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CAO - CENTRAL ASIAN OVCHARKA – CENTRAL ASIAN SHEPHERD DOG - GUARD DOG - ALABAI - ALABAY
IL TURKMENO – 349 33 35 668 – www.pastoredellasiacentrale.com – www.canidaguardia.com
Con infinita soddisfazione, ho ricevuto solo ieri da alcuni amici turkmeni un pacco con svariati regali per me e per la mia famiglia. Sono usanze antiche, ormai svanite in occidente ma l’aspetto più commovente è sapere le difficoltà che hanno dovuto affrontare per farmelo avere. Provate a rivolgervi ad una qualsiasi compagnia di spedizioni internazionali, dite che vorreste recapitare un qualcosa in Turkmenistan e vi sentirete dire: “Spiacente ma da anni la corrispondenza con il Turkmenistan è stata sospesa!
Nel pacco c’era un tipico cappello dei pastori del Karakum Desert, in lana di pecora “nera” ed una tipica tunica che indossano abitualmente. Loro conoscono la mia passione per i cani aborigeni ed i relativi pastori e non potevano farmi un regalo più gradito vista l’impossibilità di potermi recapitare un cucciolo, visto il rischio che correrebbero qualora fossero scoperti: come è ormai noto, il cane da pastore dell’Asia Centrale (Alabai) è patrimonio del Turkmenistan che ne vieta severamente, da anni, qualsiasi esportazione. Io ho già una femmina che mi aspetta ma temo che lei crescerà laggiu ed io potrò solo andarmela a vedere qualche volta. Ricordo quando dopo migliaia di domande che gli feci in una settimana, tanto da ubriacarli ogni giorno, mi dissero, con la traduzione di uno di loro che parla un ottimo inglese: “Ezio, siamo talmente stanchi di tutte le domande ci hai fatto, che siamo quasi convinti che nelle tue vene scorra sangue turkmeno, abbiamo deciso che appena avremo una femmina come vuoi tu, sarà un dono in onore alla grande passione che hai per questi cani”.. e così è stato.
Un giorno ricevetti una e-mail con una fotografia di una cucciola bianca con scritto: “Questa è la tua femmina che abbiamo tenuto per te, abbaia già all’estraneo come vuoi tu, speriamo che un giorno riuscirai a portarla in Italia, in ogni caso non la venderemo mai, questa è tua”. E così sta avvenendo da alcuni mesi: “se la mantengono, purtroppo chiusa in un piccolo box o legata ad una catena, senza avermi mai chiesto un solo euro per il cibo”. A volte gli domando se la portano un po’ a spasso, loro mi rispondono di si ed io ci voglio credere….. come non potrei, non avendo alternative?
Ma il regalo più gradito è stato il calendario del 2010 sui loro “grandi” cani. La visione di queste svariate pagine, dove all'interno delle quali c'è anche l'albero genealogico di tutte le moderne linee di sangue turkmene dei cani da combattimento - il più antico risale ad un soggetto campione nel 1973 mentre l'Alabai aborigeno ha migliaia di anni!), mi ha indotto a molte riflessioni e curiose constatazioni, nonostante io produca “solo” Asia Centrale da guardia senza badare troppo alla morfologia ed ancora una volta mi è venuto da pensare: “Quanto siamo lontani dal Turkmenistan!”.
Ricordo quando avevo iniziato ad allevare questa razza e qualcuno dell’ambiente espositivo mi contestava alcuni miei soggetti come non originali, in quanto avevano il tartufo depigmentato ed erano troppo lupoidi: ecco il cane presentato in copertina, sicuramente emblematico della razza: tartufo depigmentato e muso lupoide. Che strano!
Vi pare simile a molti “vitelli” che si vedono in Europa? In quest’altra fotografia è ripreso di profilo, guardate che muso allungato: in Italia qualcuno potrebbe svenire vedendo tali “particolari morfologici!!”.
Non poche furono le critiche, in questi anni, sulla fotografia del mio grande Thaleban ripreso in una posizione dove si evidenzia un collo molto lungo o meglio “allungato” (alcuni non capirono mai che quella era la postura di un soggetto che esprimeva la sua inconfondibile potenza), nonostante la sua ridotta statura: è ancora il capo branco in assoluto di tutto il mio allevamento e la sua potenza contro l’estraneo la conoscono solo chi ha mi ha già fatto visita. Bene guardate il collo di questo maschio di nome Yyldyz campione turkmeno di combattimento nel 2008, sembra quello di una giraffa: è circa 1/3 di tutto il corpo! Altri si stupiscono della testa allungata e piccola del mio Annibal e di sua sorella Neera, bene guardate questo cane di nome Ak kay, campione turkmeno di combattimento nel 1987. E cosa dire della testa così minuta di questo maschio di nome Gozi Gara, campione turkmeno di combattimento nel 1985? Alcuni soggetti che produco e seleziono per la guardia, nascono di manto bianco e tigrato caratteristica a volte contestata in quanto poco presente nelle consuete linee di sangue provenienti dalla Russia e quindi presenti in molte esposizioni, ...anche questi soggetti sono stati inseriti nel calendario per rappresentare la razza del vero Alabai. Guardate questa mia cucciolona come assomiglia a questo soggetto turkmeno. E della struttura super leggera di Albert, campione turkmeno nel 2006 e 2009 di combattimento? A questo cane i giudici europei non darebbero nemmeno un “buono” ma laggiù è un mito. Fortunatamente, (temo ancora per poco!) in quelle terre, conta ancora il carattere del cane e cosa sa fare in concreto oltre al solo mangiare e dormire tutto il giorno. Albert ha grande temperamento anche come cane da guardia, conosco alcuni suoi figli e sono veramente eccezionali: non esistano di attaccare l’estraneo anche se in presenza del padrone, (se non si è imposto loro lo stop!). Cani che molti allevatori europei non esitano a dichiarare Asia Centrale atipici. Chissà perché ?! Provate a pensarci.
Guardate il taglio delle orecchie di questo Alabay. Ricordo quando iniziai ad allevare con una mia femmina di nome Ara, madre del mio Thaleban, di Argo, di Attila, (padre della mia attuale Burka), sorella della madre del mio Iran, etc… tutti dicevano che, solo per il suo taglio di orecchie, non poteva essere un vero Pastore dell’Asia Centrale, ma poi, finalmente, un giorno partii per il Turkmenistan e tutte le bugie provenienti dall’Est europeo, vennero a galla ed io constatai che il Turkmenistan era pieno di quei miei cani, così "brutti" e "fuori standard" come i miei!!
Una mia grande scoperta su questo calendario è stato l’”antico” Kule, di cui non conosco ancora nulla, con un fisico del cane ideale: asciutto, gambe sottili, tutto nervi e muscoli allungati: penso una vera macchina da guerra: campione nel 1973 e 1974. Anche lui ha il collo molto allungato e stranamente bianco-nero!
Ci sono anche belle notizie per gli amanti del cane gigantesco: “ I russi li hanno diffusi in occidente, gli europei se ne sono innamorati ed i turkmeni li stanno accontentando”, hanno iniziato, solo da quest’anno a dedicare un piccolo angolo del calendario, con la presenza di questi tre soggetti di oltre 100kg.” D’altronde lo stanno facendo, da tempo, anche i Turchi con i Kangal, laggiù siamo già ad altezze che superano il metro e dieci cm e la follia della genetica”fai da te” non si fermerà ancora. A me è bastata la mia esperienza diretta con alcuni che incontrai ad Ashgabat: più erano grandi e più si facevano portare a spasso come agnellini dal sottoscritto che non avevano mai visto prima.
Conosco molto bene la mentalità turkmena ed il loro attuale desiderio e necessità di denaro e di trovare sbocchi nel mondo occidentale: credo che, per chi li vorrà comprare, si organizzeranno presto a produrre cani di 200 kg.!! Certo non li useranno mai come suoi riproduttori in allevamenti della caratura di Mr. Kyarizov che produce i cani fra i migliori di tutto il Turkmenistan anche sotto il profilo morfologico. Tutti si vantano, in Russia, di aver attinto dalle sue linee di sangue, peccato che io non abbia trovato un solo “pachiderma” durante la mia visita nell suo allevamento!
C’è anche una pagina intera dedicata al Tazi, che io adoro, l’inconfondibile levriero da caccia del Turkmneistan, forse più antico ancora dell’Allabai. Le due razze, vissero per migliaia di anni in simbiosi nel deserto, come pensare che un maschio di Alabai non coprì mai "casualmente" una femmina di Tazi e da ciò che naque non ci furono altri accoppiamenti fra Alabai e si delinò così una varietà più agile ed affusolata? Molto probabile, in quei popoli tribali! No?
E perché non avrebbero dovuto svilupparsi linee di sangue più longilinee tipo il mio Zar ( cane d’intelligenza superlativa) ed alcuni suoi antenati, agili come delle gazzelle e quindi ottimi cacciatori per la sopravvivenza e tanto resistenti a tutte le temperature del deserto? Non era ciò che desideravano i pastori non svendo l'esisgenza dello standard se non la funzionalità? Forse certe teste più piccole potrebbero venire di lì! No?
Se invece pensiamo agli antenati degli attuali “giganti”, con chi li dovettero accoppiare, partendo dal lupo, per arrivare con tali mostruose dimensioni?
Non ci sono fotografie storiche di cani cos’ì grandi, sia nati sulle montagne (veramente poche in Turkmenistan) che nei deserti. Come si cacciava il cibo un cane di 100 kg.? Che leccornia per un branco di lupi…, bastava un cane (così lento) che si sfamavano per una mese !!!
Chissà perché, non uno di questi “bestioni” non è mai diventato un campione di combattimento. Provate a pensarci!
Il tutto “puzza” di grande modernità, …forse, solo avvenuta dietro l’angolo e senza nulla di turkmeno.
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