IL CANE PASTORE TURKMENO
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29/09/2009 - I Cani da LUPI e da ORSO BRUNO



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A detta dei pastori, nella foresta della Transilvania sono concentrati oltre l’80% di tutti i lupi ed orsi bruni dell’intero territorio europeo. Inoltre da alcuni anni il governo li tutela e ne vieta l’abbattimento, così per chi intende ancora occuparsi di pastorizia sono diventati tempi veramente duri.

I proprietari dei greggi hanno il suo bel da fare a combattere contro i predatori selvatici per proteggere sia le loro pecore che i cani. Anche qui dove la gente parla non per sentito dire o per aver letto “favole” sul web, bensì per esperienza diretta, si trovano poche storie dove il cane, per forte e grande che sia, abbia mai avuto la meglio sul lupo.

Nella lingua e dialetti locali, il lupo è chiamato “lupu” e non appena gli si chiede di raccontare storie di cani che l’hanno contrastato, loro iniziano a scuotere il capo e ripetono più volte “nu lupu, nu, nu …lupu nu!”. In sintesi nessuno azzarda osannare i loro cani quando si tratta di parlare di lupi. Qualcuno si limita a raccontare di cani che sono riusciti ad invecchiare nonostante abbiano subito gli attacchi del selvatico.

Il lupo della Transilvania è di statura possente, sicuramente fra i più grandi del mondo, denti incredibilmente lunghi e oltre ad essere micidiale è anche molto tenace e resistente grazie alla necessità di sopravvivere ad inverni molto rigidi e lunghi. La situazione ambientale è costituita da una meravigliosa foresta di conifere che gli permette di sferrare attacchi rapidi ed inprovvisi. La sua intelligenza ed aggressività sono elevatissime anche se credo ancora inferiori ai lupi del Turkmenistan in quanto mediamente più affamati e costretti ad  attaccare allo scoperto nelle infinite distese del Karakum Desert.

In Transilvania molti pascoli sono adiacenti alla foresta quindi il branco di lupi può organizzare con calma l’oculata strategia d’attacco senza essere visto, i cani hanno infatti il principale compito di allertare i custodi del gregge.

Dopo infinite perdite di bestiame, i pastori si sono ormai organizzati bene per contrastare questi attacchi, molto frequenti specialmente d’estate quando i greggi vengono lasciati all'aperto.

Il vantaggio, se cos’ì si può definire, è che il lupo attacca solo di notte e quindi loro radunano ogni sera tutte le pecore in recinti costruiti manualmente con legname della foresta. Solitamente questi recinti vengono orientati con un lato a monte verso la foresta, dove alloggeranno alcuni custodi nelle caratteristiche “cucce per uomo”, mentre in quello a valle sono soliti legare alcuni dei cani del branco. Questo perché il lupo è talmente intelligente da attaccare sempre in discesa per essere più veloce e micidiale nei suoi intenti.

Quando le pecore sentono l’odore del selvatico, iniziano ad impaurirsi ed a pigiarsi sul lato opposto del recinto, infatti i cani legati hanno spesso la principale funzione di non permettergli di scappare dal riparo e mettersi a repentaglio del predatore.

Un altro branco di cani, molto numeroso (solitamente composto da non meno di 10 soggetti), è lasciato libero di spaziare a protezione del recinto ed è fra questi che si trovano soggetti di grande coraggio e di imparagonabile combattività.

Un pastore mi raccontava, con la preziosa traduzione di Laszlo, che il branco di lupi ha una strategia veramente impeccabile e che non esiste cane che possa avere la meglio su di loro. Il miglior cane è quello che riesce a liberarsi ed a scappare quando è assalito da più soggetti del branco o ad avere l’astuzia necessaria per non cadere nei vari tranelli in cui loro sono specializzati: se uno dei lupi incontra un cane che potrebbe contrastare il loro attacco, mima una fuga e l’inesperto animale domestico lo rincorre. Quella è la fine del cane in quanto lui si farà seguire nella foresta dove laggiù si organizzerà per avere la meglio. Se sarà da solo, aspetterà che il cane sia stremato per poi attaccarlo se farà parte di un branco (molto probabile) lo condurrà dove staranno attendendolo altri componenti. Anche un cane può essere un pasto gradito per un branco di lupi. 

 

I cani che vedete in fotografia sono quasi tutti figli di Taymas accoppiati con femmine di razze locali, pare che Taymas, ottimo e rustico maschio di cane da Pastore dell’Asia Centrale, trasmetta grande coraggio ed intelligenza. Lui è ormai “attempato” ma ha lo spirito del grande guerriero.

 

Poi ci sono gli orsi bruni, sui quali non ho la minima cultura.

 

Anche loro, a detta dei pastori, sono grandi e micidiali predatori di pecore. L’orso attacca prevalentemente di giorno e da solo, avvalendosi della sua incontrastabile potenza fisica. Pare non conosca paura.

Non potendogli sparare, in quanto protetti dallo stato, ai pastori non rimane altro che assistere al furto e sperare che i cani possano fa opera di dissuasione.

L’attacco dell’orso non è frutto di grande strategia, quando ha fame, si direziona verso le pecore, ne sceglie una e se la porta nella foresta.

Anche contro questo animale non si raccolgono facilmente storie che narrino la vittoria dei cani, qualcuno racconta di episodi dove qualcuno di loro sia riuscito ad allontanare “mamma orsa” minacciandola di strapparle il cucciolo che conduceva con se. Corrono voci ( del tipo: lui mi ha detto che un altro gli ha detto, etc…) che qualche contrabbandiere catturi un orso e quando l’animale è ferito gravemente, avvisi degli “addestratori” che abituano i loro cani ad avere la meglio e quindi più coraggio contro il “re” della foresta. Sinceramente non so se sia realtà o fantasia popolare.

 

Molti cani da lupi e da orso bruno della Transilvania sono attualmente incroci di cane da Pastore dell’Asia Centrale con altre razze locali, qualcuno cerca già cani puri dell’Asia Centrale, in quanto li considera migliori mentre altri rimangono legati alla loro tradizione ed accettano solo di fare incroci, per rinforzare la specie,  con i loro soggetti locali molto rustici e nati fra le pecore da numerose generazioni. Bisogna anche sottolineare che ogni pastore, con cui ho parlato, ha ormai maturato un po’ di diffidenza con questa razza “asiatica” in quanto più volte ha provato ad acquistare soggetti provenienti dalla vicina Ucraina dove la selezione è ormai mirata alle esposizioni quindi inadatti al lavoro con le pecore.

La convivenza di molti cani in ogni gregge e nello stesso tempo di numerosi greggi che pascolano in territori molto vicini è frutto di frequenti scontri fra giovani maschi. Sono proprie quelle le occasioni dove i pastori valutano i loro cani e stabiliscono quali soggetti tenere a protezione del bestiame.

 

In quell’ambiente sono poco importanti i pedigree e i titoli conseguiti, mi hanno raccontato di illustri figli di Volkodav sovietici (ovvero i “famosi”strangolatori di lupi) che non sono manco riusciti ad imporsi sul branco dei cani da pastore, altro che sui lupi  e dopo un’esistenza da sottomessi, per qualcuno è anche arrivsato il giorno dello sbaglio fatale.

 

Incontrare e conoscere i cani della Transilvania, è stata sicuramente una bella esperienza, meno “esotica” del Turkmenistan ma molto costruttiva. Laggiù ho parlato con i “guru” della razza e qui con semplici pastori di grande cultura cinofila, sicuramente non appresa visitando i siti internet.

 

Ad ogni mio viaggio alla ricerca di cani “veri”, incontro sempre anche uomini VERI, grandi lavoratori e veri cinofili per necessità, che nel loro umile impegno quotidiano hanno sicuramente scritto nei secoli le più importanti pagine dell’autentica storia dei cani da lavoro. Quelli sono gli unici che riconosco come i miei maestri. 

 

E’ veramente incredibile come il cane sia nato al fianco dell’uomo per aiutarlo nelle sue dure mansioni giornaliere per poi “scemare” in un animale concepito come oggetto di bellezza esposto vicino a proprietari in doppio petto! Ma questo è il decorrere dei tempi.



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