IL CANE PASTORE TURKMENO
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29/09/2009 - CANI DURI per una ''VITA GRAMA''



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Visto sotto il profilo naturalistico, nascere fra le alture dei monti Carpazi può sicuramente rappresentare una fortuna sia per i cani che per gli  esseri umani.

La foresta della Transilvania e le pianure circostanti offrono dei paesaggi entusiasmanti ed assolutamente incontaminati. Quelli sono luoghi dove si respira un’ aria ossigenata di altissima qualità, si mangia bene e genuino e la vita scorre a ritmi molto più lenti che dalle nostre parti ed anche da alcune città della stessa Romania, ormai  in fase di grande espansione.

Certamente che i cani dei pastori e quelli posti a difendere le proprietà private non sono animali da salotto o da esposizione.

 

I Rumeni di quelle parti hanno ancora una mentalità molto rudimentale sul cane: per mantenerlo deve servire a qualcosa!

 

Devo comunque dire che la condizione fisica dei cani da lavoro che ho incontrato in questo viaggio è sempre stata ottima. I pastori nutrono abbondantemente i loro animali ed anche le famiglie di contadini che tengono uno o più cani a difesa dei cortili generalmente non lasciano mancare nulla ai loro animali. Mangiare ce n’è per tutti! Sia per i pastori che per i loro cani, la vita è fatta di duro lavoro.

 

In estate con le pecore e capre al pascolo sono continue "guerre" contro i predatori, perdite di capi di bestiame, notti trascorse alla diaccio vicino ai greggi. Durante il lungo inverno, altre "lotte" contro un clima molto rigido con abbondanti nevicate ed altre frequenti razzie dei lupi ed orsi che scendono nei villaggi cercando di sottrarre qualche capo di bestiame.

Quindi non c’è posto per i “signorini”! Laggiù i cani si guadagnano dignitosamente la razione quotidiana di cibo e per sopravvivere sono necessarie doti di grande rusticità, carattere ed intelligenza anche se purtroppo nonostante siano dei “duri” a volte ci rimettono la pelle.

 

Mi raccontava un pastore locale che i grandi lupi della Transilvania hanno un odio sfrenato contro i cani in quanto li considerano un impedimento alle loro strategie di caccia. Spesso scendono nei paraggi dei greggi con il solo obiettivo di uccidere i cani, riuscendoci con le strategie più subdole. I soggetti più colpiti sono quelli in fase di maturità, all’incirca 2 anni. Sono giovani, si sentono forti ed audaci ma non hanno esperienza. Il lupo scende a valle, li provoca e si fa rincorrere nella foresta per poi aggredirli in branco nel suo habitat naturale.

Anche i cinghiali costituiscono un grave pericolo per questi “giovanotti”, questo è un cane appena guarito da un conflitto avvenuto nella boscaglia. Il carattere di questi cani, cresciuti in uno stato semi brado, è molto duro, sono veri cani pastore disposti a farsi sacrificare ogni momento per difendere il loro gregge.

Meno frequenti sono gli scontri contro gli orsi ma solitamente fatali. I cani quando avvistano l’orso cercano di dissuaderlo ad avvicinarsi. A volte ci riescono ma quando “mamma orsa” ha il piccolo non bada ai loro ringhi ed abbai. Spesso i più giovani attaccano il piccolo e la madre dell’orso li finisce.

I pastori raccontano con orgoglio ed entusiasmo alcuni episodi dove i cani sono riusciti a strappare l’orsacchiotto dalla madre ed ucciderlo, senza portarne conseguenze. Sinceramente ho provato molta pena sia per quel piccolo che per quella madre! Ma per loro, ovviamente, quelli sono i nemici.

L’orso bruno della Transilvania è un animale molto simpatico da vedere ma molto temuto dagli abitanti locali che conoscono la sua pericolosità: tutti sanno che incontrare un orso affamato può essere fatale ed ogni anno i giornali riportano notizie di persone rimaste ferite gravemente o addirittura uccise. D’inverno l’animale scende nei villaggi e senza alcun timore va in cerca di cibo anche tentando di entrare nelle abitazioni.

In inverno i pastori ricoverano le pecore nei cortili delle baite dove hanno costruito baracche per proteggere il bestiame, spesso proprio in quei luoghi avvengono le “battaglie” più sfrenate fra i proprietari dei greggi ed i loro cani contro i branchi di lupi, solitamente molto numerosi.

Tutti gli abitanti dei villaggi conoscono qualche storia di terribili notti passate nella totale disperazione e con la paura di perdere, in poche ore, il loro patrimonio animale. Loro raccontano di razzie incredibili messe a segno da branchi di lupi composti da numerosi soggetti, spesso anche più di 15 soggetti.

La storia più impressionante me l'ha raccontata un pastore della zona di Miercurea Ciuc che abbiamo raggiunto una sera: “Erano alcune notti che sentivo un grande numero di lupi ad ululare incessantemente. Temevo che prima o poi mi avrebbero attaccato il gregge. Decisi quindi di spostarlo più a valle dove posseggo una stalla più sicura ed impenetrabile. Lasciai per una sola notte, ben 14 dei miei migliori cani da pastore legati ognuno ad un albero con una salda catena. Tornai la mattina seguente ed i lupi me li avevano attaccati, dei cani non era rimasto nulla, solo sangue sulla neve. Non avendo trovato le pecore si erano mangiati tutti i miei cani”.

 

C’è da aggiungere che, per una legge che tutela la selvaggina, i pastori della Transilvania sono assolutamente obbligati dalle locali guardie forestali a legare collo di ogni cane un bastone pendente e trasversale, con scopo di impedirgli di rincorrerla ed ucciderla. (Sterminio invece consentito al turismo internazionale della caccia!).

Quindi, oltre a non poter uccidere i lupi e gli orsi bruni, in quanto animali protetti dallo stato, si trovano anche a dover lavorare con cani menomati nelle loro funzioni con questo strano tipo di collare con pendaglio. Solitamente i pastori costruiscono una tipologia di collare con punte di protezione e con il bastone molto più corto di quanto previsto dalla legge ma i sorveglianti, rendendosi conto delle reali difficoltà, consentono tacitamente questa modifica.

E’ veramente curioso sapere che i cani imparano presto a correre evitando che il bastone gli batta sulle zampe anteriori o addirittura a prenderselo in bocca, tanto da riuscire ugualmente nelle loro intenzioni.

 

I pochi cani da pastore dell’Asia Centrale che ho visto in Transilvania messi di guardia alle abitazioni, sapevano tutti svolgere egregiamente il loro lavoro. Come dicevo prima, nessuno laggiù mantiene un cane inutilmente o per sola compagnia.

Curiosa e molto interessante è anche la storia di questo ragazzo, campione rumeno di attacchi (disciplina sportiva equestre) e proprietario di un’attrezzatissima scuderia per cavalli, che mi ha raccontato di due giovani suoi maschi lasciati per un anno con i pastori in altura. Ritornati in paese si erano completamente trasformati. Avevano acquisito un’incredibile combattività e dominanza su tutti gli altri cani. Nella foresta avevano lottato alcune volte contro l’orso senza rimanerne uccisi e questo aveva dato loro grande carattere.

 

Aveva anche altri cani da Pastore dell’Asia Centrale, molto mordaci, voleva dimostrarci come si sarebbero comportati se provocati da un uomo ….ed iniziò presto lo show.

 

Prese il primo stalliere che passava di lì per caso e successivamente il veterinario dei suoi cavalli, ragazzo simpatico e pieno di passione per gli animali, diede il manico di un rastrello da fieno e ordinò di provocare uno dei suoi cani. Ovviamente loro si arrabbiarono molto ed attaccarono in tutti i modi.

 

Nel frattempo io pensavo: “Ma come farà domani lo stalliere ad avvicinarsi ancora a quel cane ed il veterinario a poterlo eventualmente curare?”.

 

Ma quella è la Transilvania, fatta di gente antica non abituata a pensare troppo al domani, disposta ad affrontare ogni fatica e pericolo.

E quelli sono i cani lavoro che posseggono! Duri come loro.

 

 

 

 

 

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