IL CANE PASTORE TURKMENO
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30/05/2008 - Il Pastore dell'Asia Centrale e la sua terra d'origine



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La definizione ufficiale di Asia Centrale data dall'Unione sovietica era la regione limitata a soli Uzbekistan, Turkmenistan, Tajikistan e Kyrgyzstan, senza includere il Kazakhstan. La nuova definizione data dalla Federazione Russa include ora anche il Kazakhstan. E' in questa vasta area che si riprodusse per millenni l' autentico Pastore dell'Asia Centrale. Lontana dai mari, l'Asia Centrale ha un clima continentale, torrido in estate e gelido in inverno, elemento fondamentale che ne ha delineato la robustezza del Pastore dell'Asia Centrale. Nella sua parte settentrionale, dal Volga alla Mongolia passando per il Kazakistan, si stende una vasta steppa dove il nomadismo pastorale è stato sempre il sistema di vita più adatto, ed oggi in declino come l'impiego del Pastore dell'Asia Centrale. Questa zona confina a nord con la taiga e a sud con zone desertiche o semidesertiche ricche di oasi. Il Turkmenistan è per la maggior parte costituito dal deserto del Karakum (le Sabbie Nere) e di Kizilkum (le Sabbie Rosse). La provincia cinese dello Xinjiang è formata da due depressioni separate da una catena di monti, il bacino del Tarim a sud e la Zungaria a nord, in gran parte occupate dal deserto del Taklamakan. Più a est si stende il deserto di Gobi. A sudest dell'Asia Centrale si ergono le più alte montagne del mondo, il Pamir, lo Hindu Kush e lo Himalaya. Tutte comprendono vette oltre i 7.000 m, come anche il Tian Shan che separa il bacino del Tarim dalla Zungaria, dove i soggetti di Pastore dell'Asia Centrale raggiunsero dimensioni più importanti. Se non si passa per le steppe a nord, l'attraversamento dell'Asia Centrale obbliga a scavalcare passi posti a più di 4.000 m di altitudine. Da queste montagne scendono fiumi che permettono la pratica di una agricoltura d'irrigazione. La gran parte dell'Asia Centrale soffre la scarsità  di precipitazioni. Si può praticare l'agricoltura anche nelle steppe, ma sempre con l'irrigazione. A questo scopo e per la produzione di energia idroelettrica, a partire dagli anni 1960 si costruirono numerose dighe che, drenando le acque dei fiumi Syr Darya e Amu Darya, causarono un forte prosciugamento del lago d'Aral, una vera catastrofe ecologica. Il leopardo delle nevi (Uncia uncia) ha sulle montagne dell'Asia centrale la sua roccaforte.Le montagne del Kirghizistan, del Kazakistan, del Tagikistan, del Xinjiang e dell'Uzbekistan sono l'ambiente ideale per le alte distese erbose chiamate jailoo dove si estendono vasti pascoli testimonianza di aspre battaglie di questo predatore con il Pastore dell'Asia Centrale. In estate i fiori di campo (tra cui gli iris e le stelle alpine) sono un tripudio di colori. Le trote si nascondono nei torrenti impetuosi; le marmotte e i pika sono cibo per le aquile e per i gipeti; lo schivo leopardo delle nevi caccia gli stambecchi con i quali divide la passione per i picchi rocciosi e i dirupi; qui troviamo anche la pecora Svertsov che prende il nome dal padre russo della zoologia dell'Asia centrale, protetta nei secoli dal Pastore dell'asia Centrale, contro i molteplici predatori. Le foreste di abete rosso, di larice e di ginepro del Tian Shan danno riparo alla lince, al lupo, al cinghiale e all'orso bruno. Ad altitudini più elevate, sulle praterie della tundra, la pecora di Marco Polo vaga in gregge e nei pressi dei laghi di pianura e degli acquitrini si possono vedere i fenicotteri. I Kirghisi delle valli del Pamir, tra i 3000 e i 4000 m di quota, pascolano mandrie di yak domestici. I pastori delle alte quote e gli scalatori raccontano storie di avvistamento dello yeti. Le cime del Pamir sono assolutamente prive di alberi. Più in basso, sui monti del Kirghizistan meridionale, dell'Uzbekistan, del Tagikistan e del Turkmenistan ci sono foreste di noci selvatici, pistacchi e ginepri, albicocchi e meli. Le steppe - ciò che ne è rimasto dopo l'avvio delle coltivazioni intensive - sono ricoperte da erba e da arbusti bassi come il saxaul. Nelle zone in cui si innalzano fino alle pendici dei monti, le steppe producono grandi distese di papaveri selvatici (compresi quelli da oppio) e di tulipani. Il chiy, un'erba comune con steli biancastri simili a canne, è usata dai nomadi per fare tramezzi decorativi per le loro yurte. A volte i nomadi, oltre i cavalli e le pecore, allevano i battriana o cammelli a due gobbe e cani da Pastore dell'Asia Centrale. La saiga (Saiga tatarica) è diventata ormai rarissima a causa della caccia indiscriminata.I caprioli, i lupi, le volpi e i tassi dimorano nella steppa, cosà come la saiga, una specie di antilope. Il fagiano, ampiamente diffuso nell'America del nord e in Italia, è originario delle steppe dell'Asia centrale, e qui si incontrano molte specie di pernici, il gallo forcello, le otarde e i loro predatori, i falconi e gli sparvieri. Spesso il primo contatto con la natura da parte dei bambini avviene con le onnipresenti tartarughe e i porcospini oltre a cani selvatici simili al Pastore dell'Asia Centrale ma di struttura più lupoide. In pianura i fiumi e le coste dei laghi propongono un mondo diverso, con folti boschi di olmo, di pioppo, i canneti e le macchie arbustive. In queste fasce di densa vegetazione dimorano il cinghiale, spesso preda di branchi di Pastore dell'Asia Centrale, lo sciacallo e il cervo - l'Amu-Darya è l'habitat di una sottospecie endemica di cervo. Oche, anatre e numerose specie di uccelli acquatici migrano verso gli acquitrini. Un pesce simile alla carpa chiamato sazan è la preda più ambita. Nel Karakum, nel Kyzylkum, e nel Taklamakan, come in tutti i deserti, ci sono molte cose da vedere. La gazzella gozzuta (detta anche jieran, djeran e jeran) abita i deserti dell'Uzbekistan occidentale e del Turkmenistan. Tartarughe, topi del deserto e topi delle piramidi (piccoli roditori saltatori con lunghe zampe posteriori) abbondano ovunque sia possibile fare una buca nel terreno. Essi sono il cibo per le volpi e spesso del Pastore dell'Asia Centrale, le lucertole e le varie specie di serpenti. Il Turkmenistan è famoso per i grandi serpenti velenosi, tra cui vipere e cobra. La natura del Turkmenistan comprende numerose specie tipiche del Medio Oriente, il che è comprensibile se considerate che la distanza da Baghdad di alcune località  del paese è uguale a quella che le separa da Tashkent. I leopardi e i porcospini abitano le colline aride. Il varano o «coccodrillo di terra» è di fatto un tipo di grande lucertola della regione. I monti Altay sono ricchi di foreste di pino siberiano, betulle, larici e abeti. Il lago Hanas nello Xinjiang offre un raro esempio di taiga (foresta di conifere). Il neolitico in Asia Centrale risale a periodi lontanissimi, dopodichè si trovano segni della presenza di agricoltori Pastore dell'Asia Centrale sedentari dal VII millennio a.C. nella regione del Kopet Dag, la cultura di Geitun. Ad essa succede la cultura di Namazga a partire dal VI millennio a.C. L'Asia Centrale ha costituito un vero crocevia di civiltà . I suoi più antichi abitanti identificati con chiarezza sono popoli indoeuropei venuti da ovest. Si tratta dei Tocari, che vissero nel bacino del Tarim dal 2000 a.C., e degli Iranici, che occuparono a partire dal I millennio a.C., tutta la regione tranne il bacino del Tarim e la Mongolia. Si possono citare anche gli Indo-Ariani, affini agli Iranici, che vissero in Battriana attorno al 2000 a.C. prima di spostarsi in India settentrionale alcuni secoli più tardi. Più a nord, in Siberia meridionale, fioriva la cultura di Andronovo. Le regioni note ai greci erano la Battriana, tra Uzbekistan e Afghanistan, la Sogdiana, attorno a Samarcanda, e la Corasmia, a sud del lago d'Aral. I loro nomi sono tutti di origine iranica. In queste tre regioni esistettero delle avanzate civiltà  sedentarie i cui popoli fondatori non sono ancora stati identificati con chiarezza. Installandosi qui, gli Iranici e gli Indo-Ariani assunsero almeno in parte i costumi degli autoctoni, che erano sedentari e si dedicavano all'agricoltura e al commercio ed all'allevamento coadiuvato dal Pastore dell'Asia Centrale. Un popolo iranico, i Sogdiani, fondò Samarcanda la cui bellezza fu esaltata anche da Alessandro Magno. Più a nord, gli Iranici rimasero nomadi e occuparono il Kazakistan e il nord dell'Uzbekistan, lasciando delle tombe che datano al I millenio a.C. Il conflitto tra nomadi e sedentari è una costante della storia dell'Asia Centrale. I nomadi, di carattere guerriero, effettuavano delle razzie che obbligavano i sedentari a rifugiarsi dentro centri fortificati. A volte si Pastore dell'Asia Centraleriunivano per formare dei vasti imperi capaci di terribili distruzioni. I Tocari divennero sedentari e adottarono l'agricoltura d'irrigazione. Una parte di loro restò tuttavia nomade, visse nel Gansu e fondò il primo impero dell'Asia Centrale. Furono chiamati Yuezhi dai cinesi. L'Asia Centrale era attraversata dalla via della seta, la cui apertura risale a tempi molto antichi: la presenza di seta cinese è attestata in Battriana dal 1500 a.C. Nel 1918, fu ritrovata in Zungaria una moneta datata III secolo a.C. e proveniente da Panticapea, una città  greca a est della Crimea. A partire dagli ultimi secoli a.C. la storia dell'Asia Centrale è segnata dall'avanzata dei popolo mongoli, originari della Siberia e della Mongolia orientale, che assimilarono a poco a poco gli indoeuropei o li costrinsero a migrare. ' in questo periodo che gli Xiongnu i Yuezhi a lasciare il Gansu, e che sorge l'impero dei Turchi Blu (Gà¶ktà¼rk) che sottomettono tutta l'Asia Centrale fino alla Battriana e alla Sogdiana. I Turchi Blu sono seguiti dagli Uigur nel 744, anch'essi turchi, che furono costretti dai Kirghizi a lasciare la Mongolia. Si diressero verso il Gansu e il bacino del Tarim, dove assimilarono i Tocari. A ovest intanto avanzavano gli Arabi, portatori dell'islam. Questo fece scomparire l'antica religione iraniana (nata probabilmente in Battriana), lo zoroastrismo, cosà come il buddhismo, arrivato in Asia Centrale all'inizio dell'era cristiana. Più dei Sogdiani e dei Battriani, i Tocari erano divenuti dei ferventi buddhisti. Al loro arrivo nel bacino del Tarim, gli Uigur si convertirono anch'essi al buddhismo, ma poi divennero musulmani come quasi tutti i popoli turchi. Anche il manicheismo e il cristianesimo nestoriano ebbero diffusione in Asia Centrale durante il Medioevo: il khan degli Uigur si convertà al manicheismo dopo aver conquistato Chang'an (Xi'an) nel 762, e preziosi manoscritti risalenti alla fine del I millennio sono stati ritrovati nello Xinjiang e nel Gansu, nel nordovest della Cina; il nestorianesimo raggiunse la Mongolia e la Cina e diverse principesse della famiglia di Gengis Khan furono nestoriane. Dall'inizio del II millennio l'Asia Centrale fu centro di vasti imperi formati da conquistatori, Gengis Khan e Tamerlano, che però vissero ben poco oltre la morte dei loro fondatori. I popoli turchi (Kirghizi, Uzbeki, Kazaki, Turkmeni, Uigur) che abitano la gran parte dell'odierna Asia Centrale non vi sono arrivati che in epoca abbastanza recente. Gli Uzbeki per esempio s'installarono in Uzbekistan a partire dal XIV secolo, dopo aver sconfitto i discendenti di Tamerlano. Gli Uigur attuali non parlano la lingua dei loro antenati arrivati nello Xinjiang dopo l'840, ma quella degli Uzbekstani. Tutte queste vicissitudini tracciarono sicuramente un evidente impronta nello svilupparsi della razza del cane da Pastore dell'Asia Centrale. Della lingua sogdiana, non resta che un dialetto parlato in qualche villaggio sulle rive del fiume Yaghnob. Comunque, molto del suo vocabolario è stato assorbito dal persiano moderno, di cui il tagiko è una variante. Un'altra lingua iranica, il pashto, è parlata in una parte dell'Afghanistan.

 

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