IL CANE PASTORE TURKMENO
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30/11/2017 - DARK e ''NINA'': …è quando i lupi attaccano che si vede la differenza!



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Fra meno di un mese arriverà il Natale e come ogni anno, al solo pensarci, mi coglie una velata nostalgia di quando noi, bambini di altri tempi, iniziavamo già in questo periodo i preparativi per il presepe. Fare un bel presepe era un vero orgoglio per ognuno di noi poiché, durante le festività fra il 24 dicembre ed il 6 gennaio, gli amici di famiglia più stretti ed i parenti sarebbero venuti a casa per una visita di auguri e, oltre a qualche sporadica monetina inserita nell’apposita cassetta, si sarebbero complimentati con chi avesse fatto un buon lavoro. Vi assicuro che allora i complimenti non si regalavano a nessuno, anzi, fin dall’infanzia si imparava che tutto doveva essere guadagnato con fatica. Un anno ero riuscito a stupire tutti, compresi i miei genitori: utilizzando una pompa di una vecchia lavatrice avevo creato un circuito di vera acqua corrente la quale, partendo da una cascata costruita con i ceppi di legno, scrosciava per l’intero presepe. Purtroppo qualcosa non funzionò esattamente come avevo previsto e quindi allagai parte dell'appartamento, specialmente la “sala”, quella camera “illibata” nella quale nessuno dei famigliari poteva entrare se non gli ospiti partecipi alle ricorrenze più importanti. Mia madre, donna che aveva patito le miserie della guerra, la stessa che “venerava” quella stanza come fosse un tempio e nella quale era rimasta per ore a lucidare a mano il pavimento incerato, non esitò a darmi una bella passata di botte anche se di lì a poche ore sarebbe nato il Santo Bambino Gesù!

 

 

Ovviamente vi sto parlando di altri tempi, quasi inimmaginabili per i giovani di oggi, gli stessi in cui i cani non erano considerati altro che “cani” ma che in compenso sapevano rendersi molto utili ai loro padroni, in particolar modo se lavoravano con il bestiame.

 

Così come mi sono rassegnato al fatto che la maggior parte delle persone non capirà mai cos’è un vero cane da guardia e da protezione familiare, poiché ormai troppo strumentalizzata dalle false informazioni che oggi compaiono sul web, dopo vari anni di esperienza con i cani Anti Lupo dati in dotazione ai pastori, mi sto accorgendo che anche in questo settore la realtà è sempre molto diversa da ciò che si potrebbe immaginare.

 

In Italia, viene chiamato "Anti Lupo" un qualsiasi cane purché appartenga ad una delle due o tre razze raccomandate dalle istituzioni e per le quali è possibile, in certe Regioni, ottenere allettanti contributi previsti dalla Comunità Europea. Il problema però, è che quando in alpeggio arrivano i lupi con serie intenzioni di predare il bestiame, molti di quei cani è come se non ci fossero…

 

In Italia il disagio dovuto al ritorno del lupo si potrebbe quasi paragonare al recente problema dell’immigrazione clandestina, in pratica non importa nulla a nessuno di trovare una soluzione ma, fin quando la UE paga c’è grande euforia e apparente altruismo da parte di tutti.

 

 

Gran parte degli attuali pastori hanno ormai capito che è molto meglio adottare cani “da contributi” piuttosto che cani “anti lupi”, poiché alla fine rendono molto di più in termini di denaro! E’ triste doverlo constatare ma, oggi, la pastorizia è una di quelle attività che, tranne casi molto sporadici, rimane ancora in piedi solo perché alla fine dell’anno arrivano i soldi sul conto corrente dell’allevatore aldilà delle sue capacità personali. Conosco infinite situazioni di pastori che fino a pochi anni fa facevano i falegnami, i muratori o altre attività nelle quali avevano fallito ed oggi, con un centinaio di pecore, stanno cercando di sopravvivere con i sussidi dello stato.

 

 

Questo non è però il caso di Andrea (laureando in ingegneria) che con la moglie Silvia (laureata in scienze forestali) ha impiantato una signora azienda agricola - Azienda Agricola Fiore - attivamente dedicata all’allevamento di 500 pecore, 200 capre e 50 vacche per la produzione di latte.

 

La sede dell’azienda è a Carignano, in Provincia di Torino, nella quale è operativo un attrezzatissimo caseificio da dove ogni giorno partono varie qualità di formaggio per rifornire i migliori ristoranti della zona.

 

 

Il vanto di Andrea sono però i formaggi d’alpeggio e quindi, in ogni fine primavera, accompagnati da alcuni pastori, i suoi animali raggiungono i pascoli dell’Alpeggio Pravareno, in Val Susa, nei pressi di Moncenisio.

 

Era ormai la fine di giugno quando quest’anno Andrea, su consiglio di un amico pastore che utilizza ormai da anni i miei cani Anti Lupo, mi chiamò per dirmi che stava subendo continui attacchi sia sugli ovini che sui bovini e che i suoi attuali cani da guardiania non erano più in grado di evitarli.

 

 

E’ veramente curioso dover constatare che proprio a Ezio Maria Romano (autore di un libro sul tema della prevenzione contro il lupo che il progetto Life Wolfalps - finanziato con i soldi della Comunità Europea - ha deciso di non riconoscere, anzi, fa di tutto per screditare, affinché venga diffuso il meno possibile, lo stesso allevatore di cani che molti politici e funzionari delle Regioni ignorano), continuano a rivolgersi da anni i pastori di tutt’Italia quando non sanno più che pesci pigliare per difendersi dagli attacchi dei predatori! Seguendo le istruzioni di alcuni illuminati studiosi del lupo, profumatamente pagati con denaro pubblico, non basterebbe adottare qualche “candido cagnetto” per tenere alla larga i predatori, visto che per gli stessi vengono elargiti contributi a gogò?

 

 

E’ possibile che debba essere proprio io, a mie spese, a dover intervenire per aiutare gli allevatori italiani ogni volta che si trovano in difficoltà, cedendo qualcuno dei miei “cagnacci” che nessuno vuole ufficialmente riconoscere?

 

Saremo anche in Italia, come dicono molti il paese delle barzellette, ma la realtà è che se in certe situazioni particolarmente critiche, non fossi io a soccorrere i pastori quando si trovano in alpeggio, i lupi farebbero strage di tutto il loro bestiame! Mentre i professori continuano a rilasciare altezzose interviste sui quotidiani nazionali sostenendo che se ne stanno occupando accuratamente.

 

 

L’Alpeggio Pravareno si trova in una di quelle zone delle Alpi Cozie particolarmente boschive e popolate da lupi che solo quei cani tanto “coreografici”, così belli da mettere in un presepe o esporre in tv, non servono a nulla, poiché laggiù sono necessari veri animali da guardiania, capaci di tenere i selvatici alla larga.

 

 

Il grande vantaggio di Andrea è che ha la fortuna di avvalersi di un abile pastore proveniente dalle montagne della Romania, un uomo umile ma di grande esperienza con il bestiame, uno di quei pochi ancora disposti a dormire tutte le notti in mezzo al bestiame e che sanno ancora riconoscere a prima vista una coppia di cani capaci di difendere il bestiame da altri utili solo a fare figura.

 

Non appena arrivai allo stazzo in altura e scaricai i miei due cuccioloni di un anno, un sorriso soddisfatto comparve sul volto di quell’uomo e la sua prima esclamazione fu immediata: “Questi cani molto buoni per lupo!”. In effetti i risultati non tardarono a farsi vedere: da quell’istante le predazioni sul bestiame di Andrea cessarono e non si verificarono più fino alla fine dell’alpeggio.

 

 

Per me, il mondo dei pascoli non è altro che passione: salire in alpeggio e sentire il tintinnio delle campane, vedere il bestiame brucare con tanta voracità, i cani correre su prati dai mille colori, dotati di profumi che solo su quelle cime si possono assaporare, è una vera soddisfazione che mi appaga più di qualsiasi altro riconoscimento.

 

 

Su consiglio di un amico, ho cercato ingenuamente di spiegare più volte ai politici come si potrebbero risolvere i disagi causati dal ritorno dei lupi sulle nostre montagne, ma poi ho abbandonato capendo come funziona il meccanismo: guai non ci fossero problemi come quello del lupo per i quali serve denaro pubblico! Se poi ne nasce uno così capace di far discutere le masse e smuovere i giornalisti, meglio lasciarlo irrisolto per più tempo possibile!

 

 

In ogni caso, a fornire le dovute spiegazioni ci pensa sempre la Natura, laggiù sui pascoli di montagna i fatti parlano da soli: i cani utili a proteggere il bestiame rimangono al fianco dei pastori fino alla fine dell’alpeggio, mentre tutti gli altri, anche se belli, famosi e “utili” per ottenere i contributi, non appena arrivano i lupi, ritornano a valle per finire la loro esistenza in qualche comodo giardino di città!

 

CLICCARE QUI per vedere il filmato dei cani Anti Lupo dell’Azienda Agricola Fiore.



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