativa, considerato che si poneva come un'alternativa su base volontaria che rischiava di oscurare in parte quanto esisteva già di "Ufficiale" e di istituzionalmente finanziato.

 

Facendo forza solo sull’impegno di un gruppo di VOLONTARI appassionati della Natura che, a loro spese, cercarono di studiare il lupo e la tradizione del cane da pastore, e sulla generosità di qualche allevatore di cani, i quali accettarono di donare parte dei loro cuccioli, partimmo in questa grande avventura. Alcuni di noi girarono l’Italia per ascoltare i problemi dei pastori, altri studiarono in privato come poterli risolvere mentre io, più fortunato, (mettendo mano ai miei risparmi) iniziai a girare il mondo per conoscere i sistemi che applicavano altri popoli più "primitivi" del nostro, vissuti da sempre in presenza dei lupi.

 

Nonostante continui tutt'oggi un certo ostracismo da parte di chi vorrebbe che il CISCAL non fosse mai nato, questa “fazione” della Federazione Italiana Cani da Guardia è ormai una grande realtà che può già annoverare molti casi risolti in tutt’Italia e SENZA SPENDERE UN SOLO CENTESIMO DI DENARO PUBBLICO. Solo con un po’ di passione e di buona volontà (come avviene sempre in ogni organizzazione di sano volontariato), siamo riusciti a guadagnarci la stima di vari pastori distribuiti su tutto il territorio nazionale, dalla Calabria al Trentino Alto Adige, i quali stanno già a loro volta impegnandosi per aiutare altri pastori ad ottenere gli stessi risultati, mantenendo la vecchia tradizione della donazione dei cuccioli e il passaparola sulle informazioni.

 

 

Quella che vi andrò a raccontare è la storia dei Fratelli Troiano, famosi allevatori della provincia di Potenza, grandi produttori di formaggio, tanto da risultare fra i fornitori di Eataly, la più importante catena di slow food esistente oggi in Italia. Con i nostri cani e gli insegnamenti del CISCAL, hanno risolto il loro problema dei lupi che attaccavano le loro greggi, tutto ciò senza dover spendere nulla, se non il tempo di aver ascoltato i nostri consigli.

 

 

Quando conobbi Giovanni, legale rappresentante della Formaggi Tosa di San Paolo Albanese (PZ) http://www.formaggitosa.com, era letteralmente disperato. Le sue capre e le sue pecore continuavano a subire attacchi dei lupi nonostante risultassero protette (ma solo in teoria) da ben 12 cani da guardiania. Giovanni era uno di quei pastori che credeva fosse il numero di cani (e non la loro qualità) a poter garantire la sicurezza del suo bestiame, tanto da aver addirittura abbondato nelle adozioni dei cuccioli, sperando di risolvere così il problema in maniera definitiva.

 

Vivere e lavorare a stretto contatto con una natura così incontaminata come quella del Parco del Pollino è senza dubbi un’esperienza meravigliosa ma, per un allevatore che ogni giorno esce al pascolo con il suo bestiame, significa dover fare i conti con i tanti selvatici che se ne vogliono impossessare. Pascolare gli animali nel bosco significa correre rischi molto elevati con possibilità di subire gli attacchi dei lupi anche di giorno.

 

 

Giovanni e suo fratello Vincenzo non sono però quel genere di pastori che si limita solo a fare i conti di quanto possa rendere in contributi UE un gregge come il loro, composto da più di 1000 animali. Per i Troiano, le pecore e le capre sono una ragione di vita, così come il tenere alto il prestigio dell'azienda, rappresenta da sempre uno dei principali scopi esistenziali e la qualità dei loro formaggi ne è la più evidente testimonianza.

 

 

Giovanni e Vincenzo Troiano conobbero il CISCAL ascoltando la testimonianza di Roberto di Arezzo, un altro pastore che dopo aver risolto il suo problema con i nostri cani, da circa due anni è diventato uno dei più impegnati collaboratori della nostra organizzazione di volontariato.

 

Dopo una breve chiacchierata al telefono, i due fratelli di San Paolo Albanese mi raggiunsero a Peveragno CN per partecipare ad un breve corso che tenni per loro con lo scopo di aiutarli a risolvere il problema e per adottare ATHOS, AXEL e ORSA, i 3 cuccioloni di pastore dell’Asia centrale che il CISCAL decise allora di donare loro.

 

 

Ciò che avvenne nei primi giorni in cui i fratelli Troiano si trovarono alle prese con dei veri cani Anti Lupo, lo ascolterete direttamente da Giovanni, intervistato pochi giorni fa nella sua azienda agricola. di San Paolo Albanese. I primi periodi furono caratterizzati da lunghe telefonate da parte di Giovanni, sia perché meravigliato ed entusiasta delle incredibili prestazioni dei nuovi cuccioloni appena arrivati, sia per le difficoltà che si trovava a dover affrontare nella gestione di ATHOS, AXEL e ORSA, animali dal carattere decisamente diverso da quello posseduto dai suoi precedenti cani da guardiania (o almeno ritenuti tali).

 

Oggi il bestiame del GREGGE TROIANO pascola tranquillo nei pascoli del Parco Nazionale del Pollino e i lupi non si sono più visti, nonostante continuino a predare presso altri allevatori del circondario.

 

L’entusiasmo di Giovanni e Vincenzo per questi cani è cresciuto a tal punto che stanno organizzando un nuovo "lungo viaggio" che li riporterà al Nord per adottare altri due cani adulti, di cui una femmina già esperta nella protezione del gregge.

 

 

Qualcuno stenta ancora a credere che noi del CISCAL facciamo tutto ciò senza trarne alcun guadagno economico, tant'è che si continua a cercare invano il "vero perché" ci stiamo prodigando così tanto per la soluzione del problema lupo-pastori, ma il piacere del volontariato sta proprio in questo: potersi ancora concedere il “lusso” di impiegare un po’ del proprio tempo (e a volte denaro), unicamente per soddisfare la propria passione, senza dover pensare al profitto!

 

In compenso, noi del CISCAL, a volte viviamo esperienze indimenticabili immersi nella Natura più incontaminata e, ....ci mangiamo certi formaggi!!

 

CLICCARE QUI per vedere il filmato di ATHOS, AXEL e ORSA a protezione del GREGGE TROIANO di San Paolo Albanese.

 

 

 

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